Archivi per la categoria 'Libano'

Missioni Italiane di Solidarietà Nel Libano

27 ottobre 2012 inviato da Staff
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Oggi si è conclusa nel Libano la missione “Sport e Solidarietà”, organizzata dalla Brigata corazzata “Ariete”, con la consegna di materiale didattico presso una scuola primaria della città di Tiro.

 

Molti caschi blu sono stati coinvolti in questa iniziativa, si tratta di soldati dei diversi contingenti del Sector West della missione Unifil, al fine di reperire materiale didattico da consegnare agli alunni, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico e l’arrivo delle nuove generazioni di studenti nati durante l’avvio della missione “Leonte” nel 2006.

 

Ariete e la Cooperazione

 

Sempre nel Libano, è stata consegnata dai caschi blu italiani la chiesa di San Tommaso, nel paese di Naffhakie, dopo un lavoro di recupero architettonico svolto nell’ambito della cooperazione civile e militare.

 

L’obiettivo di questa missione era offrire un luogo di culto confortevole ai 400 abitanti di questa località del sud del Libano.

 

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Libano. Corridoi liberi

29 agosto 2012 inviato da Staff
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Difesa

I soldati italiani in missione a Libano, hanno finito il risanamento di due corridoi all’interno di campi minati antiuomo. Si tratta di spazi disposti nella zona Blue line, di responsabilità italiana, concretamente nel settore ovest.
Si tratta di un lavoro realizzato, per oltre 3 mesi,  da parte degli sminatori dell’Ariete, dell’Esercito Italiano, che consentirà il posizionamento, nei corridoi sminati, di ulteriori Blue Pillar, ovvero segnali visibili per marcare il limite che separa Israele del Libano.
Durante i tre mesi di lavoro, le squadre di guastatori del 10 reggimento di Cremona, in missione a Libano, si sono alternate.
Il risultato
Il ritrovamento e al successivo brillamento di 41 mine antiuomo e 5 anticarro. Tutti i dispositivi sono stati distrutti nelle zone di demolizione controllate.

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Notizie dal Libano.

Ministero della Difesa

 

Negli ultimi giorni si è tenuto un incontro internazionale dei principali rappresentanti del Genio, con capacità IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) ed EOD (Explosive Ordnance Disposal), in missione nel sud del Libano.

 

 

In queste attività hanno partecipato gli specialisti degli eserciti di Irlanda, Ghana, Cambogia, Malesia e Corea del Sud.

 

L’obiettivo principale era quello di confrontare le procedure e di verificare l’interoperabilità dei materiali dei Contingenti dei diversi Paesi che operano in quella parte del Libano.

 

 

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Il senso di essere un soldato

21 agosto 2012 inviato da Staff
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Ho pubblicato questo video, che non avevo visto prima, perché penso che attualmente nella nostra Italia non ci sono valori, li stiamo perdendo. L’amore alla patria, il rispetto ai nostri origini…..stiamo perdendo la nostra identità e, secondo me, è importante capire chi siamo e dove andiamo. Io sono vicina ai militari, nella mia famiglia ce ne sono diversi e posso assicurarvi che non è un compito che si fa per soldi. È un lavoro che si fa per amore alla patria, alla libertà e alla pace.
Si fa presto a dire quello di “morire per il proprio paese” ma, ne conosci davvero tanti?

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Libano: Il Generale Abrate sulla blue line

7 agosto 2012 inviato da Staff
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Visita del Generale Abrate -Libano- Ministero Difesa

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Biagio Abrate, ha visitato ai militari dell’Esercito Italiano impegnati nelle missioni del Libano. Nel suo viaggio ha anche incontrato il Comandante delle Forze libanesi, Generale Jean Kahwaji, il quale ha apprezzato e ringraziato il lavoro dei nostri militari nel Libano, soprattutto nella zona sud del paese. Inoltre, il Capo delle Forze Armate libanesi ha segnalato il proprio compiacimento per la riassegnazione del comando di UNIFIL ad un Ufficiale Generale italiano (Generale di Divisione Paolo Serra).

 

Incontro con i Militari Italiani

Presso le basi avanzate 1-31 ed 1-32A, il Generale Abrate, oltre ad aver incontrato i militari, è stato aggiornato sugli sviluppi delle complesse attività di sminamento e controllo del territorio condotte dai nostri militari sulla blue line.

 

Non solo Libano.

Il Generale Abrate ha anche visitato i soldati italiani impegnati nelle missioni di pace in terre afghane e ha ricordato l’importanza dell’impegno dei nostri militari ” …ai fini del conseguimento dell’obiettivo principale per il Paese e per gli afgani, della responsabilità ed autonomia nei settori della sicurezza, dello sviluppo e della governance…”, secondo ha informato il Ministero di Difesa.

 

 

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foto: l'Unità

29 mine antiuomo e 4 mine anticarro.  Questo è il bottino messo in cassaforte dalla Brigata Ariete dallo scorso 22 maggio ad oggi nell’ambito dell’operazione Unifil in Libano a 20 metri dal confine con Israele. All’operazione Unifil, sotto il comando del generale Paolo Serra, nominato Head of Mission e Force Commander di UNIFIL il 28 gennaio 2012, partecipano 39 nazioni per un contributo in termini di risorse umane di circa 12 mila unità.

 

Lo scopo finale della missione che vedrà impegnati i nostri uomini fino a fine agosto è piuttosto delicato, ovvero devono aprire due corridoi all’interno di un territorio naturalmente apro e poco accogliete, facendosi spazio anche tra i km di filo spinato e mine, disseminati dagli israeliani nei difficili anni 70. Alla fine di questi corridoi dovranno essere costruiti i famosi blue pillar, che demarcheranno la presenza Onu.

 

Per la brigata ariete il territorio libanese non è nuovo; si tratta infatti della terza missione dal 2006 sempre all’interno delle missioni onu.

 

“La Brigata Ariete assumerà il controllo dell’area di responsabilità italiana nell’ambito dell’operazione Unifil, nell’area sud-ovest del Libano. L’Ariete, come sempre, opererà instancabilmente, con energia, decisione e fermezza nell’assolvimento del compito assegnato, ma anche con sensibilità, umanità ed intelligenza e con la piena coscienza della complessa realtà e delle insidie con le quali dovrete confrontarvi, nello sforzo di restituire al Libano ed all’intera area stabilità e sicurezza”. Queste  le parole del generale Fabrizio Castagnetti, capo di stato maggiore dell’esercito, prima che la brigata partisse per la missione in Libano.

 

E questa certezza è tanto più vera oggi, a distanza di mesi della partenza, poiché dal Libano arrivano notizie non solo di sminamento andato a buon fine, l’ultimo in ordine di tempo è di pochissimi giorni fa, ma anche di vite salvate dai medici appartenenti alla stessa brigata. A riprova del fatto che i nostri soldati, uomini e donne sono in prima linea anche in ambiti non prettamente militari.

 

E a proposito di donne nella brigata ariete ce n’è una in particolare alla sua prima esperienza all’estero. Si tratta del caporal maggiore Roberta Micoli, del 10° reggimento Genio Guastatori di Cremona: 22 anni, capelli biondi e grinta da vendere. In prima linea a pochi cm dalla mina da disattivare con le mani nella terra rossa. È un’immagine che fa riflettere, riflettere su quanto è cambiato il mondo militare.

Chi mai avrebbe pensato fino a pochi anni fa di vedere ciocche bionde sotto i caschi blu?

 

Fonte: Rivista Militare

 

 

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“Il vostro impegno è fondamentale per garantire la stabilità del paese”, queste sono le parole che il Ministro della Difesa, Gianpaolo Di Paola, ha rivolto ai militari italiani della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) in Libano.

foto:difesa.it

Nel concreto, Di Paola ha visitato il Contingente italiano presso la base di Shama, sede del Comando del Settore Ovest della missione UNIFIL a conclusione di una visita istituzionale in Libano e ha anche incontrato, a Beirut, i maggiori leader del Paese.

 

Successivamente, Di Paola ha raggiunto la base di Shama per incontrare i militari italiani dell’operazione “Leonte” dove è stato accolto dal  Generale di Divisione Paolo Serra, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, e dal Generale di Brigata Gaetano Zauner, Comandante del Contingente italiano schierato nel Sud del Libano. Nel commentare la difficile situazione in Siria, il Ministro ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo stabilizzatore svolto da UNIFIL nel contesto regionale.

 

Il Contingente italiano, schierato in Libano su base 132^ Brigata corazzata “Ariete”, è formato da circa 1100 uomini ed opera nel settore Ovest di UNIFIL in stretta sinergia con unità straniere di Ghana, Corea del Sud, Brunei, Slovenia, Irlanda, Finlandia e Malesia.

 

 

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I due fucilieri italiani del battaglione San Marco, trattenuti in India, “devono tornare a casa rapidamente”, così l’ha detto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, in un’intervista su Radio Anch’io. Terzi ha assicurato che la vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sta creando “un’ombra” nei rapporti tra due paesi “amici” come India e Italia. Il titolare della Farnesina ha nuovamente escluso un blitz per liberare i due militari italiani e ha ricordato che nella vicenda ci sono stati “progressi significativi” che hanno permesso di ottenerne la scarcerazione mentre è in corso il processo che è stato aggiornato al 10 luglio. Terzi ha mostrato la sua fiducia nel negoziato con l’India.

Afghanistan e Libano

Il Ministro, inoltre, ha realizzato dichiarazioni importanti riguardo la situazione dei militari italiani e le missioni all’estero. In questo senso ha assicurato che le truppe italiane abbandoneranno l’Afghanistan alla fine del 2014 mentre non ci sono date per il ritiro dei militari italiani in Libano.

Su questa missione, il ministro si è detto “orgoglioso” di quando fatto dall’Italia: “L’Italia è stato il Paese che ha ideato e trainato Unifil”, la missione Onu nel Libano meridionale. “Da allora è “nostra”, abbiamo avuto il primo comando e ci è anche stato chiesto di riprenderne la responsabilità di comando con il generale Paolo Serra”, ma – ha aggiunto Terzi – “il quadro adesso è ancora più fragile dopo quello che sta succedendo in Siria”.

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Che cos’è la guerra?

20 giugno 2012 inviato da Staff
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La maggior parte delle persone non lo sanno e non lo sapranno mai, meglio così, mi viene da dire. Possiamo immaginare, vedere dei film, chiedere a chi ha vissuto questo tipo di esperienze ma non lo sapremo mai. Io lo immagino come l’inferno in vita, come fuoco e rosso dappertutto, come caldo, come lacrime, come paura.

Immagino la guerra come innocenti morti, come impotenza, come ansia e come rumore che rompe i timpani. Immagino la guerra come quello che non voglio, vorrei che qualcuno mi spiegasse a cosa serve? Sicuramente sarà utile, come utile è anche il nostro Esercito Italiano, ma non voglio più sentire che la guerra viene giustificata per trovare la pace, perché lì non ci sto. Come ha detto una volta John Lennon, combattere per la pace e come fare sesso per la verginità. È assolutamente incoerente.

Se si tratta di difendere innocenti, garantire la sicurezza del nostro paese o attaccare i malvagi ci sono e lo capisco, il mio cuore sarà sempre a supportare il coraggio dei nostri soldati. Ma basta dire che la guerra è per la pace.

Su questo argomento si è pronunciato in questi giorni il Ministro di Difesa, Giampaolo Di Paola, il quale considera che i giovani hanno “un’interpretazione semplicista della guerra”. Inoltre, ha affermato che “a nessuno piace la guerra e nessuno di noi vuole la guerra, ma se non ci attrezziamo anche militarmente è impossibile oggi pensare di garantire la sicurezza. Purtroppo la violenza fa parte della realtà in cui oggi viviamo”.

Se i giovani abbiamo una visione semplicista delle cose, che non penso, bisogna spiegare le cose meglio. Bisogna mostrare e giustificare invece di imporre. Ad oggi in Italia ci sono tanti giovani con un senso del dovere e di amore al proprio paese che i nostri politici, sicuramente, non riescono ad immaginare. Non possono capirlo perché sono troppo preoccupati a fare somme e reste in una camera chiusa, senza vedere il sole di fuori: i sorrisi e le voglie di studenti, giovani soldati e universitari che vogliono mandare il paese avanti, oltre la crisi, oltre i loro tagli e oltre la mancanza di fiducia di quelli che ci rappresentano.

 

 

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Grazie Militari Italiani

10 maggio 2012 inviato da Staff
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Questo è un tributo ai militari caduti, a tutte quelle persone che rischiano la vita tutti i giorni per difendere un paese, una patria. Nelle guerre, non tutti sono cattivi!!!

 

(fonte: youtube)

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