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Il prossimo 22 giugno ci sarà un appuntamento importante per il comparto militare italiano. La Commissione parlamentale d’inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie, che hanno colpito soldati italiani in missione all’estero negli ultimi anni, per cause correlate all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici come l’uranio impoverito. Uno dei protagonisti dell’evento sarà il sottufficiale dell’ Aeronautica Militare, indagato per il reato di disobbedienza aggravata “solo per aver rifiutato il consenso ad un ciclo vaccinale che gli avevano imposto i suoi superiori”, secondo ha informato l’avvocato militare Giorgio Carta, che lo assiste nel giudizio assieme all’avvocato Gabriella Casula.

 

L’avvocato ha segnalato che il militare indagato rischia fino ad un anno di carcere per rifiutarsi ad essere vaccinato. La difesa solleciterà la Commissione parlamentare sulle vittime dell’uranio a riconoscere “almeno il principio per cui nessun militare può essere obbligato a subire un trattamento vaccinale contro la sua volontà”.

 

In questo senso, Giorgio Carta considera “sconcertante che, a fronte di una norma costituzionale che chiaramente proibisce trattamenti sanitari obbligatori, se non sono stabiliti con legge, un militare possa rischiare il carcere solo perché ha rifiutato un trattamento sanitario che egli ritiene pericoloso per la propria salute”.

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