Archivi per la categoria 'Maresciallo Marco Diana'

Marco Diana siamo Tutti!!!!

6 giugno 2013 inviato da Staff
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Marco Diana, Ex militare che lotta contro un gravissimo tumore vende tutto ciò che possiede e lo fa usando Facebook.

 

Altre volte abbiamo parlato qui, su Esercito Italiano blog, del atteggiamento forse poco etico e adeguato del Ministero della Difesa nei confronti dei militari e soldati italiani malati per cause legate al servizio e al proprio lavoro.

Oggi parliamo di una storia che ci ha veramente colpito. La storia di Marco Diana, maresciallo dell’Esercito Italiano riformato.

Cosa significa riformato?

Il maresciallo Diana è “riformato” perché, come spiega lui stesso, “ho avuto il cancro per motivi del servizio che facevo”.

 

La storia di un dramma

 

 

A Marco Diana è stato diagnosticato un cancro nel 1998 dopo che, lavorando, ebbe una paralisi totale delle sue funzioni vitali. Questo significa che non riusciva neanche a parlare, ma soltanto a sentire cosa accadesse intorno.

Per lavoro, ai servizi dell’Esercito Italiano, il maresciallo Diana ha manipolato tutti tipi di arme da guerra e ha partecipato alle esercitazioni per la sperimentazione degli armamenti.

Da quel momento, dopo la diagnosi della sua infermità, è stato sospeso dal servizio ma, finora, il Ministero della Difesa non ha mai riconosciuto alcuna responsabilità sulla situazione del maresciallo che ora è obbligato a vendere tutte le sue proprietà, tutto quello che possiede, per poter far fronte alle spese mediche.

La denuncia del Maresciallo Diana

Marco Diana lotta da anni per quello che considera i suoi diritti. Infatti, la sua battaglia è basata in due rivendicazioni importanti:

-          Denuncia pubblica dell’uso di armi “potenzialmente e teoricamente” pericolose per la salute dei militari, visto che vengono usate senza le misure di sicurezza adeguate

-          Richiesta di riconoscimento del collegamento tra la sua malattia e l’esercizio della sua professione militare

Come possiamo vedere nella foto, Marco Diana è un lottatore. Richiede pubblicamente aiuto perché vuole ancora vivere e continuare a lottare per i suoi diritti, ma anche per difendere i diritti di altri militari che potrebbero trovarsi nella sua medesima situazione.

 

marco diana

 

Questo è il completo messaggio del Maresciallo Diana su Facebook: «Amici miei – si legge – a causa dell’inadempienza del ministero della Difesa e dei vari comandi militari competenti nel territorio e dei loro comandanti, se voglio continuare a restare vivo e curarmi, sono costretto a mettere in vendita tutto ciò che possiedo: la mia casa interamente arredata, la vigna e qualche terreno. Vi chiedo la cortesia di diffondere questo annuncio in modo che se ci fosse qualcuno interessato mi può contattare in privato. Vi ringrazio. Con amore, vostro maresciallo Marco Diana».

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Uranio Impoverito: quello che nessuno dice!!!

6 luglio 2012 inviato da Staff
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Dicono che le persone non  parlano di tutto quello che non tocca loro da vicino, soprattutto da quello che li spaventa oppure che non si può controllare: è il caso di malattie, incidenti o guerre. Sono lontano, non è successo a me, tanto meglio….è più comodo. Ma non viene cancellato, anche se guardiamo da un’altra parte, continua ad essere lì presente.

Nel caso dei militari e gli appartenenti all’Esercito, il nemico si chiama URANIO IMPOVERITO. Ma non solo i militari, questo metallo è la causa di molte malattie anche nel caso di civili.

 

Uranio Impoverito

Si tratta di un materiale di scarto, nel processo per raffinare l’uranio naturale, e viene usato per alcune tipologie di armi usate nelle guerre e nelle missioni di pace. L’uranio impoverito è molto volatile ma, associato ad una carica esplosiva convenzionale, diventa un pericolo per la salute dell’uomo. Così viene dimostrato dai dati, in Italia ha ucciso quasi 200 militari mentre altri 2.500 sono malati e lottano tutti i giorni per guarire. Se a queste persone aggiungiamo i cittadini che si ammalano in Italia perché vivono vicino ad un poligono di tiro, le cifre sono molto maggiori.

 

È un problema sociale oppure no?

L’uranio impoverito è stato utilizzato dall’Esercito Italiano in molte missioni di pace in Kosovo, nei Balcani o in Afghanistan. Il Maresciallo Marco Diana è uno dei molti militari il cui stato di salute è molto grave dopo che è tornato malato dalle missioni all’estero, Kosovo e Bosnia, dove è stato sposto, lui e tutti gli altri soldati presenti, a contaminazioni di uranio impoverito.

I soldati italiani sicuramente non hanno mai preso le precauzioni giuste ma forse nessuno li aveva informati su come stavano le cose. Molti soldati sono morti e altri vivono con un tumore, un cancro o una leucemia. Anche se il nostro stato all’inizio negava l’evidenza e affermava che non c’era nessuna correlazione tra le morti e le missioni, il numero di soldati ammalati l’ha obbligato ad assumere la sua responsabilità.

 

E poi? Una volta lo Stato afferma e assume, cosa ha fatto? UN BEL NIENTE.

Questi giovani sono stati abbandonati alla loro fortuna in attesa di promesse mai compiute. Addirittura il Governo aveva previsto un taglio di 11 milioni di euro al fondo disponibile per le vittime dell’Uranio Impoverito, meno male che si è pentito perché si questo era un “taglio agli sprechi”…..parliamone!!!

Tornando al caso del Maresciallo Diana, è uno di questi esempi di giovani abbandonati al loro destino, nella sua pagina di Facebook, Diana assicura sentirsi tradito dei militari: “mi hanno preso in giro, umiliato, deriso e usano l’arma dell’indifferenza per emarginarmi”.  Inoltre, assicura che i dirigenti difendono questi atteggiamenti. “Tutti sanno che io vivo di 30 minuti in 30 minuti vista la gravissima condizione di salute in cui mi trovo, ma non credono nemmeno alle certificazioni mediche ufficiali perché vedendomi dal vivo fisicamente non dimostro all’esterno la gravità della mia situazione….dicono che io ho avuto già troppi aiuti”. Il Maresciallo Diana, assicura avere ancora fiducia nella giustizia.

 

Ecco le sue parole:

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