Come diventare un soldato?

24 gennaio 2012 posted by Staff
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L’esercito italiano è famoso nel mondo per il suo impegno internazionale, a volte discusso, ma sempre prezioso: i nostri militari servono il nostro paese e lo rendono orgoglioso in operazioni di pace, in circostanze di pericolo e in situazioni estere di crisi sociali ed economiche, nelle quali, per fornire un servizio, rischiano spesso, e in qualche caso perdono, la loro stesa vita, in nome degli ideali che hanno sposato con la loro divisa e in nome del Popolo Italiano che rappresentano.

Ma come si diventa membri dell’Esercito Italiano? Intanto va precisato che con la Legge 226 del 23 agosto 2004, oltre ad cancellare l’obbligatorietà della leva dal primo gennaio 2005, ha anche introdotto due nuove figure all’interno dell’esercito che lo rendono, al pari di quelli degli altri paesi europei, un corpo professionale e altamente specializzato: il volontario in ferma prefissata a un anno (VFP 1) e il volontario in ferma prefissata a 4 anni (VFP 4). Il primo passo quindi per entrare a far parte dell’esercito italiano è diventare VFP 1, attraverso un concorso pubblico a cui possono partecipare tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto la maggiore età, indipendentemente dal genere, che posseggano un diploma secondario di primo grado e che siano risultati idonei allo svolgimento di attività sportivo a livello agonistico.

 

Alla fine del primo anno i VFP possono partecipare all’arruolamento per diventare VFP 4 e risultano già regolarmente retribuiti, oltre a poter usufruire dell’accesso diretto ai concorsi per entrare nei corpi armati dello stato. Esiste però un piano intermedio che facilita l’entrata dell’esercito italiano: è l’accademia militare, una vera e propria scuola alla fine della quale, al superamento dell’esame finale, si acquisisce un titolo di studio specifico.

 

L’accademia militare fornisce una preparazione complessiva sotto tutti gli aspetti, militari e didattici, per diventare un professionista degno e capace di rappresentare degnamente il proprio paese all’estero. In accademia un’importanza strategica hanno anche le attività sportive e la conoscenza dell’inglese e dell’informatica, nonché lo sviluppo di capacità di problem solving e gestionali. Proprio per l’impegno forte che viene richiesto ai giovani che entrano in accademia, gli stessi percepiscono anche uno stipendio cheli rende parzialmente indipendenti. Oggi per i giovani, legati al proprio paese, entrare in accademia non è solo una scelta, ma un vero onore, l’inizio di un percorso professionale che sfocerà nella creazione di un comandante, di una guida, di uno stendardo italiano all’estero.

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