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”Dobbiamo saper cogliere le opportunità che ci offre la legge per la revisione dello strumento militare recentemente approvata dal parlamento e ci aspettiamo un sostegno politico per mantenere le forze armate efficienti, altrimenti l’Italia perde il suo ruolo fondamentale”. Nella sostanza e nella filosifa guida, il cambio ai vertici dello stato maggiore non ha modificato lo spirito d’azione.

 

L’Amm. Binelli abbraccia appieno la filosofia del predecessore e delle istituzioni

L’avvicendarsi quindi dell’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli nel ruolo di nuovo capo di stato maggiore al posto del generale Biagio Abrate, la cui cerimonia si è svolta presso la caserma Gandin, sede del comando di brigata e del primo reggimento Granatieri di Sardegna a Roma, non ha di fatto visto alcun cambiamento di tendenza rispetto alla riforma dello strumento militareapprovata dal parlamento e fortemente criticata da più parti.

Il neo eletto ammiraglio ha poi sottolineato nel suo discorso di insedimaneto l’assoluta necessità di “rendere sostenibile il sistema di sicurezza e difesa, assicurandone capacità coerenti con gli interessi e il ruolo della nazione, anche nel contesto delle Alleanze e delle organizzazioni internazionali cui aderisce”.

Dichiarazioni in linea con quelle del segretario generale della Nato Anderd Fogh Rasmussen che a Bruxelles, durante una conferenza stampa, nella quale dopo aver ribadito la non interferenza dell’associazione internazionale nelle politiche interne dei singoli paesi membri ha precisato che “dà per garantito che gli alleati prendano decisioni che assicurino all’Alleanza nel suo insieme la capacità necessaria per affrontare le sfide di oggi (…) Certo, investire nella difesa non risolve i nostri problemi economici, ma se tagliamo troppo e per troppo tempo rischiamo di rendere l’attuale situazione economica anche peggiore di come è adesso. Ma la nostra prosperità dipende dalla nostra sicurezza”.

Il Ministro Di Paola presente al passaggio di consegna non ha mancato di ricordare come lo strumento di riforma militare sia un passo obbligato che non può conoscere tentennamenti nel suo percorso, percorso che il nuovo Capo di Stato Maggiore dovrà affrontare e far rispettare senza indugio: “sarai il primo militare d’Italia, quello che dovrà fare sempre il primo passo perché gli altri lo seguano, quello che dovrà attuare con coraggio e senza tentennamenti o passi a ritroso la riforma dello strumento militare“, ha detto il ministro rivolgendosi proprio al nuovo capo di stato maggiore della Difesa.

Subito diverse le associazioni di categoria dei militari hanno replicato senza mezzi termini: “concordiamo, conoscendo testo e conseguenze della Revisione dello Strumento Militare, che la Riforma è, e sarà, un percorso impervio e non gradevole per migliaia di militari che dovrebbero affrontare, senza tutele e diritti, gravi problemi lavorativi, economici, sociali e familiari. NON concordiamo sul fatto che sia “indifferibile“ e soprattutto che NON si possano fare passi indietro”.

 

Fonti: grnet / militariassodipro / italnews

 

Valentina

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