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ATTENZIONE: SE SEI UN MILITARE E HAI RINEGOZIATO UNA CESSIONE DEL QUINTO DEVI LEGGERE QUESTO ARTICOLO 3.95/5 (78.92%) 37 Vota questo articolos

 MOLTO PROBABILMENTE HAI IL DIRITTO AD AVERE UN RIMBORSO SU OGNI PRATICA RINEGOZIATA.

 

Vogliamo informare tutto il personale militare e civile (Dipendenti della Difesa) che grazie all’Associazione Difesa Consumatori ADICONFI  e ai ricorsi da loro presentati , è ora possibile  avere riconosciuti cospicui rimborsi per le cessioni del quinto e prestiti delega rinegoziati con banche e finanziarie.

Per colpa della crisi finanziaria che ha colpito il nostro paese, negli ultimi 10 anni molti militari  hanno fatto richiesta alle finanziarie per ottenere prestiti contro cessione del quinto dello stipendio.

E’ proprio in questo periodo che banche e finanziarie hanno fatto stipulare ai propri clienti contratti di cessione del quinto o prestito delega che non rispecchiavano correttamente la normativa vigente e con tassi molto elevati.

Infatti quando il consumatore chiedeva alla finanziaria la rinegoziazione o l’estinzione anticipata del prestito, questi istituti di credito trattenevano sistematicamente per sé, delle somme che in realtà avrebbero dovuto essere restituite al consumatore.

 

Le ultime stime parlano di somme trattenute indebitamente per oltre 500 milioni di euro.

 

Infatti quasi la totalità di questi contratti di cessione del quinto sono “irregolari” e presentano questa grave anomalia bancaria, ecco perché potresti avere diritto a uno o più rimborsi.

Ma forse ti starai chiedendo? Ma se era un mio diritto perché la finanziaria non mi ha rimborsato?

Le Banche e le finanziarie non hanno rimborsato questi importi semplicemente perché le clausole dei contratti di cessione del quinto o prestito delega che hanno fatto sottoscrivere ai propri clienti non prevedevano il rimborso di questi oneri. In fatti il contratto dà ragione alla Banca. Quindi apparentemente la Banca è in regola ma cosi non è.

Le clausole contrattuali in favore del rimborso al consumatore dovevano comunque essere presente nei contratti di cessione del quinto.

 

Questi rimborsi riguardano le cessioni del quinto che sto pagando ora?

 

NO. I rimborsi riguardano solo i vecchi prestiti con cessione del quinto non più in corso, cioè quelli che sono stati rinegoziati in passato con un nuovo prestito oppure che sono stati chiusi anticipatamente. Inoltre queste anomalie riguardano le cessioni del quinto erogati unicamente da Banche o finanziarie.

 

A quanto ammontano il rimborsi che potrei ottenere?

 

prova1

Questo dipende da diversi fattori tra cui:

1)  Condizioni economiche del finanziamento che hai sottoscritto

2) Tasso applicato

3) Clausole vessatorie contenute nel contratto.

Comunque mediamente per un vecchio contratto di cessione del quinto o prestito delega della durata di 120 mesi il rimborso medio che potresti ottenere con un ricorso si aggira fra € 1300 e € 2500. Questo vuol dire che se hai rinegoziato il prestito più e più volte i rimborso complessivo potrebbe essere d’avvero consistente.

 

Come posso fare per verificare gli importi che la finanziaria mi deve ancora rimborsare?

 

E’ molto semplice, devi soltanto spedirci alla Associazione Difesa Consumatori ADICONFI solo due documenti:

 

1) Il vecchio/i contratto/i di cessione del quinto (quello non più in corso)

2) Conteggio/i per estinzione anticipata

 

Non dovrai spendere nulla per le perizie, l’associazione consumatori le fa gratuitamente a tutti i cittadini.

 

Se non trovo più i vecchi contratti, perdo il diritto ai rimborsi? 

 

Assolutamente no. In fatti hai ancora due alternative per reperirli;

1) Rivolgerti alla tua amministrazione (Caserma: Ufficio stipendi/personale), infatti loro hanno una copia di tutti i tuoi contratti.

2) Potrai delegare la nostra associazione a chiederne una copia direttamente alla banca.

 

 

Se ho diritto al rimborso come devo fare per ottenerlo? 

Le strade sono sostanzialmente due:

  1. Potrai dare mandato a un legale di fiducia specializzato in diritto bancario
  2. Oppure se lo desideri potrai usufruire del supporto di altri che come te hanno già superato questo percorso del rimborso del quinto con successo, appoggiandoti alla Associazione Difesa Consumatori ADICONFI che si avvale di esperti, periti, tecnici e legali specializzati. Potrai contattare ADICONFI seguento questo link: http://www.adiconfi.it/richiesta-rimborsi-cessione-del-quinto-rinegoziate/

oppure telefonando in associazione allo: 0543-1796544  da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 18:00

 

A te la scelta, e ricorda che un consumatore informato è un consumatore consapevole.

 

 

Luca Battistini

 

 

 

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Libro Bianco Difesa. Tra gli obiettivi anche i militari a tempo

20 aprile 2017 inviato da Valentina Stipa
Libro Bianco Difesa. Tra gli obiettivi anche i militari a tempo 5.00/5 (100.00%) 1 Vota questo articolo
Fonte: difesa.it

Fonte: difesa.it

 

Se ne parla in un provvedimento delega al Libro Bianco Difesa del ministero della difesa, che contiene le linee guida del comparto militare.

Oggi abbiamo l’82% dei dipendenti della Difesa con contratto a tempo indeterminato e questo produce drammatici effetti sull’invecchiamento del personale, con l’età media che è di 38 anni: noi ci proponiamo un modello che preveda il 60% a contratto indeterminato ed un 40% che, dopo alcuni anni di esperienza militare, venga accompagnato a lavori diversi (…) ma nessuno verrà abbandonato”. Da qui l’idea del ministro Roberta Pinotti inserita nel Libro Bianco Difesa di creare un esercito in parte a scadenza, nel quale però coloro che sono in ferma prefissato verranno accompagnanti in questa fase di transizione verso altre amministrazioni, in linea che con le proprie professionalità e competenze.

 

Questo provvedimento del Libro Bianco Difesa è in linea con quanto deciso nei mesi precedenti dall’esecutivo, il quale ha ridotto il numero delle forze armate a 167 mila, fino a raggiungere le 150 mila unità nel 2024. Di pari passi c’è anche una diminuzione del personale civile. Il tutto legato alla necessità di creare un esercito più moderno ed efficiente.

 

 

Libro Bianco Difesa. Novità anche per i vertici

 

Tra gli altri obiettivi del Libro Bianco Difesa del ministro Pinotti, c’è anche quello di snellire i vertici dell’esercito.

In particolare la figura del Segretario generale della Difesa e Direttore nazionale degli armamenti, oggi un unico ufficiale con quattro stelle, con l’approvazione del prossimo Libro Bianco Difesa diverranno due incarichi distinti con un direttore nazionale armamenti, necessariamente un incarico miliare e un responsabile logistica, che potrà invece essere anche ricoperto da un civile. Tale novità del Libro Bianco Difesa è perfettamente in linea con quanto prevede la legge 25 del 1997 con la quale si aprivano i vertici delle organizzazioni della difesa anche ai dipendenti in abiti civili.

 

Tutte queste novità del Libro Bianco Difesa non possono prescindere dal famigerato 2% di spesa che richiede l’Europa e che per l’Italia invece è fermo all’1.8%. una differenza che il ministro Pinotti giustifica con investimenti maggiormente qualificati.

Di fatto però l’Europa non ha gradito questo sconto del Libro Bianco Difesa e tramite il segretario generale , Jens Stoltenberg, ha più volte sollecitato i paesi membri ad arrivare a quel 2 per cento, per evitare tensioni con l’America che prima con Omaba e oggi con Trump non si è dichiarata disposta a spendere di tasca propria al posto degli europei.

 

 

Fonte: voce / formiche

 

 

Valentina Stipa

 

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Domanda Militare. Quando e Come Farla

4 febbraio 2017 inviato da Staff
Domanda Militare. Quando e Come Farla 5.00/5 (100.00%) 12 Vota questo articolos

Domanda Militare: Da quando non vige più l’obbligo per i maggiorenni maschi di arruolamento obbligatorio nell’esercito ovvero dal 1° gennaio 2005, la domanda militare è diventata un modo per cercare un impiego all’interno del corpo dell’esercito.

La domanda militare di natura facoltativa ha permesso quindi all’Italia di mettersi in linea agli altri paesi europei costruendo un esercito di professionisti qualificati e motivati.

 

Come Si Può Avanzare Domanda Militare e dove

 

Domanda MIlitare

 

Esistono diverse strade che consentono a un giovane di presentare domanda militare, entrando nell’esercito italiano. Così come per tutti gli altri corpi, anche la domanda militare va di pari passo con i requisiti che si possiedono in termini di età e di formazione. In generale la domanda militare può prendere due differenti strade.

 

Domanda Militare attraverso Concorsi Pubblici

 

Con cadenza periodica regolare e previa pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, l’esercito bandisce dei concorsi pubblici per fare domanda, scaricabili facilmente dal sito della difesa.

Attraverso la domanda militare presentata con il concorso, vengono scelti i volontari che vogliono intraprendere la carriera militare.

I concorsi per la domanda militare sono aperti senza distinzione di sesso purché in possesso dei requisiti specifici dettagliati all’interno del bando. Il concorso per la domanda è differenziato in base alla tipologia di carriera che si intende intraprendere; dunque si potrà avanzare domanda militare per entrare nelle scuole militari, come volontari in ferma prefissata di 4 anni o ancora come marescialli o allievi dell’accademia di Modena.

Il superamento del concorso e l’esito positivo della domanda militare sono subordinati al superamento di una serie di prove specifiche, in base al tipo di bando a cui si partecipa.

La domanda militare dei concorsi pubblici per l’accesso all’accademia militare di Modena è vincolata d un biennio di scuola superiore con ingresso al terzo anno, dal quale se ne esce con una formazione scolastica all’interno di un contesto dove sono fondanti i “valori della solidarietà, dell’amicizia e della sana competizione”. Per poter presentare la richiesta all’accademia di Modena è necessario possedere un diploma quinquennale ed è necessario superare una serie di test e di colloqui attitudinali. La domanda militare presso l’accademia è vincolata anche alla frequenza obbligatoria.

 

Domanda militare attraverso l’arruolamento

 

Per coloro che vogliono avanzare domanda militare in qualità di volontario in ferma prefissata di 1 anno - VFP1 -, la modalità di accesso è l’arruolamento. A differenza del concorso, la domanda militare presentata tramite arrolamento, non prevede il superamento di alcuna priva teorica, ma è vincolata al solo possesso di una serie di requisiti, ovvero:

-          Cittadinanza italiana

-          Età compresa tra i 18 anni e i 25

-          idoneità psicofisica ed attitudinale

-         moralità e condotta incensurabile

-         statura minima m 1,65 per i candidati di sesso maschile, di metri 1,61 per le candidate di sesso femminile

 

La richiesta per diventare riservisti si presenta anch’essa tramite arruolamento ma è riservata solo agli ufficiali e di complemento in congedo e tra liberi professionisti civili in possesso di qualità e competenze necessarie all’interno delle forze armate.

La domanda militare si compila on line, visitando il sito della difesa e accedendo ai bandi di concorsi. Inoltre, avrà un primo riscontro a distanza di 5-6 mesi dalla presentazione, alla fine dei quali si verrà destinati a una scuola di addestramento e successivamente alla caserma.

Alla domanda militare è necessario allegare il certificato medico di idoneità sportiva e fotocopie dei documenti personale oltre a una fotocopia dell’attestato di voto finale della scuola media.

 

 

Fonte: esercito.difesa / soldielavoro / excite / ticonsiglio

 

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Maresciallo Esercito: Come Diventarlo?

1 febbraio 2017 inviato da Staff
Maresciallo Esercito: Come Diventarlo? 4.67/5 (93.33%) 9 Vota questo articolos

Maresciallo Esercito. Per diventare un maresciallo esercito è prevista una formazione presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito Italiano, a Viterbo. Il ruolo di maresciallo esercito è un compito prestigioso e di grande responsabilità, in quanto permette di gestire incarichi operativi e di controllo delle diverse attività militari.

Infatti, per diventare maresciallo esercito è necessario conseguire una laurea triennale ed una professionalità necessaria per poter gestire abilmente le diverse situazioni complicate e critiche che si possano presentare.

Per questo, la scuola sottufficiali presenta un percorso formativo adatto che risponde alle esigenze dei giovani con volontà di diventare maresciallo esercito. Ovvero, di acquisire un profilo e un carattere professionale, in grado di gestire situazioni critiche e competenze tecniche proprie dell’Esercito Italiano.

maresciallo esercito

 

Scuola Maresciallo Esercito: Attività Giornaliera

 

La scuola ufficiale per diventare maresciallo esercito si trova a Viterbo ed è organizzata in modo da poter svolgere le diverse attività giornaliere in modo ottimizzato. In questo modo, gli aspiranti a maresciallo esercito realizzano le attività didattiche in aula la mattina, mentre che il pomeriggio è riservato alle attività sportive e la formazione etica militare.

Gli aspiranti a maresciallo esercito sono iscritti al corso di studi per la laurea di 1° livello in Scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi della Tuscia di Viterbo ovvero in Scienze infermieristiche presso l’Università degli studi di Tor Vergata di Roma.

Inoltre, gli allievi sono formati in materie logistiche ed organizzative specifiche in ambito militare.

maresciallo esercito

Foto: esercito.difesa

Concorso Maresciallo Esercito

 

Per diventare maresciallo esercito è necessario superare un concorso pubblico di ammissione. I requisiti specifici per la partecipazione al concorso sono presenti in ogni bando di concorso. In ogni caso, e in termini generali, possiamo dire che i requisiti sono:

-          Età tra 18 e 26 anni (28 anni nel caso di aspiranti che abbiano prestato il servizio militare)

-          Diploma di istruzione secondaria

Fasi Concorsuali Maresciallo Esercito

I concorso per diventare maresciallo esercito consta di diverse prove e, per essere accettati alla Scuola Ufficiale, è necessario superare ognuna di loro.

Prova preliminare

Il concorso maresciallo esercito ha una prova preliminare di durata 60 minuti consistente nel rispondere a 100 quesiti, a risposta multipla, su diversi argomenti come lingua italiana, cultura generale, educazione civica, storia e geografia.

Prova di Efficienza Fisica

Realizzazioni di vari esercizi fisici, tra i quali, corsa di un kilometro e piegamenti sulle braccia.

 

Prova d’idoneità psicofisica

 

Prova attitudinale

L’obiettivo di questa prova è l’accertamento delle capacità attitudinali e caratteriali degli aspiranti alle attività militari.

 

Fonte: Esercito Italiano

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Entrare nell’esercito: Consigli e guida per l’arruolamento nelle Forze Armate 3.80/5 (76.00%) 10 Vota questo articolos

Entrare nell’esercito. Senti che il tuo futuro appartiene alle Forze Armate? Vuoi far parte dell’ Esercito Italiano ma non sai come fare? Ecco qui una guida utile sulle diverse strade che puoi seguire per entrare nell’esercito. In poche parole, si tratta di cinque percorsi diversi che possono orientarti allora di prendere decisioni e scegliere il tuo posto dentro il mondo militare.

 

Entrare nell’esercito: Percorsi

 

-          Aspirazioni

-          Titoli di studio

-          Età

-          Durata della ferma

-          Concorsi e arruolamento

 

Perché vuoi entrare nell’esercito? Aspirazioni

 

Se hai deciso di entrare nell’esercito italiano seguendo le tue aspirazioni possibilmente conosci già la strada che vuoi percorrere. In ogni casi, ci permettiamo di riflettere un attimo insieme sulle diverse responsabilità e incarichi che puoi assumere come militari e come parte dell’esercito italiano.

Se il ruolo che t’interessa è quello della responsabilità e gli incarichi operativi e di comando, la strada migliore è quella di diventare ufficiale.

Se invece preferisci rimanere in contatto diretto con il personale o acquisire una specializzazione come operatore tecnico di armi o mezzi, la tua strada è possibilmente diventare un sottufficiale.

Nel caso tu preferisca l’azione diretta e il lavoro manuale, i concorsi per volontari sono la tua strada per entrare nell’esercito.

 

Entrare nell’esercito in base ai titoli di studio

 

Entrare nell’esercito italiano attraverso il percorso di titoli di studio permette agli interessati di arruolarsi in base ai propri studi.

-          Se hai la terza media puoi entrare nell’esercito come volontario in ferma prefissata di un anno

-          Se stai finendo il secondo anno di liceo puoi entrare nell’esercito tramite le scuole militari.

-          Con il diploma di maturità puoi accedere ai concorsi per maresciallo ed in alcuni casi, a quelli per ufficiale.

-          Se sei laureato puoi concorrere per fare l’Ufficiale a Nomina Diretta.

 

Percorsi per età per entrare nell’esercito

 

-          Da 15 a 17 anni: accesso alle scuole militari

-          Da 17 a 26: accesso a concorsi per maresciallo

-          Da 17 a 22: accesso all’accademia militare

-          Da 18 a 25 per volontari in ferma prefissata di un anno

-          Fino a 32 anni: concorrere per Ufficiale a Nomina Diretta

-          Fino a 38 anni: per allievo ufficiale in ferma prefissata

 

Durata della ferma

 entrare nell' esercito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Concorsi e arruolamento per entrare nell’esercito

Per accedere ad ogni ruolo e categoria dell’esercito italiano è necessario superare un concorso. I requisiti per accedere ad ognuno di questi sono presenti nel bando di concorso.

I concorsi per entrare nell’esercito sono pubblici o interni in base alla disponibilità di posti e la categoria di accesso in questione. Per tenerti sempre aggiornato sui concorsi in atto per entrare nell’esercito, segue questo link: Concorsi Esercito Italiano

 

Fonte: Esercito Italiano – Ministero Difesa

 

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Tagli All’esercito. Ecco Le Conseguenze

12 settembre 2013 inviato da Staff
Tagli All’esercito. Ecco Le Conseguenze 3.75/5 (75.00%) 8 Vota questo articolos

 

 

La situazione del nostro esercito, fiore all’occhiello del Belpaese, è a dir poco disastrosa e a dircelo è una voce autorevole proprio tra i militari, il sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano, alla quarta commissione del Senato della Repubblica per rispondere a una interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle.

 

tagli esercitoI numeri snocciolati senza tante riserve sono impressionanti: “1191 carri armati, di cui 605 Leopard (anche se per l’intera linea è stato disposto il fuori servizio), 389 Centauro e 197 Ariete (47 di questi mezzi saranno però dismessi entro il 2018; (…) è stato disposto il fuori servizio per tutti i 381 M113 e per un 6614G, mentre restano in servizio 553 VCC1, 1207 VCC2, 367 Puma, 198 Dardo e 119 Freccia)”.

 

Mezzi da rottamare o talmente datati da essere fuori uso. Tagli al personale. Chiusura caserme. Come si può pensare in queste condizioni di onorare a testa alta gli impegni internazionali o addirittura di prenderne di ulteriori? Lasciando i mezzi e parlando di risorse umane la situazione non si rischiara; la riduzione del personale del 20% è stata riconfermata anche dal Ministro della difesa Mario Mauro con un’affermazione politically correct: “la revisione dello strumento militare è un processo epocale di razionalizzazione delle Forze armate e deve fare i conti con le condizioni di finanza pubblica e di bilancio della Stato”.

 

no ai tagli esercitoDetto in altri termini: il sistema va rivoluzionato e come ogni rivoluzione lascia qualche inevitabile caduto sul campo; ma a fin di bene e solo a causa delle ristrettezze finanziarie. Anche sul problema delle caserme dismesse, il ministro risulta molto diplomatico, spiegando che lo stato non è affatto il proprietario, ma solo un gestore pro tempore di edifici non più idonei per gli scopi della difesa dei quali diventa automaticamente proprietario…una sorta di tutore.

 

Insomma pare che in fondo questi tagli siano inevitabili. A dispetto del riconoscimento della specificità del ruolo e della solitudine professionale nel quale il comparto sicurezza ha vissuto i suoi ultimi anni e ampiamente riconosciuto dal premier Letta nel suo discorso di insediamento, quando ancora si intravedeva un barlume di luce in fondo al tunnel.

 

 

Fonte: lastampa / analisidifesa / laprimapagina / lindro

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La Siria Diverrà Una Questione Italiana?

5 settembre 2013 inviato da Staff
La Siria Diverrà Una Questione Italiana? 4.64/5 (92.73%) 11 Vota questo articolos

 

Le prossime ore saranno senza dubbio decisive rispetto al conflitto interno alla Siria che ha mandato al creatore qualcosa come 90 mila vittime negli ultimi due anni. Il mondo intero sta decidendo come e se agire per porre fine al massacro di civile e ristabilire la pace. O almeno questo dovrebbe essere l’intento.

 

Tutto ebbe inizio due anni fa con la popolazione siriana scesa in piazza per reclamare la fine della dittatura. Da allora si è arrivati all’embargo passando per migliaia di morti, fino all’indignazione mondiale per il presunto uso di armi chimiche.

 

Sira. La prossima destinazione del nostro esercito?

Sira. La prossima destinazione del nostro esercito?

L’Italia in questo contesto pare avere le idee chiarissime circa un eventuale coinvolgimento dell’esercito in una missione internazionale in Medio Oriente. Il ministro Bonino ha fermamente bocciato un’azione militare che non sia sotto l’egida delle Nazioni Unite, dunque senza una precisa delibera del consiglio di sicurezza dell’ONU.

 

A calcare ulteriormente la mano, neanche a dirlo, il Vaticano: “il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali. L’alternativa non può essere che quella della ragionevolezza, delle iniziative basate sul dialogo e sul negoziato (…) Occorre imboccare senza indugio la via dell’incontro e del dialogo, che sono possibili sulla base del rispetto reciproco, dell’amore” come dichiarato da Mario Toso, del dicastero vaticano Giustizia e Pace.

 

 

La Siria è Già Da Tempo Una Questione Italiana

 

Questa ventata di pace del Governo Letta stride non poco con le condotte e gli interessi degli ultimi anni delle nostre istituzioni che dall’inizio di questo conflitto hanno venduto partite di armi leggere, più facili da piazzare e smerciare ma anche “le più pericolose tra le armi di distruzione di massa” come le ha definite Kofi Annan. Il tutto per un giro di denaro che dal 2009 ha fruttato qualcosa come 230 milioni di euro.

 

Appena l’ombra dello scandalo ha fatto capolino, la Finmeccanica si è affrettata a precisare che la commissione delle armi era antecedente allo scoppio delle violenze e anche dell’embargo. Affermazione che mirava semplicemente a non essere considerati responsabili dell’uso militare che Damasco ha fa e tuttora fa di quelle armi.

Tutte queste informazioni e molte altre di portata ben più ampia dell’Italia derivano a più livelli dalla vicenda Wikileaks, dunque da una fonte attendibile.

 

Ora alla luce di tutto questo, se si ripensa alla forte presa di posizione del governo Italia e alla quasi indignazione per la proposta di attacco americano senza l’egida delle nazioni unite, non viene un po’ da sorridere? E il sorriso non diventa un po’ amaro se si pensa che il mondo ha deciso di mobilitarsi dopo quasi centomila morti e solo però pare siano state usate armi chimiche? I morti sotto i bombardamenti o per mano di coltelli o armi leggere non meritavano attenzione? I morti di guerra sono morti di guerra e non fa differenza il modo.

 

Il pensiero che i nostri militari vengano coinvolti in un altro Kosovo non credo esalti nessuno. Stiamo faticando a uscire dal pantano dell’Afghanistan, non riusciamo a far tornare a casa due marò, siamo pieni di problemi interni con la recessione e la disoccupazione che galoppano…forse mandare i nostri militari a morire in Siria non sarebbe la scelta più oculata. Neanche sotto l’egida dell’Onu.

 

Fonte: ilfattoquotidiano / repubblica / gadlerner

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Regolamento Pensioni. Mai Tanto Lontani Dalla Riforma 2.56/5 (51.11%) 9 Vota questo articolos

 

Il tema delle pensioni è uno di quelli più scottanti e che legislatura dopo legislatura, governo dopo governo, è stato cambiato radicalmente nei modi e nei termini in base alle categorie di lavoratori. Districarsi in questo labirinto di norme emanate e non tutte attuate sono davvero difficile.

Proveremo a farlo insieme in questo articolo.

regolamento pensioni militariIniziamo con il precisare che l’esercito, il comparto sicurezza e il soccorso pubblico non sono direttamente coinvolti dal decreto legge “salva Italia” n. 201 del 6 dicembre 2011. Tuttavia l’articolo 24 al comma 18 risulta uno dei più importanti perché implica il tenere conto delle singole peculiarità ed esigenze del personale di settori come Forze armate, Arma dei Carabinieri, Corpo della guardia di finanza, Forze di polizia a ordinamento civile – Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Purtroppo però, non essendo ancora stato adottato questo regolamento, per ciò che concerne le pensioni dell’esercito si continua ad applicare i requisiti tuttora in vigore. La mancata approvazione di questo decreto, slittata un numero indicibile di volte e per i più disparati motivi, secondo il segretario del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari e Forze di Polizia, Marco Comellini, sarebbe dovuto essere abbandonato per lasciare spazio a una nuova normativa. Questo in effetti si è realizzato con il governo Letta, che alla prospettiva di un bombardamento di ricorsi davanti al tribunale amministrativo ha preferito fare marcia indietro e ricominciare daccapo.

 

Quello Che Di Certo Esiste Sulle Pensioni Dei Militari

 

Non essendoci ancora alcuna riforma in procinto di essere approvata, per ciò che riguarda le pensioni del personale militare e delle forze armate, si continua a fare riferimento al sistema pensionistico relativo al 2004—007 che imponeva il limite di età anagrafica che poter accedere al regime previdenziale in 60 anni.

Tuttavia a partire dal 2018, l’accesso alla pensione di vecchiaia per sottufficiali, graduati e militari di truppa salirebbe fino al compimento del sessantaduesimo anno. Per la pensione di anzianità invece è necessario raggiungere il traguardo dei 42 anni e tre mesi di contributi.

Facendo un passo indietro e tornando a parlare dell’età pensionabile dei militari, le associazioni di categoria dl settore non ritengono sia logico né razionale adeguare l’età pensionabile del personale del comparto sicurezza con quella del resto del mondo del welfare: come si può mandare in piazza a fronteggiare ragazzini ventenni, dei militari di 50 o 60 anni? Sarebbe una decisione controproducente rispetto al servizio da svolgere e se ne pagherebbe in termini di incolumità dei soggetti.

Rimane poi ancora aperta la questione dell’ausiliaria, altro tema scottante su cui istituzioni e categorie faticano a trovare un punto d’incontro.

La verità è che se l’estate sta scorrendo bollente e afosa, l’autunno, con queste basi, non si preannuncia meno rovente.

 

 

fonte: businnessvox / ficiesse / ilnuovogiornaledeimilitari

 

 

 

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Ordinamento Militare: Cos’é e a Cosa Serve?

22 agosto 2013 inviato da Staff
Ordinamento Militare: Cos’é e a Cosa Serve? 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Ordine Militare: Con decreto legislativo 66/2010 il 9 ottobre del 2010 entrava in vigore il “codice dell’ordinamento militare: 1085 norme con lo scopo di semplificare con l’integrazione in un unico testo una serie di norme e regolamenti che disciplinano appunto l’ordinamento militare e che per anni si sono susseguite e accumulate senza un ordine preciso.

 

In Cosa Consiste Davvero il Codice Dell’Ordinamento militare?

 

ordinamento militare L’ordinamento Militare non è una vera e propria legge ma  un codice che di fatto riassetta “la disciplina vigente relativa alle Forze armate, attraverso l’individuazione della struttura e delle funzioni proprie dell’Amministrazione della difesa ripercorrendo l’organizzazione di questa, sia a livello centrale, che a livello operativo, con l’analisi della suddivisione delle Forze armate e i compiti a queste assegnati. …A tali fini è stato necessario assemblare numerose fonti normative, a volte anche molto risalenti, coordinandole tra loro, ed adeguandole allo status quo, in modo da ottenere un quadro normativo organico e coerente dello strumento militare, finalmente collocato in un unico testo”.

Di fatto con l’introduzione dell’ordinamento militare sono state abrogate migliaia di articoli e regole che da sempre hanno cercato di dare un’organizzazione al mondo militare; in particolare con l’ordinamento militare si è disciplinato:

1)    il Consiglio Supremo di Difesa

2)    l’amministrazione della difesa (Ministro, ministero, area tecnico operativa, area tecnico amministrativa, area tecnico industriale e Giustizia militare);

3)    le Forze armate

Con Decreto legislativo 500 del 2012 poi il parlamento ha provveduto poi a rettificare alcune norme previste nell’ordinamento militare. Tali modifiche si sono svolte su 3 fronti:

  • eliminare imperfezioni del testo
  • completare il riassetto delle fonti previgenti;
  • recepire il cosiddetto jus superveniens, riferito a disposizioni di rango primario introdotte nell’ordinamento militare successivamente all’approvazione definitiva del Codice (12 marzo 2010).

Ordinamento Militare: Questioni Ancora Aperte

Tra gli oltre 1000 articoli previsti dall’ ordinamento militare ce ne sono due in particolare che hanno suscitato polemiche e critiche: il primo è il numero 297 che abolisce il Decreto Legislativo 14.2.1948 n. 43 che prevedeva il carcere da 1 a 10 anni  per “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere” azioni di violenza o minaccia”.

Direttamente collegato a questo, c’è l’articolo 1472 che recita “  militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare, di servizio o collegati al servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”.

 La forte polemica che questo articolo, e in generale il labile rapporto politica/militari, ha creato molti malumori all’interno del mondo militare dopo la divulgazione dell ‘ordinamento militare prima di tutto perché gli stessi militari si sentono dipendenti statalidi serie B. Non sono anch’essi prima che militari, uomini e donne, quindi liberi cittadini con pari diritti e doveri dei fratelli senza divisa? Su questo punto le istituzioni e i vertici delle forze armate e i militari stessi non hanno ancora trovato una posizione univoca neanche all’interno dell’ ordinamento militare.

Proprio dall’ambito militare arriva il grido dall’allarme su quanto sia pericoloso allontanare la divisa dalla realtà civile: “il tentativo di isolare il cittadino militare dal resto della società, perciò, appare una strada molto pericolosa, che lede proprio quella posizione di apoliticità delle FF.AA. e delle Forze di polizia militarmente organizzate, posta a presidio delle istituzioni democratiche”.

 

Fonte: ficiesse / grnet / militari.info / senato / nsd

 

 

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Persomil: Il Portale dei Militari per i Militari

19 agosto 2013 inviato da Staff
Persomil: Il Portale dei Militari per i Militari 2.25/5 (45.00%) 4 Vota questo articolos

Persomil è il portale online del Ministero della Difesa incaricato della gestione del personale militare e di fornire informazioni su arruolamenti, concorsi e altre pubblicazioni. Nello specifico, e grazie al decreto 22 giugno 2011, Persomil amministra il personale militare in materie come:

-          Reclutamento di personale

-          Avanzamento di grado

-          Ricompense

-          Stato giuridico

-          Trattamenti economici

-          Documentazione caratteristica e matricolare

-          Informatizzazione delle procedure

-          Riconoscimento delle qualifiche

-          Conferimento di ricompense

-          Pubblicazione di circolari

-          Pubblicazioni di bandi di concorso

 

Persomil è composto di 6 reparti, 16 divisioni e 5 servizi.

 

Persomil: Organigrama

 

Persomil: Sede, informazioni e contatti

La Direzione Generale per il Personale Militare, Persomil, si trova a Roma, presso il Centro Direzionale per il Personale “Maresciallo d’Italia Giovanni Messe” (viale dell’Esercito, 186, Roma).

Per contattare Persomil online: persomil@postacert.difesa.it

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