Difesa: meno risorse su poche risorse

3 aprile 2012 posted by Staff
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Stamattina leggevo su Il Messaggero un articolo di Marco Ferrante la cui perspettiva mi è sembrata molto interessante. Il giornalista parte di un esempio per illustrare lo poche risorse attuali della Difesa italiana e lascia in aria una domanda: cosa succederà una volta effettuata la riduzione prevista dal governo?
L’ esempio è quello di Santa Teresa, un paesino piccolo nel quale ci sono circa dieci militari, in una ‘Commissione di avanzamento dei sottufficiali’.

 

“Il pavimento è ombrato di umido, l’ufficetto spoglio, un divano di velluto verde logoro, tutto dà un’idea di provvisorietà e disarmo. Santa Teresa è solo un piccolo angolo di una struttura gigantesca, ma questo pezzo dello Stato è in crisi identitaria, più di altri settori. Modello di difesa da aggiornare, squilibri nella distribuzione del personale e nelle retribuzioni, benefit da rivedere, piccoli e grandi privilegi che dividono gli uomini e che generano frustrazioni; mentalità e generazioni che si confrontano, compreso il modo di interpretare la dimensione sociale del soldato”, questa è la visione del giornalista.

 
E la mia conclusione è che le risorse per i militari in questi momento sono davvero poche in questo momento, come faremo dopo la riduzione. Il ministro di Paola pretende eliminare il 20 % del personale in 10 anni, ma come…..da 213.000 uomini circa tra militari e civili a 173.000 unità.
Penso che nel caso di un taglio di dimensioni tali bisogna fare una ristrutturazione importante delle risorse, infrastrutture e personale, ma anche dalle diverse categorie di militari e polizia per essere efficienti. È meglio una caserma di 70 carabinieri o dieci caserme con 10 uomini ognuna di loro?

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