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Decreto Armonizzazione: Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, a nome degli uomini in divisa, ha confermato senza mezzi termini la posizione ormai netta di contrapposizione senza ritorno della categoria verso il decreto armonizzazione del comparto sicurezza, parlando di “accanimento da parte dello stesso Ministro nei confronti delle donne e degli uomini in uniforme che servono devotamente il Paese (…) Insistere nel voler riproporre, a camere sciolte, un testo di regolamento che ha un portata devastante per il personale e che fa collassare il sistema sicurezza, (…) o è un accanimento oppure nasconde una regia che pur essendo lontana dagli interessi dei poliziotti e del diritto alla sicurezza dei cittadini, vuole inserire elementi di strumentalizzazioni utili solo alla campagna elettorale in corso”.

 

decreto armonizzazione

L’appello va poi a Schifani e a Fini, affinché blocchino in coscienza l’invio alle commissioni parlamentari della bozza del decreto armonizzazione previdenziale del personale del comparto Sicurezza e Difesa.

 

Decreto Armonizzazione: La Attesa

Anche il Gen. Domenico Rossi, candidato alla Camera per il collegio Lazio 1 con la lista Scelta Civica per Monti, riguardo il decreto armonizzazione, non ha esitato a richiedere l’imprescindibile vaglio del nuovo parlamento che si insedierà tra poche settimane come “atto di sensibilità e di rispetto per la dignità delle donne e degli uomini in divisa” prendendo comunque atto dell’invio alle Commissioni competenti del decreto di armonizzazione sulle pensioni del personale del Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico per il parere di competenza come mero atto di prosecuzione dell’iter legislativo”.

 

Niente specificità nel Decreto Armonizzazione

 

Quello che più di ogni altro accusano le associazione di categoria del comparto sicurezza è il mancato rispetto della specificità del settore, nel decreto armonizzazione, e dell’ingente volume di risorse umane che coinvolge, come dichiara Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza e Difesa del PD: ”considerare di ordinaria amministrazione il regolamento di armonizzazione pensionistico dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico, un provvedimento che riguarda la vita di mezzo milione di operatori e che ha un valore di bilancio di un miliardo di euro, è pazzesco”.

 

Tanta indignazione è frutto non solo del caso specifico, ma anche dei passati mesi in cui il comparto sicurezza è stato colpito duramente da tagli e provvedimenti di ogni sorta nell’ottica della spending review e del risparmio statale. Uomini e donne in divisa appartengono a un universo che risponde a regole differenti rispetto agli altri dipendenti statali, regole legate a specificità di servizio che spesso vengono ignorate dalle istituzioni e dalla politica. Le stesse specificità che rendono il comparto sicurezza così indispensabile per qualunque stato civile.

 

Fonte: grnet / primapaginanews / ansa / ANFP / classicaviva

 

 

 

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