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Concorsi Per Entrare Nella Marina Militare

19 settembre 2013 inviato da Staff
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Concorsi Per Entrare Nella Marina Militare 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

 

Il lavoro intorno alla costa concordia ha acceso i riflettori, tra gli altri, anche sulla Marina Militare, sulle sue responsabilità e sul ruolo che svolge per garantire la nostra sicurezza, non solo in mare. Per questo nell’articolo che segue vogliamo ricordare come si può entrare in questo corpo delle forze armate e quali sono i requisiti fondamentali per accedervi.

 

concorsi marina militareIntanto come per tutte le forze armate, anche per la marina militare è necessario superare un concorso per accedere. I concorsi rispondono a requisiti senza i quali non è possibile partecipare:

-  Cittadinanza italiana

- Avere una condizione penale pulita, senza pregressi illeciti

- Diploma d’istruzione secondaria

- Età anagrafica tra 17 e 26 anni che salgono a 28 nel caso si sia già prestato servizio militare

- Idoneità psicofisica e attitudinale allo stile di vita nelle forze armate

 

 

I concorsi per entrare nel corpo della marina militare prevedono la presentazione di una domanda on line, a seguito della consultazione del bando di concorso che ci interessa, pubblicato periodicamente sul sito della difesa.

Dopo la registrazione al sito, secondo le indicazioni che vi verranno date, sarà possibile compilare la domanda; una volta inviata, si riceverà notifica di consegna. Per completare tutto l’iter è necessario stampare una propria copia della domanda di accesso al concorso per entrare in marina militare e presentarlo il giorno della prima prova.

Le prove variano a seconda del tipo di concorso a cui si richiesto di accedere, ma solitamente si tratta di una prova scritta e una di carattere psicofisico per testare le capacità di resistenza e le peculiarità fisiche e mentale dei candidati.

 

Il prossimo concorso in scadenza per la marina militare riguarda il reclutamento straordinario di 5 unità nel ruolo dei VSP della Marina Militare, nel corpo delle Capitanerie di Porto; per coloro che sono interessati, la domanda va presentata in via telematica entro il prossimo  ottobre.

 

 

 

Fonte: grnet / difesa / marina.difesa /concorso-pubblico

 

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Tagli All’esercito. Ecco Le Conseguenze

12 settembre 2013 inviato da Staff
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Tagli All’esercito. Ecco Le Conseguenze 3.75/5 (75.00%) 8 Vota questo articolos

 

 

La situazione del nostro esercito, fiore all’occhiello del Belpaese, è a dir poco disastrosa e a dircelo è una voce autorevole proprio tra i militari, il sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano, alla quarta commissione del Senato della Repubblica per rispondere a una interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle.

 

tagli esercitoI numeri snocciolati senza tante riserve sono impressionanti: “1191 carri armati, di cui 605 Leopard (anche se per l’intera linea è stato disposto il fuori servizio), 389 Centauro e 197 Ariete (47 di questi mezzi saranno però dismessi entro il 2018; (…) è stato disposto il fuori servizio per tutti i 381 M113 e per un 6614G, mentre restano in servizio 553 VCC1, 1207 VCC2, 367 Puma, 198 Dardo e 119 Freccia)”.

 

Mezzi da rottamare o talmente datati da essere fuori uso. Tagli al personale. Chiusura caserme. Come si può pensare in queste condizioni di onorare a testa alta gli impegni internazionali o addirittura di prenderne di ulteriori? Lasciando i mezzi e parlando di risorse umane la situazione non si rischiara; la riduzione del personale del 20% è stata riconfermata anche dal Ministro della difesa Mario Mauro con un’affermazione politically correct: “la revisione dello strumento militare è un processo epocale di razionalizzazione delle Forze armate e deve fare i conti con le condizioni di finanza pubblica e di bilancio della Stato”.

 

no ai tagli esercitoDetto in altri termini: il sistema va rivoluzionato e come ogni rivoluzione lascia qualche inevitabile caduto sul campo; ma a fin di bene e solo a causa delle ristrettezze finanziarie. Anche sul problema delle caserme dismesse, il ministro risulta molto diplomatico, spiegando che lo stato non è affatto il proprietario, ma solo un gestore pro tempore di edifici non più idonei per gli scopi della difesa dei quali diventa automaticamente proprietario…una sorta di tutore.

 

Insomma pare che in fondo questi tagli siano inevitabili. A dispetto del riconoscimento della specificità del ruolo e della solitudine professionale nel quale il comparto sicurezza ha vissuto i suoi ultimi anni e ampiamente riconosciuto dal premier Letta nel suo discorso di insediamento, quando ancora si intravedeva un barlume di luce in fondo al tunnel.

 

 

Fonte: lastampa / analisidifesa / laprimapagina / lindro

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La Siria Diverrà Una Questione Italiana?

5 settembre 2013 inviato da Staff
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La Siria Diverrà Una Questione Italiana? 4.64/5 (92.73%) 11 Vota questo articolos

 

Le prossime ore saranno senza dubbio decisive rispetto al conflitto interno alla Siria che ha mandato al creatore qualcosa come 90 mila vittime negli ultimi due anni. Il mondo intero sta decidendo come e se agire per porre fine al massacro di civile e ristabilire la pace. O almeno questo dovrebbe essere l’intento.

 

Tutto ebbe inizio due anni fa con la popolazione siriana scesa in piazza per reclamare la fine della dittatura. Da allora si è arrivati all’embargo passando per migliaia di morti, fino all’indignazione mondiale per il presunto uso di armi chimiche.

 

Sira. La prossima destinazione del nostro esercito?

Sira. La prossima destinazione del nostro esercito?

L’Italia in questo contesto pare avere le idee chiarissime circa un eventuale coinvolgimento dell’esercito in una missione internazionale in Medio Oriente. Il ministro Bonino ha fermamente bocciato un’azione militare che non sia sotto l’egida delle Nazioni Unite, dunque senza una precisa delibera del consiglio di sicurezza dell’ONU.

 

A calcare ulteriormente la mano, neanche a dirlo, il Vaticano: “il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali. L’alternativa non può essere che quella della ragionevolezza, delle iniziative basate sul dialogo e sul negoziato (…) Occorre imboccare senza indugio la via dell’incontro e del dialogo, che sono possibili sulla base del rispetto reciproco, dell’amore” come dichiarato da Mario Toso, del dicastero vaticano Giustizia e Pace.

 

 

La Siria è Già Da Tempo Una Questione Italiana

 

Questa ventata di pace del Governo Letta stride non poco con le condotte e gli interessi degli ultimi anni delle nostre istituzioni che dall’inizio di questo conflitto hanno venduto partite di armi leggere, più facili da piazzare e smerciare ma anche “le più pericolose tra le armi di distruzione di massa” come le ha definite Kofi Annan. Il tutto per un giro di denaro che dal 2009 ha fruttato qualcosa come 230 milioni di euro.

 

Appena l’ombra dello scandalo ha fatto capolino, la Finmeccanica si è affrettata a precisare che la commissione delle armi era antecedente allo scoppio delle violenze e anche dell’embargo. Affermazione che mirava semplicemente a non essere considerati responsabili dell’uso militare che Damasco ha fa e tuttora fa di quelle armi.

Tutte queste informazioni e molte altre di portata ben più ampia dell’Italia derivano a più livelli dalla vicenda Wikileaks, dunque da una fonte attendibile.

 

Ora alla luce di tutto questo, se si ripensa alla forte presa di posizione del governo Italia e alla quasi indignazione per la proposta di attacco americano senza l’egida delle nazioni unite, non viene un po’ da sorridere? E il sorriso non diventa un po’ amaro se si pensa che il mondo ha deciso di mobilitarsi dopo quasi centomila morti e solo però pare siano state usate armi chimiche? I morti sotto i bombardamenti o per mano di coltelli o armi leggere non meritavano attenzione? I morti di guerra sono morti di guerra e non fa differenza il modo.

 

Il pensiero che i nostri militari vengano coinvolti in un altro Kosovo non credo esalti nessuno. Stiamo faticando a uscire dal pantano dell’Afghanistan, non riusciamo a far tornare a casa due marò, siamo pieni di problemi interni con la recessione e la disoccupazione che galoppano…forse mandare i nostri militari a morire in Siria non sarebbe la scelta più oculata. Neanche sotto l’egida dell’Onu.

 

Fonte: ilfattoquotidiano / repubblica / gadlerner

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Marò. Una Storia Senza Fine…Ma Con Tanti Misteri 4.50/5 (90.00%) 2 Vota questo articolos

Sembra senza fine la vicenda dei nostri due marò imprigionati in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. E ogni giorno di più si arricchisce di dettagli e decisioni che lasciano l’amaro in bocca e lo stupore negli occhi.

 

Latorre e Girone ancora confinati in India

Latorre e Girone ancora confinati in India

L’ultima in ordine di tempo è la fretta che improvvisamente la polizia indiana fa trasparire nel voler chiudere questa drammatica vicenda. ”Le indagini sono in uno stato avanzato, le prove e le testimonianze utili per l’istruttoria sono sufficienti, il rapporto contenuto nei capi d’accusa può prescindere dalla loro testimonianza. Eventualmente potremmo inviare più tardi un supplemento dell’inchiesta“.

Con questa dichiarazione la polizia indiana mortifica la testimonianza degli altri quattro fucilieri a bordo dell’Enrica Lexie quel tragico 15 febbraio 2012 durante l’incidente al largo del Kerala, nel quale morirono i due pescatori indiani.

 

In realtà esiste anche un’impossibilità oggettiva d’interrogatorio in quanto lo stesso non può avvenire in India, ma come suggerito dal ministro della difesa Mario Mauro “quattro fucilieri di Marina possono anche essere ascoltati dagli investigatori indiani in Italia” (…) “Non c’è alcun un rifiuto e il fatto che gli altri fucilieri di Marina non si recheranno in India è perché la legge indiana prevede altre modalità per rendere testimonianza in casi di questo genere“.

Sulla questione si attende un parere legale per capire se e come procedere.

 

Se tutta questa fretta improvvisa della polizia indiana si traduce, come crede e dichiara la Farnesina, in una decisione a favore dei nostri militari, allora ben venga una certa velocità nel riportarli a casa. Ma c’è da chiedersi da dove derivi tutta questa fiducia delle nostre istituzioni verso quelle indiane…

 

La vicenda acquista un alone di nuovo mistero se si aggiunge il particolare del presunto coinvolgimento della chiesa cattolica indiana da parte del governo asiatico per facilitare l’arrivo dei quattro fucilieri testimoni per l’interrogatorio con la polizia locale. Iniziativa questa, che si è rivelata fallimentare e non ha avuto seguito. Ma non per un ripensamento da parte delle istituzioni indiane, bensì per un rifiuto da parte della conferenza episcopale indiana che ha dichiarato alle pagine del quotidiano The New Indian Express di non voler essere coinvolta in questa storia internazionale, dopo l’operazione di mediazione condotta con le famiglie delle due vittime che portò al pagamento di un indennizzo da parte dell’Italia.

 

Fonti: grnet / larepubblica/ lastampa / lettera43

 

 

 

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Regolamento Pensioni. Mai Tanto Lontani Dalla Riforma 2.56/5 (51.11%) 9 Vota questo articolos

 

Il tema delle pensioni è uno di quelli più scottanti e che legislatura dopo legislatura, governo dopo governo, è stato cambiato radicalmente nei modi e nei termini in base alle categorie di lavoratori. Districarsi in questo labirinto di norme emanate e non tutte attuate sono davvero difficile.

Proveremo a farlo insieme in questo articolo.

regolamento pensioni militariIniziamo con il precisare che l’esercito, il comparto sicurezza e il soccorso pubblico non sono direttamente coinvolti dal decreto legge “salva Italia” n. 201 del 6 dicembre 2011. Tuttavia l’articolo 24 al comma 18 risulta uno dei più importanti perché implica il tenere conto delle singole peculiarità ed esigenze del personale di settori come Forze armate, Arma dei Carabinieri, Corpo della guardia di finanza, Forze di polizia a ordinamento civile – Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Purtroppo però, non essendo ancora stato adottato questo regolamento, per ciò che concerne le pensioni dell’esercito si continua ad applicare i requisiti tuttora in vigore. La mancata approvazione di questo decreto, slittata un numero indicibile di volte e per i più disparati motivi, secondo il segretario del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari e Forze di Polizia, Marco Comellini, sarebbe dovuto essere abbandonato per lasciare spazio a una nuova normativa. Questo in effetti si è realizzato con il governo Letta, che alla prospettiva di un bombardamento di ricorsi davanti al tribunale amministrativo ha preferito fare marcia indietro e ricominciare daccapo.

 

Quello Che Di Certo Esiste Sulle Pensioni Dei Militari

 

Non essendoci ancora alcuna riforma in procinto di essere approvata, per ciò che riguarda le pensioni del personale militare e delle forze armate, si continua a fare riferimento al sistema pensionistico relativo al 2004—007 che imponeva il limite di età anagrafica che poter accedere al regime previdenziale in 60 anni.

Tuttavia a partire dal 2018, l’accesso alla pensione di vecchiaia per sottufficiali, graduati e militari di truppa salirebbe fino al compimento del sessantaduesimo anno. Per la pensione di anzianità invece è necessario raggiungere il traguardo dei 42 anni e tre mesi di contributi.

Facendo un passo indietro e tornando a parlare dell’età pensionabile dei militari, le associazioni di categoria dl settore non ritengono sia logico né razionale adeguare l’età pensionabile del personale del comparto sicurezza con quella del resto del mondo del welfare: come si può mandare in piazza a fronteggiare ragazzini ventenni, dei militari di 50 o 60 anni? Sarebbe una decisione controproducente rispetto al servizio da svolgere e se ne pagherebbe in termini di incolumità dei soggetti.

Rimane poi ancora aperta la questione dell’ausiliaria, altro tema scottante su cui istituzioni e categorie faticano a trovare un punto d’incontro.

La verità è che se l’estate sta scorrendo bollente e afosa, l’autunno, con queste basi, non si preannuncia meno rovente.

 

 

fonte: businnessvox / ficiesse / ilnuovogiornaledeimilitari

 

 

 

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Persomil: Il Portale dei Militari per i Militari

19 agosto 2013 inviato da Staff
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Persomil: Il Portale dei Militari per i Militari 2.25/5 (45.00%) 4 Vota questo articolos

Persomil è il portale online del Ministero della Difesa incaricato della gestione del personale militare e di fornire informazioni su arruolamenti, concorsi e altre pubblicazioni. Nello specifico, e grazie al decreto 22 giugno 2011, Persomil amministra il personale militare in materie come:

-          Reclutamento di personale

-          Avanzamento di grado

-          Ricompense

-          Stato giuridico

-          Trattamenti economici

-          Documentazione caratteristica e matricolare

-          Informatizzazione delle procedure

-          Riconoscimento delle qualifiche

-          Conferimento di ricompense

-          Pubblicazione di circolari

-          Pubblicazioni di bandi di concorso

 

Persomil è composto di 6 reparti, 16 divisioni e 5 servizi.

 

Persomil: Organigrama

 

Persomil: Sede, informazioni e contatti

La Direzione Generale per il Personale Militare, Persomil, si trova a Roma, presso il Centro Direzionale per il Personale “Maresciallo d’Italia Giovanni Messe” (viale dell’Esercito, 186, Roma).

Per contattare Persomil online: persomil@postacert.difesa.it

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Cessazione Anticipata Dal servizio. Nonostante Le Riforme E’ Ancora Possibile 4.50/5 (90.00%) 4 Vota questo articolos

 

La revisione dello strumento militare è un obiettivo che va perseguito con forza per avere delle forze armate efficienti dove i militari e i civili che compongono il sistema della difesa, le famiglie, possano auspicare maggiore benessere e nello stesso tempio più` garanzie e più` sicurezze, meno precariato”. Questa la dichiarazione a caldo del Ministro Mauro sulla famigerata riforma dello strumento militare.
Se si considera i tagli al personale e agli istituti fisici, previsti in questa riforma e in parte già anche approvati e attuati, la dichiarazione del ministro suona quantomeno anomala.
Tuttavia vogliamo ricordare anche che esiste la possibilità di cessazione anticipata dal servizio per tutti i militari che lo vorranno e che avranno raggiunto i requisiti previsti per legge.

cessazione anticipata dal servizio

Dopo l’ultima riforma previdenziale in ordine di tempo infatti al posto dei vecchi trattamenti di anzianità è stata inserita la possibilità di pensione anticipata con ritiro dal servizio in gestione all’ente INPS.

 

 

Requisiti Di Accesso Alla Cessazione Anticipata Dal Servizio

 

Con 42 anni e 5 mesi di servizio per gli uomini e 41 e 5 mesi per le donne è possibile quindi andare in pensione anticipata cessando di fatto prima del tempo il proprio servizio per lo stato.
La sostituzione con questo assegno dei vecchi trattamenti di anzianità, se da una parte ha diminuito l’età anagrafica e di servizio richiesta come requisito minimo, ha stretto la morsa circa tutti gli altri requisiti, che peraltro si modificheranno nel corso del tempo avvenire.
Gli uomini potranno andare in pensione anticipata con 42 anni e 5 mesi di carriera alle spalle fino al 2014. Da lì in avanti si sale a 42 anni e 6 mesi. Stesso ragionamento vale per il personale delle forze armate femminile: fino al 2014 basteranno 41 anni e 5 mesi di servizio; da quella data in avanti serviranno 42 anni e 6 mesi di servizio.
Un altro aspetto che cambierà in futuro, esattamente tra 5 anni, riguarda l’età anagrafica: per cessare il servizio oltre ai requisiti retributivi sarà infatti necessario il compimento del 62 anno di età. Il militare che deciderà comunque di ritirarsi dal servizio potrà farlo, ma subirà una decurtazione dell’assegno di circa l’1% per ogni anno di età che manca al compimento del sessantunesimo e diventa del 2% se l’età di partenza è inferiore ai 60 anni.
Prima dell’attuazione di questi cambiamenti ci sarà un periodo di transizione che permetterà ai militari di accedere alla pensione anticipata senza penalizzazioni di carattere economico se si saranno raggiunti i requisiti contributivi – cioè i 41 anni e mezzo o i 42 anni e sei mesi – entro il 2017.
Va precisato che nei conteggi contributivi non vengono considerati i periodi coperti da cassa integrazione straordinaria o il riscatto dell’università.

 

 

Fonte: militareassodipro / panorama / forzearmate/ inps

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Anche L’aeronautica Suona Per Roma

11 luglio 2013 inviato da Staff
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Sarà un venerdì all’insegna della musica anche grazie alla banda dell’aeronautica militare. all’interno della XXV edizione dei Concerti per Roma Capitale promossi dal Centro Europeo per il Turismo, infatti, ci sarà spazio anche per gli strumenti dei militari del corpo aeronautico che si esibiranno venerdì 12 luglio alle ore 21 in Piazza Sant’Ignazio a Roma, uno dei luoghi certamente più belli della capitale.

 

banda aeronautica militare

 

L’evento concerti per Roma, ormai consolidato e apprezzato da tempo è un appuntamento che risveglia l’estate nella capitale, dando spazio alla musica classica eseguita dalle Bande delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. uno spettacolo unico anche per i turisti che affollano Roma, oltre che per i suoi abitanti.

 

La banda dell’Aeronautica militare, composta da  102 orchestrali, un archivista, il Direttore e il vice Direttore come stabilito per legge dello stato,  nacque ufficialmente il 10 luglio del 1937 con il Regio Decreto del 19 novembre 1936 e il primo direttore fu il Maestro Alberto Di Miniello. Alla cerimonia d’inaugurazione della Banda partecipò un padrino d’eccezione: il compositore maestro Pietro Mascagni, che addirittura ne diresse nel primo concerto.

Forse anche grazie al fermento e all’importanza che  aveva l’arma azzurra in quegli anni difficile, la banda dell’aeronautica ebbe subito un gran successo e fu apprezzata anche dalle più alte autorità.

Dopo un periodo di sospensione delle attività a causa della guerra, nel 1944 fu ricostituita e riprese la sua normale attività concertistica fin dallo stesso anno.

 

Per questa edizione il Maestro Direttore della Banda dell’Aeronautica militare, Tenente Colonnello Patrizio Esposito ha studiato un calendario di eventi legato alla danza, senza dimenticarsi l’impronta innovativa senza però distaccarsi troppo dalla tradizione.

 

Nel dettaglio, il concerto inizierà all’insegna del moderno con l’autore inglese Hesketh, tra i più rappresentativi della nuova generazione a cui seguirà invece un omaggio a Cajkovskij, per non dimenticare la classicità con la famosissima suite tratta dal balletto “Lo Schiaccianoci”. A seguire il concerto continuerà con il “Bolero” di Ravel e si chiuderà con un omaggio alla cultura Yddish.

 

fonte: grnet / aeronautica.difesa

 

 

 

 

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Marina Militare. Si Salpa!

4 luglio 2013 inviato da Staff
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Marina Militare. Si Salpa! 5.00/5 (100.00%) 1 Vota questo articolo

Alzarsi, preparare la colazione, rifare le cabine letto e pulire le stoviglie. Poi tutti sul ponte per studiare il fitto programma della giornata all’insegna della vita di mare. Attività affascinanti che per questi ragazzi rappresentano una grande conquista d’indipendenza, la prima esperienza – per molti di loro – lontano dalle attenzioni della famiglia“.

 

Marina MIlitare Nave Italia

 

È con queste parole che lo stato maggiore della marina militare ha dato il via al progetto nave Italia. Un’iniziativa che ha raggiunto il suo terzo anno di vita e che vede la collaborazione dell’ospedale Bambino Gesù e della Fondazione Tender to Nave Italia Onlus (creata dallo Yacht Club Italiano e dalla Marina Militare). Il progetto iniziato nel 2010 ha trovato un forte sostegno in 33 Fondazioni di origine bancaria e ha ottenuto anche il coordinamento e il patrocinio dell’Acri, l’associazione che le rappresenta collettivamente.

 

 

 

Marina Militare In Prima Linea Per La Società

 

Nave Italia è infatti un brigantino goletta creato appositamente per formazione di persone con disagi fisici, psichici o sociali attraverso le cosiddette crociere della solidarietà. L’equipaggio della Nave Italia è composto da personale della marina militare poiché nave Italia è un brigantino militare a tutti gli effetti e per i militare rappresenta una vera e propria missione umanitaria.

 

Chi usufruisce di questo progetto educativo in ambito militare sono associazioni non profit, ONLUS, scuole, ospedali, servizi sociali, aziende pubbliche o private che si rendano promotori di iniziative concrete verso i propri assistiti e le loro famiglie, con lo scopo di migliorare la loro esistenza e i loro rapporti sociali.

 

Nave Italia. La Storia

 

Costruito nel 1993 rispettando fedelmente le fattezze di una nave del XIX secolo, dopo i primi 17 ragazzi dell’ospedale Meyer di Firenze affetti da diabete salpati da La spezia fino a Civitavecchia, ora è il turno di 15 ragazzi tra i 12 e i 16 anni affetti da epilessia, salpati con la più grande barca a vela al mondo lunga 61 metri e con 24 alloggi oltre all’equipaggio, una larghezza di 9,20 m con una velatura di 1300 mq. E una potenza di 480 Hp e un albero maestro di 44,60 m.

 

Ad accompagnarli in questa avventura tra gli altri anche Federico Vigevano, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il quale ha colto l’occasione per ricordare come l’epilessia sia stata riconosciuta come malattia solamente agli inizi del 1900, mentre prima era considerata una patologia mentale, con inevitabili conseguenze di emarginazione sociale purtroppo presenti ancora oggi.

 

Ecco perché esperienza di vita collettiva e socializzazione come questa della Nave Italia sono utili per i ragazzi, per guadagnare fiducia in se stessi e per acquisire una minima indipendenza dalla propria famiglia, compiendo così un passo avanti verso l’età adulta.

 

In questi giorni di traversata i ragazzi vengono indirizzati verso progetti di ricerca, formazione e terapia. Lo scopo del progetto riguarda anche il personale addetto alla gestione dei ragazzi che sfrutta questa occasione unica come spunto di ulteriore formazione professionale.

 

 

fonte: grnet / naveitalia / ansa / ammiraglia88 /newsliguria

 

 

 

 

 

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di Alberto AlpozziFotogiornalista Torino

Ieri allo stand della Difesa è stata presentata la fiaba “Il mago delle lacrime”, il primo progetto editoriale dell’associazione “L’altra metà della divisa” che descrive  il distacco di un bambino dal padre che parte in missione e l’orgoglio ed i sentimenti di chi resta ad aspettarlo a casa: “una fiaba dai toni significativi e toccanti che pone in luce il valore di ciascun Militare, in primis uomo e sovente padre di famiglia, e offre un doveroso riconoscimento al costante sacrificio, al raro coraggio e all’infinito amore con i quali ogni famiglia, figli compresi, affronta le numerose sfide legate al quotidiano, giorno dopo giorno, missione dopo missione”.

 

salone-libro-torino_altra-metà-divisa (6)

Una Fiaba Per Volare da Te

L’iniziativa fa parte della collanaUna fiaba per volare da te, realizzata da Grazia Mentil dell’associazione L’altra metà della Divisa, con il supporto dell’Ufficio Comunicazione dello Stato Maggiore della Difesa.

L’associazione è nata un anno fa dall’idea di un gruppo di familiari di militari di Grottaglie, con l’obiettivo di fornire un sostegno concreto alle famiglie dei militari impiegati in missione.

il-mago-delle-lacrime_l'altra-metà-della-divisa_salone-libro-torino“Le storie, in qualunque modo vengono raccontate, hanno la capacità di illustrare tutto ciò che sta intorno al mondo militare e possono sfatare quei luoghi comuni che portano ad  interpretazioni errate” hanno sottolineato le rappresentanti dell’associazione Deborah Croci, Maria Chiara Santoro ed Elena Narciso intervenute per l’occasione al Salone del Libro di Torino.

 

Al termine della video-narrazione della fiaba sono stati effettuati due collegamenti:

- il primo con la nave d’assalto anfibio “San Marco” della Marina Militare, attualmente impegnata nell’operazione NATO “Ocean Shield” nell’Oceano Indiano e nel Corno d’Africa, nel corso del quale alcuni membri dell’equipaggio di bordo hanno illustrato al numeroso pubblico presente allo stand la propria esperienza di genitore e consorte in missione;

- il secondo collegamento è stato effettuato con il contingente italiano di RC-West con sede ad Herat, in Afghanistan, attualmente sotto comando della Brigata Alpina Julia. Anche in questa occasione tante le testimonianze presentate sull’importanza della famiglia.

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