Archivi per la categoria 'Vaccini Militari'

Uranio Assassino.Ciao Erasmo

22 febbraio 2013 inviato da Staff
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Mi hanno usato e abbandonato ma ce la farò perché mi voglio sposare anche se so che è una malattia di cui si muore”. E invece no. Non ce l’a fatta il caporale Erasmo Savino, 31 anni, caporal maggiore dell’esercito italiano in Kosovo con 15anni di servizio alle spalle.

La notizia della sua scomparsa è stata data dall’Associazione Vittime Uranio e l’Anavafaf che assiste i familiari delle vittime arruolate nelle forze armate.

 

Nessuna Presenza Dello Stato

 

Se n’è andato alle 8.15 senza alcun  riconoscimento come vittima del dovere, senza uno straccio di liquidazione, ma di certo con la consapevolezza di avere iniziato un lungo percorso verso la verità. Nessun rappresentante dello stato ai suoi funerali. Potrebbe sembrare una vigliacca ammissione di colpa dettata dalla coscienza. Oppure assoluto menefreghismo.

Si è spento in silenzio, ma l’eco della sua storia non si affievolirà, perché dopo di lui e grazie al suo coraggio molti altri militari hanno denunciato i vaccini della morte, lo scandalo vergognoso dell’uranio impoverito che ha ucciso decine di militari e ne ha fatti ammalare molti di più.

Andò in Kosovo a fare buche in una terra intrisa di uranio impoverito. Prima di partire su sottoposto a una serie di vaccini che azzerarono le sue difese immunitarie. Decine di carte, certificati documenti scientifici provano la connessione tra il suo tumore mortale e l’uranio e i vaccini. Le stesse carte che proprio Erasmo lo scorso ottobre aveva sbattuto in faccia alla commissione parlamentare d’inchiesta durante la sua deposizione.

Era il marzo 2012 quando Savino iniziò la sua avventura di denuncia dallo studio del suo avvocato Giorgio Carta, il primo di una lunga serie di militari che si sarebbero fatti coraggio e seguendo il suo esempio avrebbero denunciato questa vicenda ancora oscura e niente affatto chiusa. Dopo tre legislature e altrettante commissioni d’inchiesta, le istituzioni non sono ancora in grado di dare indicazioni precise su alcunché, né sui numeri ufficiali delle persone coinvolte né sulle cause.

Le parole con cui il suo avvocato lo ricorda danno l’idea della forza da combattente che al di là della divisa faceva parte della vita di Erasmo: “lo Stato Italiano lo aveva oltraggiato più volte: prima imponendogli vaccinazioni di dubbia utilità; poi mandandolo in missione all’estero con protezioni quanto meno approssimative; infine, scambiando il suo melanoma sul piede per un callo. (…) Incredibilmente, per sette anni i medici militari gli avevano curato un tumore con una pomata per calli, fino a quando, nel 2010, allorché era troppo tardi, era stata diagnosticata una metastasi oramai diffusa in tutto il corpo. Nonostante ciò, non ho ma sentito Erasmo maledire qualcuno, né medici militari, né superiori.  (…) La sua vita sfortunata è finita. La battaglia perché sia fatta luce sulle cause della sua morte no”.

 

La Strada é Lunga. Ma L’uranio Non Vincerà

 

La strada iniziata da Erasmo è ancora lunga. Ma di Erasmo, purtroppo ce ne sono molti e l’avvocato Carta non intende affatto rinunciare ad arrivare in fondo, a raggiungere la verità e rendere onore e merito a tutti coloro che in nome e per conto dell’esercito italiano sono caduti nell’espletamento del loro servizi professionali e con il tricolore cucito sul cuore.

Chiudiamo questo articolo, senza polemica, ma lasciando ampio spazio alla riflessione, ricordando quanto recita la nostra costituzione all’art. 32: “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

 

 

Fonte: repubblica /  grnet / metropolisweb / mednat

 

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Uranio Impoverito: Ancora un NO della Commissione

22 gennaio 2013 inviato da Staff
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La Commissione d’Inchiesta del Senato, ancora una volta, conclude che non ci sono certezze sul collegamento causa-effetto tra l’uranio impoverito e le malattie sviluppate dai militari ma, allo stesso momento riconosce che non è possibile escludere che “una concomitante e interagente azione di fattori potenzialmente nocivi possa essere alla base delle patologie e dei decessi osservati”.

 
Quindi?

 
Niente. Siamo nello stesso punto.

 
Un collegamento non dimostrabile che provoca che migliaia di militari e civili malati causa le nano particelle dell’uranio impoverito rimangano da soli, abbandonati dallo Stato.

Uranio Impoverito: I Dati

 

L’osservatorio Epidemiologico della Difesa ha pubblicato alcuni dati riguardo i casi di malattia e decessi collegati a patologie neoplastiche dei militari. Nello specifico, dal 1991 al 21 febbraio 2012 sono stati 3.761 i casi, dei quali 3.063 sono militari mai andati in missione all’estero.
Ma cosa succede nei poligoni italiani?
Il ministro di Difesa Di Paola, qualche settimana fa, assicurava che l’esercito italiano non ha mai usato munizioni all’uranio impoverito. Ora, la Commissione conferma la questione e assicura che dalle indagini non risulta che siano state utilizzate armi con uranio impoverito nel poligoni di tiro.
Inoltre, Antonietta Gatti, consulente della commissione, ha realizzato un’indagine per identificare nano particelle dell’uranio impoverito nei tessuti biologici umani sui tessuti patologici di 200  militari reduci dai Balcani, Iraq e Afghanistan. La sua conclusione è che non ci sono tracce di uranio impoverito ma solo di varie tipologie di polvere inorganica.

 

Leggi qui cosa ne pensa l’Associazione di Vittime dell’Uranio Impoverito

Vaccini Militari

Una delle conclusioni più sorprendenti, sotto il mio punto di vista, della Commissione è il fatto che riconosca la maggior vulnerabilità dei militari sottoposti a determinati vaccini, e in tempi ravvicinati. E’ vero che la Commissione non dubita “dell’efficacia dei vaccini”, ma considera che è necessaria l’applicazione di regole e protocolli per la somministrazione dei vaccini.

 

► Vaccini Indiscriminati: Ombre sulla morte dei soldati

 

Foto: Alberto Alpozzi

Fonte: Quotidianosanita.it

 

 

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Vaccini Militari, il nemico a casa!

vaccini militari

Fonte: Informasalus.it

Archiviata l’indagine nei confronti del maresciallo dell’aeronautica Luigi Sanna, deferito dalla magistratura militare per il suo rifiuto di sottoscrivere il modulo di consenso informato per un ciclo di vaccini militari a cui avrebbe dovuto sottoporsi su ordine dei propri superiori prima di partire per una missione di carattere nazionale.
La grave offesa consisteva nell’aver preteso spiegazioni sull’efficacia, la sicurezza e sulla motivazione reale di questi vaccini militari plurimi e ravvicinati, nello specifico ben otto in 28 giorni.
L’accusa di disobbedienza aggravata e il rischio di dover scontare fino a un anno di reclusione sono finalmente archiviate anche se la soddisfazione nelle parole del suo avvocato Giorgio Carta non è piena: “siamo certamente soddisfatti del suo proscioglimento, ma sul piano generale, la giustizia militare ha evitato di prendere una posizione ufficiale sulla sussistenza di un obbligo dei militari di sottoporsi ai vaccini. Di conseguenza, la soluzione del problema è rinviata al prossimo caso il cui un militare si rifiuterà di sottoporsi ad una vaccinazione impostagli dai superiori.” L’avvocato poi promette che non si fermerà in questa battaglia “per l’applicazione anche ai militari dell’articolo 32 della Costituzione (…) anche perché il risalto mediatico dato alla vicenda dai media sta smuovendo le coscienze e sta facendo emergere un numero di militari ammalati di tumore ben maggiore di quello indicato dai dati ufficiali ”.

 

Vaccini Militari: altri casi

 

In effetti la vicenda del maresciallo Sanna non è certo l’unico caso: altri due militari prima di partire per l’Afghanistan si sono rifiutati di essere sottoposti a vaccini militari, nello specifico alle vaccinazioni N1H1 e sono stati anche loro sottoposti anche loro a procedimento disciplinare.
“Il protocollo è scientificamente inattaccabile; il problema è che non viene rispettato. Per praticità e velocità si fanno vaccinazioni a tappeto uguali per tutti, senza controllare se qualcuno l’ha già fatta, se qualcun’altro non è in perfette condizioni di salute o ha ricevuto altri vaccini militari pochi giorni prima. C’è superficialità, poca cura, non vengono considerate le conseguenze, spesso sono gli infermieri e non i medici a fare i vaccini militari ” così si espresse il Professore di oncologia Franco Nobile considerato fra i massimi luminari della materia.
Questa archiviazione è senza dubbio un passo avanti, ma è ancora troppo poco. Anche per coloro che ancora combattono nella malattia  che convivono nel lutto di un familiare perso in questa guerra contro un nemico non ancora ben identificato. La paura più grande è che il nemico contro cui combattere non siano i vaccini militari o uranio impoverito, ma lo stato, quello stato padre che per sete di guadagno e orgoglio, non ha ancora voluto piegare la testa neanche di fronte ai propri figli morti.

 

Fonte: Il nuovo giornale dei militari / Solleviamoci.wordpress.com

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