Archivi per la categoria 'Congedo Parentale'

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
Congedo Parentale Difesa: Maternità Obbligatoria Donne Militari 3.00/5 (60.00%) 1 Vota questo articolo

Congedo parentale difesa. Il congedo parentale difesa, nel caso di donne militari, è regolato dall’articolo 748, comma 5 del DPR 15 marzo 2010. Tale normativa obbliga alle donne militari ad informare della gravidanza all’amministrazione di appartenenza, allegando la documentazione dimostrante di tale stato e le indicazioni sulla presunta data del parto.
In termini generali, alle donne militari viene applicata la legge in vigore per il personale delle pubbliche amministrazioni in materia de congedo parentale e maternità. In ogni caso, se si tratta di personale femminile dell’Esercito Italiano che realizza lavori pericolosi, faticosi, insalubri, ecc… il congedo parentale difesa obbliga a riposo durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi successivi al parto.
Quest’assenza per maternità non avrà nessuna conseguenza sulla posizione di stato giuridico del personale in servizio permanente delle forze armate.
La normativa sul congedo parentale difesa prevede che i periodi di licenza per maternità sono validi a tutti gli effetti ai fini dell’anzianità di servizio, computabili ai fini della progressione di carriera.

 

 

Congedo Parentale Difesa: Diritti delle Donne Soldato

 

congedo parentale difesa

Foto: Repubblica.it

La legge in vigore sul congedo parentale difesa prevede per le donne militari permessi retribuiti per la realizzazione di esami prenatali, visite mediche e accertamenti clinici, sempre che presentino un’apposita istanza e la documentazione giustificativa necessaria.
Nel caso di parto prematuro, la normativa sul congedo parentale difesa prevede per le madri periodi di licenza per maternità non goduti prima della presunta data del parto, e questi vegono allegati al periodo di astensione dopo il parto.
Le donne militari madri hanno uno un mese di tempo, dalla nascita, per rilasciare all’amministrazione di appartenenza la certificazione anagrafica del figlio.

Licenza Congedo Parentale Difesa: Maternità

La licenza per congedo parentale difesa, o permesso di maternità, è concessa d’ufficio alle donne militari in gravidanza con queste condizioni:
-    Due mesi precedenti la data indicativa del parto
-    Se il parto avviene più tardi, è previsto un permesso per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva della nascita.
-    Tre mesi dopo il parto
-    Se si tratta di un parto prematuro, i giorni non goduti prima del parto vengono aggiunti ai permessi post parto.
-    La proibizione da prestare il servizio viene anticipata a tre mesi dalla data presunta della nascita se si tratta di donne militari adibite ad impieghi ritenuti pericolosi o gravosi.
-    La normativa per congedo parentale difesa prevede un trattamento economico ordinario intero durante il periodo di congedo per maternità.

Anticipo della licenza per Congedo Parentale Difesa

È possibile richiedere l’anticipo dell’astensione per congedo parentale nei casi di:
-    Complicazioni gravi della gravidanza
-    Condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli per la salute
-    Se la donna militare non può essere destinata ad altri compiti
L’anticipo della licenza per congedo parentale difesa avviene dietro domanda specifica dell’interessata e con un certificato medico per giustificare tale anticipo. Inoltre, questo diritto è calcolato ai fini dell’anzianità di servizio e per la progressione di carriera.
Inoltre, per tutto il periodo di congedo parentale difesa anticipato, le donne militari hanno diritto all’intera retribuzione.

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
Vota Questo Articolo

Congedi Militari: Il Ministero di Difesa ha pubblicato alcune innovazioni alla normativa in materia di congedo parentale militari e tutela dell’handicap introdotte dal decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119. Modifiche e integrazioni alle circolari n. DGPM/II/5/30001/L52 del 26 marzo 2001 e n. DGPM/II/5/1/30001/L52 del 17 gennaio 2003.

Vediamo di elencare le norme e modifiche più rilevanti.

 

Congedi Militari: Maternità

 

congedi militari

Foto: Difesa.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-          In caso di gravidanza interrotta, dopo il 180 giorno, o in caso di decesso del bambino durante il congedo di maternità, la donna militare ha la possibilità di riprendere il lavoro, a domanda e con un preavviso di almeno 10 giorni. L’unica condizione richiesta è l’approvazione del medico specialista.

-          Il comando di corpo competente, prima di accettare la richiesta della donna militare deve acquisire il parere da parte del dirigente del servizio sanitario del reparto.

-          Con le nuove normative, il padre militare può accedere ai riposi per paternità nel caso in cui la madre, lavoratrice dipendente, non possa avvalersi delle ore di riposo in quanto in astensione obbligatoria / facoltativa per altro evento, quando stia utilizzando il congedo ad esempio per accudire un altro figlio.

-          Ci sono anche modifiche per quel che riguarda le competenze sull’astensione anticipata per maternità. Infatti, la competenza a disporre quest’anticipazione è:

  • ü  Dall’azienda sanitaria locale nel caso di complicazioni nella gravidanza
  • ü  Dalla direzione territoriale del lavoro, nel caso di condizioni di lavoro pregiudizievoli alla salute della donna o del bambino.

-          I militari hanno diritto al prolungamento del congedo parentale, da usare in modo continuativo o frazionato, per un massimo di tre anni (entro i primi 8 anni del figlio) per ogni figlio con handicap grave, sempre che il minore non sia ricoverato a tempo pieno.

-          Dopo le modifiche, i militari genitori, continuano ad aver il diritto al prolungamento del congedo parentale, dei riposi orari retribuiti, per figli con handicap grave, fino al terzo anno di vita del bambino.

 

 

Questo significa che,

  • I genitori militari, anche adottivi, con figli fino a tre anni, hanno diritto a tre giorni di permesso al mese, due ore di riposo al giorno oppure prolungamento del congedo parentale.
  •  I genitori militari con bambini da 3 a 8 anni, hanno diritto a tre giorni di permesso al mese oppure il prolungamento del congedo parentale
  • I genitori militari con figli oltre gli 8 anni hanno diritto a tre giorni mensili di permesso.

 

Congedi Militari: Handicap

 

Con le nuove normative, sono state introdotte alcune modifiche per quel che riguarda i congedi militari per soldati con familiari in situazione di handicap:

  1. Il militare sposato con una persona con handicap grave ha diritto ai congedi militari entro 60 giorni dalla richiesta.
  2. La durata massima di questi congedi militari è di due anni. I congedi non sono concessi nel caso in cui la persona da assistere sia ricoverata a tempo pieno.
  3. Durante il periodo di congedi militari, il soldato ha diritto ad un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione e, questo periodo è coperto da contribuzione figurativa. L’indennità per congedi militari spetta fino ad un importo massimo annuo di 43.579 euro.
  4. I militari che usano i congedi militari per familiari con handicap per meno di 6 mesi, hanno diritto ad usare permessi non retribuiti in proporzione al numero di giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso periodo di tempo lavorativo. Ma questi permessi non computano per la contribuzione figurativa né per la maturazione delle ferie, della tredicesima o del trattamento di fine rapporto.
  5. Queste sono le priorità per i congiunti da ammettere al beneficio di due anni di congedi militari retribuiti:

-          Coniuge con handicap grave

-          Figli in situazione di handicap

-          Madre o padre in situazione di handicap

-          Fratelli o sorelle del militare

 

Patologie invalidanti o situazioni di handicap grave sono, secondo il dipartimento della funzione pubblica:

-          Malattie croniche che determinato riduzione o perdita dell’autonomia personale

-          Malattie che richiedono assistenza continuativa

-          Malattie che richiedono la partecipazione attiva dei familiari nell’assistenza sanitaria

Il Ministero della Difesa dovrà emanare una nuova circolare, entro giugno, con ulteriori chiarimenti per quel che riguarda i congedi militari, per maternità o per assistenza a familiari con handicap per il personale del comparto difesa.

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
Congedo Parentale Militari: parità tra uomini e donne 5.00/5 (100.00%) 1 Vota questo articolo

La normativa che regola i congedi parentali in ambito militare, siano essi riferiti a uomini o a donne, è stata ampliata e modificata pochi anni fa.
L’ultimo intervento riguarda addirittura la corte europea che ha tenuto a precisare la completa parità tra uomini e donne in questo ambito con sentenza del 22 marzo 2012 : “nella società contemporanea gli Stati devono riconoscere una piena eguaglianza tra uomini e donne nella responsabilità della crescita dei figli. Non solo. E’ evidente che imporre limitazioni agli uomini costringe i padri a fare una scelta tra contribuire alla crescita dei propri figli e seguire la propria carriera mentre un’analoga scelta non è imposta alle donne che possono usufruire dei congedi. Di qui la rimozione di ogni differenza di trattamento nel settore dei congedi parentali, anche per i militari ”.

 

Foto: Net1news

La corte europea si è espressa proprio in merito al ricorso di un militare russo a cui era stato negato un congedo parentale per stare vicino a propri figli a seguito del divorzio dalla moglie. Gli alti vertici militari avevano giustifica la negazione adducendo ragioni di carattere culturale, ritenendo da sempre il congedo parentale una prerogativa prettamente femminile.
In linea di massima possiamo dire che la regolamentazione sui congedi parentali si rifà al D.L. 151 del 26 marzo 2001, ampliato già due anni dopo e successivamente di nuovo modificato.
Il titolo del D.L. trae leggermente in inganno rispetto agli intenti del legislatore: esso infatti s’intitolaTesto Unico a tutela della maternità e della paternità”, ma l’ottica con la quale è stato concepito tale documento fa riferimento alle esigenze esclusive del nascituro, ancora prima che a quelle dei genitori.

 

Congedo Parentale Militari

Per poter ottenere il congedo parentale è necessario avvisare la propria linea gerarchica e farne richiesta con almeno 15 giorni al proprio comandante di corpo di anticipo rispetto alla fine della maternità obbligatoria ed entro il compimento del terzo anno di vita del bambino .
Le stesse condizioni valgono anche se l’altro coniuge non svolge un lavoro che preveda l’elargizione di congedi parentali, come ad esempio la casalinga .
Complessivamente si tratta di 6 mesi non necessariamente continuativi; nei primi 45 giorni la retribuzione è al 100% mentre nei rimanenti giorni la stessa scenda al 30%.
È bene specificare che i congedi parentali NON possono mai essere negati adducendo motivazioni di servizio. È importante specificare questo, poiché in molti casi è possibile che in un primo tempo venga fatto un tentativo nella speranza che il richiedente desista dalla richiesta.

 

Fonti: Marinacastellaneta / Il nuovo Giornale dei Militari / AlessandroRumore.com

 

Share and Enjoy