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Marina-Esercito: Accordo Epocale Verso Strumento Militare Interforze 3.00/5 (60.00%) 1 Vota questo articolo

Accordo epocale tra marina ed esercito. Galeotti i futuri elicotteri Augusta AH-129D che potranno infatti essere usati anche dalle forze navali, seppure saranno in dotazione dell’esercito.

 

La firma è stata apposta dal comandante del 6° Reparto Aeromobili della Marina, ammiraglio di Divisione Paolo Treu, e dal comandante dell’AvEs, l’aviazione dell’esercito, generale di Corpo d’Armata Enzo Stefanini e nonostante non abbia ricevuto alcun tipo di eco sugli organi di stampa, si tratta di un accordo che segna la storia di entrambi i corpi militari.

 

Tale accordo infatti è la conclusione di anni di sperimentazioni iniziate nel lontano 1992 tra i marines americani e che sono sfociate in un programma strutturato e sistemico con lo scopo di migliorare la capacità di gestione delle operazioni dal mare alla terraferma.

 

Nello specifico l’accordo si basa principalmente sull’aspetto dell’addestramento dei piloti dell’esercito che, essendo operativi su campi terrestri, non hanno capacità di gestione dei mezzi in ambito navali.

 

La formazione dei piloti avverrà attraverso lo scambio dei rispetti istruttori: in una prima fase un gruppo appartenente alla Marina acquisirà l’abilitazione al volo sugli AH-129D. successivamente i piloti dell’AvEs riceveranno l’addestramento degli istruttori dell’Aviazione Navale le conoscenze necessarie per acquisire la “Caratteristica Bravo”, ovvero la capacità di decollo e appontaggio sulle unità navali e la padronanza di tutte le altre capacità e delle procedure indispensabili per volare in ambiente “sea”.

 

Chiaramente anche i mezzi dovranno essere adeguati alle nuove esigenze e tale adeguamento avverrà in base alle risorse economiche ristrette, quindi con un rapporto costo/efficienza molto stretto. La modifica più incisiva sui mezzi riguarderà il kit che consentirà il ripiegamento delle pale per ridurre gli ingombri e rendere il mezzo compatibile con  gli spazi degli hangar navali, decisamente ridotti.

 

La vera forza di questo accordo, al di là della formazione complessa dei nuovi piloti e dell’alta tecnologia dei mezzi impiegati riguarda un aspetto più astratto: si tratta di un vero passo avanti nel progetto ambizioso di creare uno strumento militare interforze, che leghi inscindibilmente molte, se non tutte, le forze militari in campo, permettendo un integrazione anche a livello economico di risorse, azzerando sprechi e ottimizzando gestione e costi.

 

Fonte: Linkiesta / Wikipedia


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