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Diritti Militari e diritti politici dei militari: Se la sentenza del TAR Umbria non era bastata a far passare il concetto, arriva a supporto anche quella del TAR Veneto. Stesso teatro, cambiano gli attori ma non la trama.
Nel primo caso era il carabiniere scelto Guido Lanzo, entrato in un ruolo di responsabilità nel Partito Popolare sicurezza e difesa. Nel secondo caso è il maresciallo Vincenzo Bonaccorso, entrato anche lui all’interno del Partito appena citato.
Entrambi i militari sottoposti dalla linea gerarchica a provvedimenti disciplinari per la loro attiva partecipazione politica.

 

Diritti Militari: Cosa dice la Costituzione?

diritti militariEntrambe le sentenze a favore dei militari sulla base dell’ingenuo principio secondo il quale ”il comportamento di attività politica e partitica del singolo non può automaticamente rilevare ai fini della violazione del principio di estraneità alle competizioni politiche delle Forze Armate ”.
E in effetti se si riflette un attimo sui diritti militari, basta leggere la nostra costituzione, che accertarsi che ogni cittadino, senza distinzione di ruolo sociale, può e deve esercitare il proprio diritto politico attivo o passivo; nel dettaglio l’articolo 49 recita così: “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

 
Per completezza, rispetto i diritti militari, va citato però anche l’articolo 98 della stessa costituzione: “si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero”.

 
Al momento nessuna legge ad hoc è stata approvata dal parlamento italiano che limiti l’esercizio dei diritti militari e politici ai soldati, dunque l’idea diffusa che “per ruolo” questi non possano iscriversi a un partito o esercitare in forma attiva la politica è falsa e senza fondamento.

 

Diritti Militari: Codice dell’Ordinamento Militare

Fin qui abbiamo parlato della costituzione. Ma per i militari, importante quasi come la costituzione è il Codice dell’Ordinamento militare riguardo i diritti militari. E in questo ambito sono due gli articoli di tale codice che vanno ricordati: l’articolo 1350 (che stabilisce in quali occasioni il militare deve attenersi al regolamento) e l’articolo 1483 (Esercizio delle libertà in ambito politico) .

 
In nessuno di questi due articoli sui diritti militari, così come in nessun altro articolo del regolamento esiste una norma che vieta l’iscrizione ai partiti politici. Ben lungi però dalle gerarchie militari l’idea di sfatare ogni dubbio in proposito garantendo piena libertà ai sottoposti. Meglio non pubblicizzare troppo questo genere di libertà, è una di quelle che potrebbe risultare deleteria per la prassi di subordinazione militare.

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