Archivi per luglio, 2013

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Divisione Ariete: Il 132 Reggimento Carri della Brigata Corazzata Ariete è un’unità di alto valore dentro dell’Esercito Italiano e delle Forze Armate in Generale. La divisione ariete, nata nel 1937, ha il compito di custodire e conservare la memoria storica: unico e vero tesoro di una nazione e del suo popolo.

 

La divisione ariete è la prima unità corazzata dell’Esercito, distrutta e ricostituita diverse volte, è ad oggi alimentata con militari volontari e inserita fra le forze italiane a disposizione del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO.

 

Divisione Ariete: Mezzi e Personale

divisione ariete

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tributo Divisione Ariete

Ecco qui un video tributo per conoscere meglio le missioni di questi coraggiosi soldati italiani.

 

 

Fonte: Ministero Difesa, Professione Difesa e Wikipedia

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Stipendi Soldati. Difficile Non Perdere La Speranza… 2.20/5 (44.00%) 5 Vota questo articolos

Questa spending review e questa crisi stanno mietendo più vittime della più brutale delle guerre. Imprese che chiudono i battenti, pensioni ridotte all’osso e stipendi sempre più bassi. Non certo segnali ottimali se si vuole far riprendere l’economia.

Specialmente per quanto riguarda le retribuzioni. In questo articolo ci vogliamo concentrare sugli stipendi soldati, un comparto  che svolge compiti all’apparenza di poca praticità per il cittadino comune ma che di fatto ci permette di far fronte a situazioni naturali disastrose interne come terremoti e di portare aiuto in collaborazione con altri stati in territori di guerriglia. Come sta accadendo per l’Afghanistan, l’Iraq e molte altre zone difficili del mondo.

 

stipendi soldati

 

Ma anche il lavoro all’interno dei confini dello stato è di fondamentale importanza. L’esercito infatti  interviene a supporto della Protezione Civile in caso di calamità naturali e collabora spesso per il mantenimento della sicurezza interna dello Stato.

 

Pensare che gli stipendi soldati non vengono distinti per la specificità del ruolo, ma vengono fatti rientrare nel calderone dei tagli e delle tasse è triste oltre che profondamente ingiusto. Non che si possa ritenere giusta una riduzione di retribuzione in qualunque settore pubblico, ma nel comparto sicurezza, le decurtazioni fanno ancora più male.

 

La situazione delle retribuzioni per i dipendenti pubblici nella quale rientrano anche gli stipendi soldati è bloccata dal 2010 e lo rimarrà almeno fino al 31 dicembre prossimo. Questo per il comparto sicurezza riguarda qualcosa come 10.000 militari impegnati in missioni internazionali e in affiancamenti a carabinieri e polizia nel mantenimento dell’ordine pubblico.

 

Parlando di stipendi soldati non si può non parlare di numeri.  Un caporale maggiore in servizio permanente guadagna circa 1.250 euro al mese, un pari grado non in servizio permanente solo 900. Nel caso di promozione lo stipendio non varierebbe di un centesimo. Stesso discorso vale anche per gli ufficiali. Dunque avanzamenti di carriera, responsabilità e personale più o meno numeroso sotto il proprio comando, non incidono minimamente sugli stipendi soldati.

Il fatto che non si vedano scendere in piazza i nostri militari, sebbene ne avrebbero tutti i diritti, è un sollievo e la riprova del fatto che sono un comparto responsabile e totalmente devoto allo stato e alle sue scelte, anche quando queste sono penalizzanti per loro stessi; il loro delicato ruolo sociale gli impedisce di protestare come tutti gli altri dipendenti pubblici. Anche di questo bisogna tener conto prima di trattarli come semplici dipendenti statali.

 

 

Fonte: ilgiornale / lanotiziagiornale / formiche

 

 

Afghanistan. Ma Torneremo Mai A Casa?

18 luglio 2013 inviato da Staff
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Afghanistan. Ma Torneremo Mai A Casa? 3.17/5 (63.33%) 6 Vota questo articolos

 

Fa certamente meno clamore adesso di qualche anno fa. Per questo se ne parla poco, non fa più notizia. Ma in Afghanistan i nostri militari continuano a operare. E anche a rimanere feriti. Le morti invece, quelle sì, rimangono la notizia di quel solo disgraziato giorno.  Come quella del capitano Giuseppe La Rosa, ucciso a Farah in Afghanistan poche settimane fa.

 

Proprio sulla morte del capitano, durante un’interrogazione alla camera il ministro Mario Mauro ha sottolineato come  non sia possibile “azzerare completamente i rischi per i nostri militari, nonostante la validità delle procedure operative seguite e degli equipaggiamenti utilizzati“… Come a dire sono rischi imprevedibili del mestiere di soldato nelle sue missioni internazionali.

 

militari-italiani-afghanistan

 

E ancora in seguito ad una esplosione pochi giorni fa, mentre era di pattuglia ad alcuni chilometri da Bala Boluk,  alle 14.15 locali (le 11.45 italiane) lungo la strada n.517, nella provincia di Farah, un militare italiano è rimasto lievemente ferito al volto.

 

Dall’inizio di questo 2013 le vittime in Afghanistan sono cresciute del 24%, e un terzo dei caduti è stato ucciso per mano di forze anti-governative. L’unico dato positivo in questo massacro è che secondo fonti ufficiale delle Nazioni Unite, i talebani hanno aperto le porte a un dialogo con l’amministrazione in carica.

 

Sarà forse anche sull’onda di questa dichiarazione di intenti che il neo governo Letta, sebbene abbia sottolineato la progressiva risoluzione dell’organico italiano, che oggi tocca le 3100 unità con un ulteriore flessione dei prossimi mesi, ha anche confermato la volontà di proseguire la partecipazione alla missione Isaf in Afghanistan, concludendola secondo i tempi stabiliti nel 2014.

Quello che secondo il ministro degli esteri frena un ritiro anticipato delle nostre truppe dal territorio afghano verte su due binari imprescindibili: ”in primo luogo la necessità di non mettere a rischio la sicurezza dello stesso contingente, in una fase particolarmente delicata quale è sempre quella del ripiegamento, procedendo con il ritiro accelerato delle componenti operative. In secondo luogo l’indisponibilità sia di sufficienti vie di comunicazione nella regione, sia di vettori aerei, navali, terrestri per la concomitante richiesta di tutti i Paesi della coalizione internazionale”.

 

Questo significa principalmente che il passaggio di consegna tra le il contingente internazionali e le forze governative non è ancora concluso e fino alla fine di questo processo di transizione l’Italia non abbandonerà il paese.

Non solo. Ma anche dopo il 2014 è intenzione del governo italiano proseguire con l’impegno in Afghanistan in termini di assistenza e addestramento alle forze afghane con la nuova missione che si chiamerà Resolute Support.

 

Ora se questa sia una bella o una brutta notizia lo lasciamo decidere a voi lettori. Il pensiero che questa missione di guerra travestita di pace abbia una fine ancora incerta, turba i sonni di molti italiani. Sia qui che lì. Sia per coloro che la vedono come un lavoro, pericoloso, senza certezza, ma pur sempre un lavoro. Sia per coloro che la vivono come un inutile impiccio internazionale dal quale non usciremo mai.

 

 

Fonte: repubblica / ilmessaggero / nocensura /articolotre

 

 

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Congedo Parentale Difesa: Maternità Obbligatoria Donne Militari 3.00/5 (60.00%) 1 Vota questo articolo

Congedo parentale difesa. Il congedo parentale difesa, nel caso di donne militari, è regolato dall’articolo 748, comma 5 del DPR 15 marzo 2010. Tale normativa obbliga alle donne militari ad informare della gravidanza all’amministrazione di appartenenza, allegando la documentazione dimostrante di tale stato e le indicazioni sulla presunta data del parto.
In termini generali, alle donne militari viene applicata la legge in vigore per il personale delle pubbliche amministrazioni in materia de congedo parentale e maternità. In ogni caso, se si tratta di personale femminile dell’Esercito Italiano che realizza lavori pericolosi, faticosi, insalubri, ecc… il congedo parentale difesa obbliga a riposo durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi successivi al parto.
Quest’assenza per maternità non avrà nessuna conseguenza sulla posizione di stato giuridico del personale in servizio permanente delle forze armate.
La normativa sul congedo parentale difesa prevede che i periodi di licenza per maternità sono validi a tutti gli effetti ai fini dell’anzianità di servizio, computabili ai fini della progressione di carriera.

 

 

Congedo Parentale Difesa: Diritti delle Donne Soldato

 

congedo parentale difesa

Foto: Repubblica.it

La legge in vigore sul congedo parentale difesa prevede per le donne militari permessi retribuiti per la realizzazione di esami prenatali, visite mediche e accertamenti clinici, sempre che presentino un’apposita istanza e la documentazione giustificativa necessaria.
Nel caso di parto prematuro, la normativa sul congedo parentale difesa prevede per le madri periodi di licenza per maternità non goduti prima della presunta data del parto, e questi vegono allegati al periodo di astensione dopo il parto.
Le donne militari madri hanno uno un mese di tempo, dalla nascita, per rilasciare all’amministrazione di appartenenza la certificazione anagrafica del figlio.

Licenza Congedo Parentale Difesa: Maternità

La licenza per congedo parentale difesa, o permesso di maternità, è concessa d’ufficio alle donne militari in gravidanza con queste condizioni:
-    Due mesi precedenti la data indicativa del parto
-    Se il parto avviene più tardi, è previsto un permesso per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva della nascita.
-    Tre mesi dopo il parto
-    Se si tratta di un parto prematuro, i giorni non goduti prima del parto vengono aggiunti ai permessi post parto.
-    La proibizione da prestare il servizio viene anticipata a tre mesi dalla data presunta della nascita se si tratta di donne militari adibite ad impieghi ritenuti pericolosi o gravosi.
-    La normativa per congedo parentale difesa prevede un trattamento economico ordinario intero durante il periodo di congedo per maternità.

Anticipo della licenza per Congedo Parentale Difesa

È possibile richiedere l’anticipo dell’astensione per congedo parentale nei casi di:
-    Complicazioni gravi della gravidanza
-    Condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli per la salute
-    Se la donna militare non può essere destinata ad altri compiti
L’anticipo della licenza per congedo parentale difesa avviene dietro domanda specifica dell’interessata e con un certificato medico per giustificare tale anticipo. Inoltre, questo diritto è calcolato ai fini dell’anzianità di servizio e per la progressione di carriera.
Inoltre, per tutto il periodo di congedo parentale difesa anticipato, le donne militari hanno diritto all’intera retribuzione.

 

 

 

Anche L’aeronautica Suona Per Roma

11 luglio 2013 inviato da Staff
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Sarà un venerdì all’insegna della musica anche grazie alla banda dell’aeronautica militare. all’interno della XXV edizione dei Concerti per Roma Capitale promossi dal Centro Europeo per il Turismo, infatti, ci sarà spazio anche per gli strumenti dei militari del corpo aeronautico che si esibiranno venerdì 12 luglio alle ore 21 in Piazza Sant’Ignazio a Roma, uno dei luoghi certamente più belli della capitale.

 

banda aeronautica militare

 

L’evento concerti per Roma, ormai consolidato e apprezzato da tempo è un appuntamento che risveglia l’estate nella capitale, dando spazio alla musica classica eseguita dalle Bande delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. uno spettacolo unico anche per i turisti che affollano Roma, oltre che per i suoi abitanti.

 

La banda dell’Aeronautica militare, composta da  102 orchestrali, un archivista, il Direttore e il vice Direttore come stabilito per legge dello stato,  nacque ufficialmente il 10 luglio del 1937 con il Regio Decreto del 19 novembre 1936 e il primo direttore fu il Maestro Alberto Di Miniello. Alla cerimonia d’inaugurazione della Banda partecipò un padrino d’eccezione: il compositore maestro Pietro Mascagni, che addirittura ne diresse nel primo concerto.

Forse anche grazie al fermento e all’importanza che  aveva l’arma azzurra in quegli anni difficile, la banda dell’aeronautica ebbe subito un gran successo e fu apprezzata anche dalle più alte autorità.

Dopo un periodo di sospensione delle attività a causa della guerra, nel 1944 fu ricostituita e riprese la sua normale attività concertistica fin dallo stesso anno.

 

Per questa edizione il Maestro Direttore della Banda dell’Aeronautica militare, Tenente Colonnello Patrizio Esposito ha studiato un calendario di eventi legato alla danza, senza dimenticarsi l’impronta innovativa senza però distaccarsi troppo dalla tradizione.

 

Nel dettaglio, il concerto inizierà all’insegna del moderno con l’autore inglese Hesketh, tra i più rappresentativi della nuova generazione a cui seguirà invece un omaggio a Cajkovskij, per non dimenticare la classicità con la famosissima suite tratta dal balletto “Lo Schiaccianoci”. A seguire il concerto continuerà con il “Bolero” di Ravel e si chiuderà con un omaggio alla cultura Yddish.

 

fonte: grnet / aeronautica.difesa

 

 

 

 

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Assegno incollocabilità Militari: Quando e Come Richiederlo? 4.23/5 (84.55%) 22 Vota questo articolos

Assegno Incollocabilità Militari

L’assegno incollocabilità militari è una prestazione economica erogata ai titolari di pensione privilegiata, ovvero ai soldati che hanno una malattia o invalidità legata al lavoro e, per tale motivo, non sono più collocabili. I requisiti specifici per accedere all’assegno incollocabilità militari è non avere ancora compiuto i 65 anni di età e che l’invalidità accertata sia non inferiore al 34 %.

 

A regolare l’assegno incollocabilità militari in Italia, è l’art.104 del T.U. DPR 1092/73, per i tutti i pubblici dipendenti ed è regolamentato dall’art. 20 del DPR. 915/78 così come modificato dall’art. 12 della L. 9/80, dall’art. 5 del DPR. 834/81 e dall’art 1 della L. 656/86.

Normativa Assegno Incollocabilità Militari

 

assegno incollocabilità1.L’assegno incollocabilità militari è concesso a soldati mutilati ed invalidi di guerra o per servizio con diritto a pensione privilegiata ordinaria, dalla 2^ alla 8^ Cat. della Tab. “A” che siano Incollocabili, per la gravità della loro situazione di salute.

2.L’assegno viene erogato in allegato alla pensione fino ai 65 anni, ovvero fino all’età della pensione.

3. La prestazione viene erogata durante un periodo da 2 a 4 anni. Dopodiché, si realizzano alcuni esami medici e si procede ad una valutazione definitiva

4.I militari che fino ai 65 anni abbiano ricevuto l’assegno incollocabilità militari, hanno diritto per legge ad un assegno di pari importo a titolo “compensativo”, dal giorno successivo alla data del 65esimo compleanno.

5. L’assegno incollocabilità militari viene concesso su domanda dell’interessato

 

 

 

Come richiedere l’assegno incollocabilità militari

 

Per ottenere l’assegno incollocabilità militari è necessario fare la domanda specifica, in quanto questa prestazione non viene erogata d’ufficio. Per fare domanda è necessario recarsi all’azienda sanitaria locale competente, nel caso del militare interessato, e farsi rilasciare un certificato medico per accertare il grado d’invalidità e il motivo per il quale non è più possibile lavorare.

 

Inoltre, nel caso dei militari è necessario chiedere il successivo parere emesso dal Collegio Medico Legale del Ministero della Difesa che determinerà l’accettazione oppure no della domanda di assegno incollocabilità militari.

 

In caso di dubbio o difficoltà è consigliabile rivolgersi all’U.N.M.S. (Unione Nazionale Mutilati ed invalidi di Servizio) più vicino. Si tratta di un’associazione alla quale è possibile iscriversi, dietro il pago di una quota. Nell’associazione ci sono medici legali, esperti e avvocati che seguono ogni caso in modo specifico e consigliano cosa fare in ogni momento.

 

assegno incollocabilità

 

Marina Militare. Si Salpa!

4 luglio 2013 inviato da Staff
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Marina Militare. Si Salpa! 5.00/5 (100.00%) 1 Vota questo articolo

Alzarsi, preparare la colazione, rifare le cabine letto e pulire le stoviglie. Poi tutti sul ponte per studiare il fitto programma della giornata all’insegna della vita di mare. Attività affascinanti che per questi ragazzi rappresentano una grande conquista d’indipendenza, la prima esperienza – per molti di loro – lontano dalle attenzioni della famiglia“.

 

Marina MIlitare Nave Italia

 

È con queste parole che lo stato maggiore della marina militare ha dato il via al progetto nave Italia. Un’iniziativa che ha raggiunto il suo terzo anno di vita e che vede la collaborazione dell’ospedale Bambino Gesù e della Fondazione Tender to Nave Italia Onlus (creata dallo Yacht Club Italiano e dalla Marina Militare). Il progetto iniziato nel 2010 ha trovato un forte sostegno in 33 Fondazioni di origine bancaria e ha ottenuto anche il coordinamento e il patrocinio dell’Acri, l’associazione che le rappresenta collettivamente.

 

 

 

Marina Militare In Prima Linea Per La Società

 

Nave Italia è infatti un brigantino goletta creato appositamente per formazione di persone con disagi fisici, psichici o sociali attraverso le cosiddette crociere della solidarietà. L’equipaggio della Nave Italia è composto da personale della marina militare poiché nave Italia è un brigantino militare a tutti gli effetti e per i militare rappresenta una vera e propria missione umanitaria.

 

Chi usufruisce di questo progetto educativo in ambito militare sono associazioni non profit, ONLUS, scuole, ospedali, servizi sociali, aziende pubbliche o private che si rendano promotori di iniziative concrete verso i propri assistiti e le loro famiglie, con lo scopo di migliorare la loro esistenza e i loro rapporti sociali.

 

Nave Italia. La Storia

 

Costruito nel 1993 rispettando fedelmente le fattezze di una nave del XIX secolo, dopo i primi 17 ragazzi dell’ospedale Meyer di Firenze affetti da diabete salpati da La spezia fino a Civitavecchia, ora è il turno di 15 ragazzi tra i 12 e i 16 anni affetti da epilessia, salpati con la più grande barca a vela al mondo lunga 61 metri e con 24 alloggi oltre all’equipaggio, una larghezza di 9,20 m con una velatura di 1300 mq. E una potenza di 480 Hp e un albero maestro di 44,60 m.

 

Ad accompagnarli in questa avventura tra gli altri anche Federico Vigevano, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il quale ha colto l’occasione per ricordare come l’epilessia sia stata riconosciuta come malattia solamente agli inizi del 1900, mentre prima era considerata una patologia mentale, con inevitabili conseguenze di emarginazione sociale purtroppo presenti ancora oggi.

 

Ecco perché esperienza di vita collettiva e socializzazione come questa della Nave Italia sono utili per i ragazzi, per guadagnare fiducia in se stessi e per acquisire una minima indipendenza dalla propria famiglia, compiendo così un passo avanti verso l’età adulta.

 

In questi giorni di traversata i ragazzi vengono indirizzati verso progetti di ricerca, formazione e terapia. Lo scopo del progetto riguarda anche il personale addetto alla gestione dei ragazzi che sfrutta questa occasione unica come spunto di ulteriore formazione professionale.

 

 

fonte: grnet / naveitalia / ansa / ammiraglia88 /newsliguria