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Grazie Militari Italiani

10 maggio 2012 inviato da Staff
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Questo è un tributo ai militari caduti, a tutte quelle persone che rischiano la vita tutti i giorni per difendere un paese, una patria. Nelle guerre, non tutti sono cattivi!!!

 

(fonte: youtube)

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Una mostra fotografica sul conflitto in Libia ricorrerà, da maggio, alcune città italiane. Quasi cento immagini realizzate da otto fotogiornalisti in quattro città di Libia, questi sono gli ingredienti da quest’esposizione itinerante che ha come obbiettivo principale contribuire al processo di riconciliazione.

Bengasi, 20 marzo 2011: il corpo di un militare lealista ucciso dai ribelli (Finbarr O'Reilly/ Reuters)

Il progetto «Adil, Almost Down In Lybia» è stato avviato da Lynsey Addario, Eric Bouvet, Bryan Denton, André Liohn, Christopher Morris, Jehad Nga, Finbarr O’Reilly e Paolo Pellegrin: tutti noti fotogiornalisti che hanno vissuto in propria pelle l’esperienza della guerra libica. Ora raccontano la loro storia tramite fotografie, ma non solo. Queste immagini riportano la sofferenza delle popolazioni civili che devono vivere per forza la brutalità di una guerra. “Lo scopo del progetto è cercare di contribuire alla riconciliazione e ai processi di ricostruzione della democrazia per il popolo libico che si trova di fronte alle conseguenze di una recente guerra civile. Il concetto centrale del progetto è quello di utilizzare la comunicazione visiva come ponte per la riconciliazione”, dicono gli organizzatori al Corriere.

Aisha Gheddafi, figlia di Muhammar, a Tripoli il 19 marzo 2011 all'inizio dei bombardamenti Nato (Christopher Morris/VII)

La mostra verrà presentata a Bengasi, Misurata, Zintan e Tripoli. Il titolo, «Quasi l’alba in Libia» risponde alla necessità di elaborare nuove visioni e alimentare speranze per il futuro. Il concetto di riconciliazione “si riferisce al processo cruciale di guarigione delle società attraverso il ripristino del dialogo e delle relazioni civili e sociali. La riconciliazione tra le persone e tra i gruppi etnici deve essere costruita sul passato e contemporaneamente deve elaborare una visione condivisa per il futuro”.

I ribelli prendono posizione nei pressi di Ras Lanuf, dopo aver riconquistato la città che era in mano ai lealisti di Gheddafi, 5 marzo 2011 (Lynsey Addario/The New York Times)

 

Misurata, 29 aprile 2011: dalla parete sventrata di una fabbrica di scarpe che sorge accanto all'aeroporto, si intravedono i resti di Tripoli street dopo i bombardamenti (Bryan Denton/Corbis)

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