Esercito Italiano: Chi conosce i Col Moschin?

1 ottobre 2012 posted by Staff
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Tra i numerosi tagli effettuati dal machete della spending review ci sono anche quelli che riguardano le forze armate; per riassumerle in numeri possiamo dire che solo per quest’anno la riduzione delle risorse economiche riguarda 100 milioni di euro che diventeranno 500 nel 2013 e altrettanti nel 2014; ad essi vanno aggiunti i risparmi legati alla cessione degli immobili al fondo del demanio.

 

Spending Review: chiusura di brigate

In termini di risorse umane poi il corpo dell’esercito dovrà chiudere due brigate su 11, la corazzata Ariete la Friuli, che verrà unita alla brigata Folgore, formando un fronte unico per le missioni all’estero.

E proprio in ambito Paracadutisti va aperta una parentesi importante sul Reggimento speciale Col Moschin, con base centrale presso la Caserma Vannucci di Livorno e con centro di addestramento BAI a Pisa, nel parco regionale San Rossore.

 

Col Moschin: chi sono questi soldati?

Col Moschin - Forze Speciali (SantuaryGiovani.it)

Tanto per comprendere il valore di questo reggimento, gli incursori del Col Moschin erano pronti all’intervento durante il sequestro dell’Achille Lauro del 1985; occuparono l’ambasciata italiana in Somalia nell’ambito dell’operazione Restore hope nel 1992; due anni più tardi evacuarono i civili italiani dal Ruanda durante la guerra civile e nel 2007 parteciparono a un blitz in Afghanistan per liberare due agenti dei servizi di sicurezza italiani rapiti dai ribelli.
Essendo parte delle Forze Speciali, il reggimento Col Moschin è sotto il comando del CO.F.S (comando interforze per le operazioni delle Forze speciali) e prevede un addestramento specifico della durata di due anni e dal carattere molto rigido anche da un punto di vista fisico.

Coloro che riescono a superare il tirocinio e la prima prova fisica hanno accesso al corso OBOS, cioè operatore basico operazioni speciali che proprio a causa dei recenti tagli ha subìto una ristrutturazione interna: ha ora una durata di 24 settimane contro le precedenti 31. Proprio questo aspetto preoccupa gli appartenenti alla categoria, poiché nell’ottica della spending review non si può risparmiare sull’addestramento dei reparti speciali.

 

Tagli? Proposte dei militari

 

Non potendo ignorare i provvedimenti della spending review, anche dalla parte dei militari non arrivano solo polemiche ma anche proposte costruttive che meritano attenzione e possibilità di attuazione e che non vanno ad intaccare le già risicate risorse economiche a disposizione. Si tratta infatti di interventi di carattere amministrativo e procedurale che potrebbero ottenere un effetto positivo senza penalizzare l’ambito finanziario del corpo militare. Nello specifico rendere possibile ad esempio il ripetere il tirocinio o il corso OBOS in caso di esito negativo sarebbe un primo passo. O ancora rendere più snelle le procedure interne di passaggio da un reparto a un altro, fermo restando che serve una formazione specifica per ogni singolo reparto.
Tutte queste proposte potranno essere prese in considerazione delle istituzione appena queste renderanno disponibili a un confronto sul tema.

 

 

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