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Avv. Carta: “le donne sono molto più coraggiose nella difesa dei propri diritti”. 2.00/5 (40.00%) 1 Vota questo articolo

Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato un articolo sulla presenza delle donne nell’Esercito Italiano e sull’importanza di lavorare ancora tanto per raggiungere l’ugualità tra soldati e soldatesse. Abbiamo consultato un ex ufficiale dei carabinieri, esperto di diritto militare, quale l’avvocato Giorgio Carta, secondo il quale “l’ingresso delle donne ha senz’altro avuto un effetto benefico per l’esercito “perché le soldatesse sono molto più coraggiose degli uomini allorché difendono i propri diritti e quelli dei colleghi.  Ovviamente, in battaglia, non sono forti fisicamente come i colleghi maschi, ma hanno mediamente più propensione a farsi rispettare dai superiori. Nella mia esperienza professionale, noto che dietro ai ricorsi collettivi, spiccano quali promotrici proprio le donne“.

 
Una teoria che ricorda gli studi svolti da Laura Miller e Charles Moskos, in Somalia: “si è verificata la capacità delle donne di portare un punto di vista nei confronti delle popolazioni locali molto più empatico, molto più flessibile, molto più in grado di instaurare un dialogo di quanto non avvenisse ai maschi”.

 
L’avvocato Carta spiega che, “a differenza che in altri paesi, in Italia non si riscontra un apprezzabile problema  di accettazione dei militari omosessuali. viceversa l’ingresso delle donne ha, specie all’inizio, registrato alcune difficoltà relazionali con i colleghi e i superiori, trattandosi di un settore ancora sensibilmente maschilista”.

 
D’altra parte, l’esperto assicura che in base alla sua esperienza nella difesa dei diritti delle donne soldato, non è  possibile generalizzare e che il trattamento varia da caso a caso: “abbiamo comandanti seri e altri meno seri, come nel mondo civile, e la tendenza generale è quella della normalizzazione dei rapporti. Ovviamente, il comandante meno serio ha, rispetto al normale capo ufficio, strumenti di pressione molto più forti, specie con il personale militare precario, i volontari in ferma prefissata e questo determina situazioni anche gravi, di cui purtroppo mi sono talvolta occupato. Il consiglio, per questi casi, è di reagire subito e di denunciare gli abusi“.

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