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Per non dimenticare: Cerimonia ai Caduti per Servizio 5.00/5 (100.00%) 1 Vota questo articolo

Ieri a Torino c’è stata una cerimonia per onorare le vittime, militari e civili, che hanno perso la vita in servizio. Il Monumento ai Caduti per Servizio è stato il principale testimone dell’evento, per ricordare che ci sono molte persone in Italia, appartenenti alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine, alla Pubblica Amministrazione statale e locale, ecc… che hanno dato la vita per la pace e la democrazia o per la lotta contro la criminalità.

 

 

 

La cerimonia è stata organizzata per l’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio Istituzionale che raggruppa tutti i lavoratori presso le amministrazioni e istituzioni pubbliche che hanno riportato mutilazioni ed infermità per causa di servizio militare e civile. Quest’associazione ha come principale obiettivo, il riconoscimento dei valori morali e dei diritti degli invalidi per servizio e delle loro famiglie.

 

Nella foto il vicepresidente vicario del Consiglio Comunale, Silvio Magliano; il procuratore Marcello Maddalena e il procuratore, Gian Carlo Caselli con altre autorità.

 

 

Per Non dimenticare

 

Gli ultimi 50 anni della storia italiana sono purtroppo pieni di episodi amari, di morte e di sangue. Parliamo dei nostri militari caduti nel Congo, In Afghanistan, nei Balcani o in Iraq; le vittime della criminalità organizzata o della mafia; i caduti delle forze dell’ordine nella lotta contro il terrorismo, ecc….

 

L’elenco delle vittime è lungo e, proprio per questo, bisogna ricordarle. Il generale Vittorio Ghiotto, Presidente della Sezione Provinciale della Unione Nazionale Mutilati e Invalidi, ha affermato ieri durante la cerimonia che non è possibile oltre a questi nomi “dimenticare la schiera ancor più numerosa di altrettanti eori, che sono però senza voce e senza volto: a tutti loro va il pensiero deferente e la riconoscenza della Patria. Così come la nostra solidarietà umana e il profondo rispetto vanno ai familiari dei caduti che hanno saputo vivere con profonda dignità grandi tragedie personali”.

 

L’obbiettivo di questo tipo di eventi non è “vivere nella tristezza del ricordo, ma ricordare ciò che vale le merita con quell’ammirazione e quella gioia capaci di conferire uno slancio positivo e contagioso”.

 

Foto: Alberto Alpozzi

 

 

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