Archivi per agosto, 2013

Marò. Una Storia Senza Fine…Ma Con Tanti Misteri 4.50/5 (90.00%) 2 Vota questo articolos

Sembra senza fine la vicenda dei nostri due marò imprigionati in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. E ogni giorno di più si arricchisce di dettagli e decisioni che lasciano l’amaro in bocca e lo stupore negli occhi.

 

Latorre e Girone ancora confinati in India

Latorre e Girone ancora confinati in India

L’ultima in ordine di tempo è la fretta che improvvisamente la polizia indiana fa trasparire nel voler chiudere questa drammatica vicenda. ”Le indagini sono in uno stato avanzato, le prove e le testimonianze utili per l’istruttoria sono sufficienti, il rapporto contenuto nei capi d’accusa può prescindere dalla loro testimonianza. Eventualmente potremmo inviare più tardi un supplemento dell’inchiesta“.

Con questa dichiarazione la polizia indiana mortifica la testimonianza degli altri quattro fucilieri a bordo dell’Enrica Lexie quel tragico 15 febbraio 2012 durante l’incidente al largo del Kerala, nel quale morirono i due pescatori indiani.

 

In realtà esiste anche un’impossibilità oggettiva d’interrogatorio in quanto lo stesso non può avvenire in India, ma come suggerito dal ministro della difesa Mario Mauro “quattro fucilieri di Marina possono anche essere ascoltati dagli investigatori indiani in Italia” (…) “Non c’è alcun un rifiuto e il fatto che gli altri fucilieri di Marina non si recheranno in India è perché la legge indiana prevede altre modalità per rendere testimonianza in casi di questo genere“.

Sulla questione si attende un parere legale per capire se e come procedere.

 

Se tutta questa fretta improvvisa della polizia indiana si traduce, come crede e dichiara la Farnesina, in una decisione a favore dei nostri militari, allora ben venga una certa velocità nel riportarli a casa. Ma c’è da chiedersi da dove derivi tutta questa fiducia delle nostre istituzioni verso quelle indiane…

 

La vicenda acquista un alone di nuovo mistero se si aggiunge il particolare del presunto coinvolgimento della chiesa cattolica indiana da parte del governo asiatico per facilitare l’arrivo dei quattro fucilieri testimoni per l’interrogatorio con la polizia locale. Iniziativa questa, che si è rivelata fallimentare e non ha avuto seguito. Ma non per un ripensamento da parte delle istituzioni indiane, bensì per un rifiuto da parte della conferenza episcopale indiana che ha dichiarato alle pagine del quotidiano The New Indian Express di non voler essere coinvolta in questa storia internazionale, dopo l’operazione di mediazione condotta con le famiglie delle due vittime che portò al pagamento di un indennizzo da parte dell’Italia.

 

Fonti: grnet / larepubblica/ lastampa / lettera43

 

 

 

Marina Militare Concorsi: Guida alle Prove per entrare in accademia 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Marina Militare Concorsi: a cosa consistono gli esami per entrare in Marina Militare.

 

La prima cosa da fare per entrare in Marina è la scelta del corpo.

 

marina militare concorsi

Foto: Marina.difesa.it

-          Corpo di Stato Maggiore: gli ufficiali appartenenti al Corpo di Stato Maggiore assumono incarichi di responsabilità a bordo delle navi e nei reparti specialistici della Marina.

-          Corpo del Genio Navale: gli ufficiali del genio navale della Marina eseguono un servizio tecnico e di direzione delle Unità navali e dei sommergibili. Inoltre, sono i responsabili della gestione degli impianti di sicurezza della piattaforma.

-          Corpo sanitario militare marittimo: gli ufficiali medici assumono incarichi di capo componente sanitaria e successivamente, a realizzare il loro lavoro sanitario presso gli enti sanitari terrestri della marina.

-          Corpo di Commissariato Militare Marittimo: gli ufficiali del corpo di commissariato assumono incarichi di molta responsabilità a bordo delle navi, tra cui la gestione amministrativa e finanziaria, l’approvvigionamento e la gestione dei materiali e  la consulenza in materia legale.

-          Corpo della Capitaneria di Porto: alcune delle responsabilità degli ufficiali del corpo della capitaneria di porto sono la ricerca e soccorso in mare, la sicurezza a bordo, la protezione dell’ambiente marino, il controllo sulla pesca o la gestione delle emergenze.

 

 

Marina Militare Concorsi: Le prove

 

Una volta scelto il corpo di cui vuoi far parte puoi iniziare a preparare i Marina Militare Concorsi, che vengono realizzate normalmente una volta all’anno.  Vediamo a cosa consistono:

 

Prova Preliminare Marina Militare Concorsi

 

Per realizzare i Marina Militare concorsi è necessario superare un prova previa, di cultura generale, che si svolge solitamente durante il primo trimestre dell’anno. La prova consta di 180 quesiti, 60 di cultura generale e 120 di logica, di risposta multipla. Questa prova ha l’obiettivo di analizzare le capacità logico-deduttive e di ragionamento matematico dei candidati.

 

Prova Scritta Marina Militare Concorsi

 

Questa è la prova principale dei Marina Militare Concorsi e si svolge normalmente tra marzo e aprile. Si tratta di sviluppare un argomento di cultura generale, durante un massimo di 6 ore. L’obiettivo è controllare la capacità di redazione in italiano da parte del concorrente, la sua maturità di pensiero, l’attitudine al ragionamento e la capacità di scrivere in modo chiaro, semplice e corretto.

 

Tirocinio

 

Per superare i Marina Militare Concorsi è inoltre necessario realizzare un tirocinio presso l’Accademia Navale di Livorno. Questo tirocinio ha una durata di circa 8 giorni nei quali i candidati vengono sottoposti a:

- prove sanitarie per verificare l’idoneità fisica

- accertamenti attitudinali tramite diversi test e un’intervista personale di selezione.

- Prova orale di 20 minuti su algebra, geometria e trigonometria.

- Prova orale di lingua straniera (facoltativa)

- Prove fisiche  ( nuoto, salto in alto, piegamenti sulle braccia, corsa piana 1000 m.)

 

Per saperne di più sui diversi corpi della Marina Militare e fare la scelta giusta, vai alla Guida per la Scelta del Corpo della Marina.

 

Fonti: Marina Militare / Concorsimilitari.it

 

 

 

 

Regolamento Pensioni. Mai Tanto Lontani Dalla Riforma 2.56/5 (51.11%) 9 Vota questo articolos

 

Il tema delle pensioni è uno di quelli più scottanti e che legislatura dopo legislatura, governo dopo governo, è stato cambiato radicalmente nei modi e nei termini in base alle categorie di lavoratori. Districarsi in questo labirinto di norme emanate e non tutte attuate sono davvero difficile.

Proveremo a farlo insieme in questo articolo.

regolamento pensioni militariIniziamo con il precisare che l’esercito, il comparto sicurezza e il soccorso pubblico non sono direttamente coinvolti dal decreto legge “salva Italia” n. 201 del 6 dicembre 2011. Tuttavia l’articolo 24 al comma 18 risulta uno dei più importanti perché implica il tenere conto delle singole peculiarità ed esigenze del personale di settori come Forze armate, Arma dei Carabinieri, Corpo della guardia di finanza, Forze di polizia a ordinamento civile – Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Purtroppo però, non essendo ancora stato adottato questo regolamento, per ciò che concerne le pensioni dell’esercito si continua ad applicare i requisiti tuttora in vigore. La mancata approvazione di questo decreto, slittata un numero indicibile di volte e per i più disparati motivi, secondo il segretario del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari e Forze di Polizia, Marco Comellini, sarebbe dovuto essere abbandonato per lasciare spazio a una nuova normativa. Questo in effetti si è realizzato con il governo Letta, che alla prospettiva di un bombardamento di ricorsi davanti al tribunale amministrativo ha preferito fare marcia indietro e ricominciare daccapo.

 

Quello Che Di Certo Esiste Sulle Pensioni Dei Militari

 

Non essendoci ancora alcuna riforma in procinto di essere approvata, per ciò che riguarda le pensioni del personale militare e delle forze armate, si continua a fare riferimento al sistema pensionistico relativo al 2004—007 che imponeva il limite di età anagrafica che poter accedere al regime previdenziale in 60 anni.

Tuttavia a partire dal 2018, l’accesso alla pensione di vecchiaia per sottufficiali, graduati e militari di truppa salirebbe fino al compimento del sessantaduesimo anno. Per la pensione di anzianità invece è necessario raggiungere il traguardo dei 42 anni e tre mesi di contributi.

Facendo un passo indietro e tornando a parlare dell’età pensionabile dei militari, le associazioni di categoria dl settore non ritengono sia logico né razionale adeguare l’età pensionabile del personale del comparto sicurezza con quella del resto del mondo del welfare: come si può mandare in piazza a fronteggiare ragazzini ventenni, dei militari di 50 o 60 anni? Sarebbe una decisione controproducente rispetto al servizio da svolgere e se ne pagherebbe in termini di incolumità dei soggetti.

Rimane poi ancora aperta la questione dell’ausiliaria, altro tema scottante su cui istituzioni e categorie faticano a trovare un punto d’incontro.

La verità è che se l’estate sta scorrendo bollente e afosa, l’autunno, con queste basi, non si preannuncia meno rovente.

 

 

fonte: businnessvox / ficiesse / ilnuovogiornaledeimilitari

 

 

 

Ordinamento Militare: Cos’é e a Cosa Serve?

22 agosto 2013 inviato da Staff
Ordinamento Militare: Cos’é e a Cosa Serve? 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Ordine Militare: Con decreto legislativo 66/2010 il 9 ottobre del 2010 entrava in vigore il “codice dell’ordinamento militare: 1085 norme con lo scopo di semplificare con l’integrazione in un unico testo una serie di norme e regolamenti che disciplinano appunto l’ordinamento militare e che per anni si sono susseguite e accumulate senza un ordine preciso.

 

In Cosa Consiste Davvero il Codice Dell’Ordinamento militare?

 

ordinamento militare L’ordinamento Militare non è una vera e propria legge ma  un codice che di fatto riassetta “la disciplina vigente relativa alle Forze armate, attraverso l’individuazione della struttura e delle funzioni proprie dell’Amministrazione della difesa ripercorrendo l’organizzazione di questa, sia a livello centrale, che a livello operativo, con l’analisi della suddivisione delle Forze armate e i compiti a queste assegnati. …A tali fini è stato necessario assemblare numerose fonti normative, a volte anche molto risalenti, coordinandole tra loro, ed adeguandole allo status quo, in modo da ottenere un quadro normativo organico e coerente dello strumento militare, finalmente collocato in un unico testo”.

Di fatto con l’introduzione dell’ordinamento militare sono state abrogate migliaia di articoli e regole che da sempre hanno cercato di dare un’organizzazione al mondo militare; in particolare con l’ordinamento militare si è disciplinato:

1)    il Consiglio Supremo di Difesa

2)    l’amministrazione della difesa (Ministro, ministero, area tecnico operativa, area tecnico amministrativa, area tecnico industriale e Giustizia militare);

3)    le Forze armate

Con Decreto legislativo 500 del 2012 poi il parlamento ha provveduto poi a rettificare alcune norme previste nell’ordinamento militare. Tali modifiche si sono svolte su 3 fronti:

  • eliminare imperfezioni del testo
  • completare il riassetto delle fonti previgenti;
  • recepire il cosiddetto jus superveniens, riferito a disposizioni di rango primario introdotte nell’ordinamento militare successivamente all’approvazione definitiva del Codice (12 marzo 2010).

Ordinamento Militare: Questioni Ancora Aperte

Tra gli oltre 1000 articoli previsti dall’ ordinamento militare ce ne sono due in particolare che hanno suscitato polemiche e critiche: il primo è il numero 297 che abolisce il Decreto Legislativo 14.2.1948 n. 43 che prevedeva il carcere da 1 a 10 anni  per “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere” azioni di violenza o minaccia”.

Direttamente collegato a questo, c’è l’articolo 1472 che recita “  militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare, di servizio o collegati al servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”.

 La forte polemica che questo articolo, e in generale il labile rapporto politica/militari, ha creato molti malumori all’interno del mondo militare dopo la divulgazione dell ‘ordinamento militare prima di tutto perché gli stessi militari si sentono dipendenti statalidi serie B. Non sono anch’essi prima che militari, uomini e donne, quindi liberi cittadini con pari diritti e doveri dei fratelli senza divisa? Su questo punto le istituzioni e i vertici delle forze armate e i militari stessi non hanno ancora trovato una posizione univoca neanche all’interno dell’ ordinamento militare.

Proprio dall’ambito militare arriva il grido dall’allarme su quanto sia pericoloso allontanare la divisa dalla realtà civile: “il tentativo di isolare il cittadino militare dal resto della società, perciò, appare una strada molto pericolosa, che lede proprio quella posizione di apoliticità delle FF.AA. e delle Forze di polizia militarmente organizzate, posta a presidio delle istituzioni democratiche”.

 

Fonte: ficiesse / grnet / militari.info / senato / nsd

 

 

Persomil: Il Portale dei Militari per i Militari

19 agosto 2013 inviato da Staff
Persomil: Il Portale dei Militari per i Militari 2.25/5 (45.00%) 4 Vota questo articolos

Persomil è il portale online del Ministero della Difesa incaricato della gestione del personale militare e di fornire informazioni su arruolamenti, concorsi e altre pubblicazioni. Nello specifico, e grazie al decreto 22 giugno 2011, Persomil amministra il personale militare in materie come:

-          Reclutamento di personale

-          Avanzamento di grado

-          Ricompense

-          Stato giuridico

-          Trattamenti economici

-          Documentazione caratteristica e matricolare

-          Informatizzazione delle procedure

-          Riconoscimento delle qualifiche

-          Conferimento di ricompense

-          Pubblicazione di circolari

-          Pubblicazioni di bandi di concorso

 

Persomil è composto di 6 reparti, 16 divisioni e 5 servizi.

 

Persomil: Organigrama

 

Persomil: Sede, informazioni e contatti

La Direzione Generale per il Personale Militare, Persomil, si trova a Roma, presso il Centro Direzionale per il Personale “Maresciallo d’Italia Giovanni Messe” (viale dell’Esercito, 186, Roma).

Per contattare Persomil online: persomil@postacert.difesa.it

Marina Militare Italiana: Requisiti per entrare in accademia 4.00/5 (80.00%) 3 Vota questo articolos

Marina Militare Italiana: Guida ai requisiti per entrare in accademia.

Far parte della Marina Militare Italiana è il sogno di molti giovani interessati alla carriera militare. Oggi, entrare in accademia della Marina Militare Italiana è semplice, ma bisogna superare un concorso. Vediamo quali sono i requisiti per accedere ai concorsi per l’accademia Marina Militare Italiana.

 

Requisiti Generali Marina Militare Italiana


marina militare italiana

Foto: Marina Militare

Gli aspiranti a far parte della Marina Militare Italiana devono avere determinati requisiti. Queste qualità generali sono comuni a tutte le accademia che permettono di entrare nelle diverse forze armate.

 

-          Età compresa tra 17 e 22 anni.

Questo limite è elevato di una durata pari all’effettivo servizio militare prestato, fino alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione al concorso Marina Militare Italiana, comunque non superiore a tre anni, per coloro che prestino o abbiano prestato servizio militare nelle Forze armate.

Nel caso di concorrenti minorenni, è necessario presentare il consenso dei genitori o del tutore.

 

-          Cittadinanza Italiana

 

-          Diritti politici e civili

 

-          Idoneità fisica, attitudinale e psicologica

 

-          Diploma di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale

 

-          Non essere stati dichiarati “obiettori di coscienza” ovvero ammessi a prestare “servizio civile”.

 

Requisiti fisici richiesti per la Marina Militare Italiana

 

Per far parte della Marina Militare Italiana è necessario inoltre rispettare alcuni requisiti specifici.

-          Statura: la statura richiesta per entrare in Marina Militare Italiana è compresa tra 1,65 e 1,95 m. nel caso dei uomini; e compresa tra 1,61 e 1,95 m. nel caso di aspiranti donne

-          Vista: Le esigenze sono diverse in base al corpo in cui l’interessato intende prestar servizio. Ad esempio, per far parte del corpo di stato maggiore è richiesto un visus corretto 10/10 in ciascun occhio, dopo aver corretto con lenti ben tollerate il vizio di rifrazione che non dovrà superare 1,75 diottrie per la miopia, 2 diottrie per l’ipermetropia, 0,75 diottrie per l’astigmatismo di qualsiasi segno e asse. La correzione totale non dovrà comunque superare 1,75 diottrie per l’astigmatismo miopico composto e 2 diottrie per l’astigmatismo ipermetropico composto. Senso cromatico normale accertato con tavole di Ishihara;

 

Per far parte dei corpi del genio navale, delle armi navali, del commissariato militare marittimo, delle capitanerie di porto, e sanitario militare marittimo: visus corretto non inferiore a 10/10 in ciascun occhio, dopo aver corretto con lenti ben tollerate il vizio di rifrazione che non dovrà superare le 3 diottrie per la miopia e l’astigmatismo miopico composto, le 3 diottrie per l’ipermetropia e l’astigmatismo ipermetropico composto, le 2 diottrie per l’astigmatismo miopico ed ipermetropico semplice, le 1,5 diottrie per la componente cilindrica negli astigmatismi composti, le 3 diottrie per l’astigmatismo misto o per l’anisometropia sferica ed astigmatica, purché siano presenti la fusione e la visione binoculare. Senso cromatico normale accertato alle lane.

 

-          Udito: Per poter accedere al concorso Marina Militare Italiana è necessario superare una prova per certificare la capacità uditiva dei candidati in camera silente. Non saranno tollerate perdite uditive monolaterali superiori a 35 Decibel fino alla frequenza di 4000 Hertz ed una perdita uditiva bilaterale con P.P.T. compresa entro il 20%.

-          Dentatura in buone condizioni.

Non saranno ammessi al concorso per la Marina Militare Italiana i candidati con disturbi della parola.

 

Carriera Marina Militare Italiana

marina militare italiana

 

 

 

 

Per controllare i concorsi in atto nella Marina Militare Italiana, segue questo link: Concorsi Marina Militare

 

Fonti: Marina Militare Italiana / Concorsi Militari

 

 

Cessazione Anticipata Dal servizio. Nonostante Le Riforme E’ Ancora Possibile 4.50/5 (90.00%) 4 Vota questo articolos

 

La revisione dello strumento militare è un obiettivo che va perseguito con forza per avere delle forze armate efficienti dove i militari e i civili che compongono il sistema della difesa, le famiglie, possano auspicare maggiore benessere e nello stesso tempio più` garanzie e più` sicurezze, meno precariato”. Questa la dichiarazione a caldo del Ministro Mauro sulla famigerata riforma dello strumento militare.
Se si considera i tagli al personale e agli istituti fisici, previsti in questa riforma e in parte già anche approvati e attuati, la dichiarazione del ministro suona quantomeno anomala.
Tuttavia vogliamo ricordare anche che esiste la possibilità di cessazione anticipata dal servizio per tutti i militari che lo vorranno e che avranno raggiunto i requisiti previsti per legge.

cessazione anticipata dal servizio

Dopo l’ultima riforma previdenziale in ordine di tempo infatti al posto dei vecchi trattamenti di anzianità è stata inserita la possibilità di pensione anticipata con ritiro dal servizio in gestione all’ente INPS.

 

 

Requisiti Di Accesso Alla Cessazione Anticipata Dal Servizio

 

Con 42 anni e 5 mesi di servizio per gli uomini e 41 e 5 mesi per le donne è possibile quindi andare in pensione anticipata cessando di fatto prima del tempo il proprio servizio per lo stato.
La sostituzione con questo assegno dei vecchi trattamenti di anzianità, se da una parte ha diminuito l’età anagrafica e di servizio richiesta come requisito minimo, ha stretto la morsa circa tutti gli altri requisiti, che peraltro si modificheranno nel corso del tempo avvenire.
Gli uomini potranno andare in pensione anticipata con 42 anni e 5 mesi di carriera alle spalle fino al 2014. Da lì in avanti si sale a 42 anni e 6 mesi. Stesso ragionamento vale per il personale delle forze armate femminile: fino al 2014 basteranno 41 anni e 5 mesi di servizio; da quella data in avanti serviranno 42 anni e 6 mesi di servizio.
Un altro aspetto che cambierà in futuro, esattamente tra 5 anni, riguarda l’età anagrafica: per cessare il servizio oltre ai requisiti retributivi sarà infatti necessario il compimento del 62 anno di età. Il militare che deciderà comunque di ritirarsi dal servizio potrà farlo, ma subirà una decurtazione dell’assegno di circa l’1% per ogni anno di età che manca al compimento del sessantunesimo e diventa del 2% se l’età di partenza è inferiore ai 60 anni.
Prima dell’attuazione di questi cambiamenti ci sarà un periodo di transizione che permetterà ai militari di accedere alla pensione anticipata senza penalizzazioni di carattere economico se si saranno raggiunti i requisiti contributivi – cioè i 41 anni e mezzo o i 42 anni e sei mesi – entro il 2017.
Va precisato che nei conteggi contributivi non vengono considerati i periodi coperti da cassa integrazione straordinaria o il riscatto dell’università.

 

 

Fonte: militareassodipro / panorama / forzearmate/ inps

Trasferimento Carabinieri. Tipologie e Modalità

5 agosto 2013 inviato da Staff
Trasferimento Carabinieri. Tipologie e Modalità 3.17/5 (63.33%) 12 Vota questo articolos

Quando si parla di trasferimento carabinieri e più in generale per tutte le forze armate,  si intende un vero e proprio cambio nel rapporto di lavoro

Prima della privatizzazione del rapporto di pubblico impiego civile, il trasferimento carabinieri era un atto disciplinato dell’apposito Testo Unico, d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, all’art. 32. Poi arriva la legge n. 241 del 1990 che detta i principi fondamentali in tema di trasferimento carabinieri e in generale delle forze militari.

 

trasferimento carabinieri

La legge 190 in realtà convive e trova i suoi limiti in vari regolamenti interni e circolari che esplicitano e dettano ulteriori criteri direttivi nella materia del trasferimento carabinieri, rendendo di fatto la questione differente dal resto dei dipendenti statali tenendo in considerazione la specificità di settore.

 

Trasferimento Carabinieri: Come Funziona

 

Il trasferimento carabinieri si concretizza come primo passo nella necessità primaria e non più derogabile dell’amministrazione o del soggetto attivo richiedente. I carabinieri che richiedono un trasferimento devono rispondere a requisiti precisi e ben determinati, in base alle necessità del ruolo di destinazione.

A questa analisi generale sul trasferimento carabinieri, facciamo seguire adesso un’analisi più dettagliata delle tre tipologie riconosciute di trasferimento carabinieri:

-      trasferimenti carabinieri a domanda, dove è il diretto interessato che muove la richiesta alla propria amministrazione, la quale nell’ottica dell’interesse pubblico, può decidere se accettarla oppure no.

-      trasferimenti carabinieri d’autorità si configurano quando la decisione arriva in modo perentorio dall’amministrazione, senza che i carabinieri possano in qualche modo. In questo caso i militari sulla base dell’art. 1 comma 1 della legge 100/1987 godranno di un trattamento economico superiore grazie all’indennità mensile di trasferimento.

-      trasferimenti carabinieri per servizio rappresentano la via di mezzo tra le altre due tipologie di trasferimenti appena descritti e implicano una sorta di collaborazione tra l’amministrazione e il richiedente circa l’attivazione del procedimento, ma la  decisione rimane pur sempre un atto amministrativo emanato dall’autorità competente.

Esattamente come per i provvedimenti civili, anche per il trasferimento carabinieri è necessario che venga esplicitata la motivazione dell’atto; la legge 241/1990 infatti è applicabile anche ai procedimenti amministrativi militari di trasferimento.

Riconoscere le motivazione del trasferimento carabinieri significa anche renderlo impugnabile di fronte all’autorità qualora si renda necessario e, dall’altra parte, anche l’amministrazione può tutelarsi.

 

Revoca Del Trasferimento Carabinieri

 

Direttamente collegato alla possibilità di impugnare i provvedimenti di trasferimento carabinieri, esiste la revoca del provvedimento stesso. In questo caso è il militare a chiedere all’amministrazione la revoca dell’atto di trasferimento, obbligandola di fatto a dar corso a un procedimento al contrario, nel quale vengono comparati gli interessi della cosa pubblica e di quella privata. Gli atti di revoca del trasferimento carabinieri rispondono agli stessi requisiti procedurali dei trasferimenti carabinieri “a domanda” e “d’autorità”, contenuti nei regolamenti ministeriali attuativi degli articoli 2 e 4 della legge n. 241/1990.

 

fonte: carabinieri / grnet / ogginotizie

 

Valentina Stipa