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Foto: lettera43

Il deputato del PDL, Massimo Corsaro, ha risposto alla lettera inviata dal gruppo facebook “Ridateci i nostri Leoni”, del quale fanno parte oltre 70.000 persone, nella quale si chiedevano attuazioni efficaci da parte del governo per la liberalizzazione immediata dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Nel concreto, secondo pubblica il proprio gruppo, ha assicurato condividere le valutazioni contenute nella lettera e afferma di aver organizzato molte iniziative riguardo questa vicenda. Inoltre, si è compromesso a impegnarsi “finché questa ingiustizia non verrà cancellata”.

A meno di una settimana dall’udienza del tribunale del Kerala che, se non viene rimandata di nuovo, deciderà sulla giurisdizione d’applicare a Latorre e Girone, ancora trattenuti in India. Il Gruppo Facebook, difensori e amici dei due marò, ha inviato la lettera per sensibilizzarli sulla vicenda.

Nella lettera, oltre parlare di quello che è successo, sottolineano il fatto che “al momento dell’attacco viaggiava a 22 miglia dalla costa, cos come ribadito anche dalla Guardia Costiera Indiana, e quindi si trovava senza ombra di dubbio, in acque internazionali”, per tanto “sono dunque da applicare le norme di diritto internazionale ed in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare o Unclos (United Nations Convention on the Law of the Sea), aperta alla firma a Montego Bay ed a cui hanno aderito ad oggi 162 Stati tra cui Italia ed India. Tuttavia l’aver accertato che la nave si trovava in acque internazionali e non territoriali, non rileva ai fini della giurisdizione perché‚ in ogni caso i nostri compatrioti sono coperti da immunità. Infatti, sempre norme di diritto internazionale di natura convenzionale e consuetudinaria, stabiliscono che i militari che si trovano all’estero devono essere sottoposti alla giurisdizione dello Stato di provenienza”.

 

Il Gruppo richiede ai parlamentari italiani di spingere le istituzioni competenti per trovare una soluzione veloce e riportare subito a casa i due marò.

 

 

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