Archivi per maggio, 2013

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di Alberto AlpozziFotogiornalista Torino

Ieri allo stand della Difesa è stata presentata la fiaba “Il mago delle lacrime”, il primo progetto editoriale dell’associazione “L’altra metà della divisa” che descrive  il distacco di un bambino dal padre che parte in missione e l’orgoglio ed i sentimenti di chi resta ad aspettarlo a casa: “una fiaba dai toni significativi e toccanti che pone in luce il valore di ciascun Militare, in primis uomo e sovente padre di famiglia, e offre un doveroso riconoscimento al costante sacrificio, al raro coraggio e all’infinito amore con i quali ogni famiglia, figli compresi, affronta le numerose sfide legate al quotidiano, giorno dopo giorno, missione dopo missione”.

 

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Una Fiaba Per Volare da Te

L’iniziativa fa parte della collanaUna fiaba per volare da te, realizzata da Grazia Mentil dell’associazione L’altra metà della Divisa, con il supporto dell’Ufficio Comunicazione dello Stato Maggiore della Difesa.

L’associazione è nata un anno fa dall’idea di un gruppo di familiari di militari di Grottaglie, con l’obiettivo di fornire un sostegno concreto alle famiglie dei militari impiegati in missione.

il-mago-delle-lacrime_l'altra-metà-della-divisa_salone-libro-torino“Le storie, in qualunque modo vengono raccontate, hanno la capacità di illustrare tutto ciò che sta intorno al mondo militare e possono sfatare quei luoghi comuni che portano ad  interpretazioni errate” hanno sottolineato le rappresentanti dell’associazione Deborah Croci, Maria Chiara Santoro ed Elena Narciso intervenute per l’occasione al Salone del Libro di Torino.

 

Al termine della video-narrazione della fiaba sono stati effettuati due collegamenti:

- il primo con la nave d’assalto anfibio “San Marco” della Marina Militare, attualmente impegnata nell’operazione NATO “Ocean Shield” nell’Oceano Indiano e nel Corno d’Africa, nel corso del quale alcuni membri dell’equipaggio di bordo hanno illustrato al numeroso pubblico presente allo stand la propria esperienza di genitore e consorte in missione;

- il secondo collegamento è stato effettuato con il contingente italiano di RC-West con sede ad Herat, in Afghanistan, attualmente sotto comando della Brigata Alpina Julia. Anche in questa occasione tante le testimonianze presentate sull’importanza della famiglia.

Niente Feste Per Nessuno. Almeno Nei Tagli, L’Uguaglianza C’è… 5.00/5 (100.00%) 1 Vota questo articolo

Alzabandiera, carica di cavalleria, onorificenze e medaglie rimandati a tempi migliori. Decisione senza dubbio coerente con il periodo storico e con i tagli e la crisi dilagante quella di cancellare la festa in programma il prossimo 16 maggio per la polizia e il prossimo 20 giugno per la guardia di finanza.

 

La cancellazione di queste cerimonie si muove nell’ottica di ”ridefinire le modalità di organizzazione delle feste delle singole forze armate, dei corpi militari e dei corpi non armati dello Stato” secondo quanto dichiarato dal neo primo ministro Letta a giustificazione della decisione presa. Il comunicato è stato recapitato ai ministri interessati ovvero dell’Interno, Angelino Alfano, della Giustizia, Annamaria Cancellieri, della Difesa, Mario Mauro, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Nunzia De Girolamo, dell’Economia, Fabrizio Saccomanni.

 

no parate militari

 

I grandi sfarzi che accompagnano di solito questi appuntamenti ufficiali, per precisa volontà governativa, si limiteranno quindi a un  incontro del presidente della Repubblica con il capo dell’Istituzione interessata, accompagnato da una rappresentanza di allievi degli istituti di formazione; il tutto si svolgerà all’interno delle relative strutture e sarà aperto solo al personale addetto.

 

Due commemorazioni però si terranno comunque, seppure più contenute del previsto: quella della Repubblica del prossimo  2 giugno e quella delle forze armate il 4 novembre all’Altare della Patria.

 

Le Reazioni Alla Cancellazione Delle Commemorazioni

 

Ponderato il commento del leader dei funzionari di polizia Enzo Letizia alla cancellazione della festa del 16 Maggio: “la festa, anche fatta nella sobrietà che i tempi di crisi impongono è un momento di riflessione che in ogni caso onora chi tutela ogni giorno i cittadini, i loro diritti e la loro libertà. È un momento che conferma il patto stretto tra Stato, le sue istituzioni, le donne e gli uomini della Polizia di Stato uniti intorno a ideali di legalità, libertà ed ai valori della nostra democrazia”.

 

E in effetti clima a parte anche le forze armate hanno ben poco da festeggiare. Chissà che un taglio al superfluo non serva a evitare qualche taglio di personale… Tutto sommato sperarci non costa.

 

Eh già, perché anche i militari convivono ancora da diverso tempo ormai con questa spada di Damocle sulla testa, quella della revisione dello strumento militare. È proprio di questi giorni l’incontro tra il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e le Organizzazioni Sindacali del personale civile dell’Amministrazione Difesa, dove proprio per la situazione drammatica del nostro paese dal punto di vista sociale, è stato sottolineato come una coesione nazionale sia indispensabile per mantenere la tranquillità e la sicurezza nel paese. In questo senso il confronto pe r una revisione costruttiva dello strumento militare si auspica che diventi un mezzo per migliorare la condizione lavorativa delle forze armate.

 

 

Fonte: grnet / militariassodipro / ilnuovogiornaledeimilitari / repubblica /esercito.difesa

 

 

Nassirya. Una Strage Dal Colore Dell’Oro

6 maggio 2013 inviato da Staff
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Vanno risarcite le famiglie delle vittime della strage di Nassiriya. Questo l’imperativo con il quale la cassazione ha ribaltato al sentenza della corte militare d’appello di Roma che di fatto aveva assolto, perché il fatto non sussiste, il colonnello dei carabinieri Geogie Di Pauli, accusato di non aver preso le adeguate misure di sicurezza nella base militare dove il 12 novembre del 2003 vennero uccisi 19 italiani, di cui 12 militari dell’Arma, 5 dell’Esercito e 2 civili.

 

Nel documento si legge infatti che l’aver scelto di posizionare la riservetta delle munizioni all’interno della base Maestrale può aver aggravato l’esplosione. “Con la nostra battaglia, che è durata 10 anni, siamo riusciti anche a far togliere il segreto militare dai documenti. Dedico questa vittoria  alle famiglie delle vittime” commenta Francesca Conte, legale della maggior parte delle famiglie dei militari.

 

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10 Anni Di Processi

 

Per riassumere i fatti giudiziari, ricordiamo che le inchieste aperte su questa tragedia sono state due: la prima avviata dalle autorità militari per cercare di capire se fosse  stato fatto tutto il possibile per prevenire gli attacchi suicidi e l’altra aperta invece dalla procura di Roma per l’individuazione degli autori di questo martirio.

 

L’avvocato non manca di invocare un parallelismo che in molti hanno fatto: questa sentenza della cassazione infatti arriva poco dopo quella di Ustica, altro caso intrigato e oscuro della storia militare italiana. È un po’ come se lo stato avessevoluto, in un attimo di coscienza razionale,  rendere onore alle sue vittime, seppure dopo averle metaforicamente martoriate in attesa di una sentenza giusta.

 

Non si può non ricordare infatti che ai militari morti e feriti nell’attentato di del maledetto 12 novembre sono state intitolate vie, piazze e monumenti in tutta la penisola e sono stati anche insigniti della croce d’onore che i familiari delle vittime definirono “insufficiente e artificiosa”. Nessuna medaglia d’oro al valore però per nessuno di loro e questa scelta fu oggetto di polemica per lunghi mesi dopo l’accaduto.

 

Le famiglie delle vittime, parti civili in questo processo, erano già tali dei precedenti procedimenti giudiziari, conclusi a carico di due generali dell’Esercito, Vincenzo Lops e Bruno Stano. Entrambi furono assoluti ma la cassazione anche in quell’occasione dispose un processo civile attualmente ancora in corso per i risarcimenti ai parenti delle vittime a carico del Ministero della Difesa.

 

Risarcimenti. La Polemica Dilaga

 

Seppure non può essere bello affrontare una tragedia in termini economici, anche l’aspetto materiale in questa triste vicenda ha giocato un ruolo non di secondo piano.

 

Ai familiari delle vittime è stato riconosciuto un vitalizio mensile, in parte esentasse, che varia da 1700 euro a 4500. Ma alcune delle famiglie e dei sopravvissuti non si sono accontentati e hanno tentato, in qualche caso con esito positivo, di spremere le casse dello stato per quanto più si poteva. A denunciare questo è proprio uno di loro, uno dei sopravvissuti a quel maledetto 12 novembre:ho ricevuto una somma una tantum di 85.960 euro e il vitalizio. Altri, senza un graffio, hanno ottenuto il triplo con lo stress post traumatico e chiedono ancora soldi. Qualcuno ci marcia”. A parlare senza mezzi termini è il luogotenente in congedo Vittorio De Rasis.

Ed ecco che allora in questa ottica, la sentenza della cassazione che apre una nuova strada agli indennizzi, acquista tutta un’altra luce. Quella brillante dei soldi.

 

 

Fonte: ilgiornale / unita / rai / diritto24.ilsole24ore / gqitalia /santagatando

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Oggi il nostro esercito nazionale compie 152. Proprio  il 4 maggio, in questi giorni convulsi per l’italia, per la società, per la tensione alle stelle proprio delle forze armate, che mai come adesso devono garantire la nostra sicurezza e mai come adesso rischiano la loro incolumità.

 

L’esercito è il complesso delle forze armate di uno stato e nel caso nell’Italia è nato insieme alla nazione, nel lontano 1861 con la conversione dell’Armata Sarda per mano di Vittorio Emanuele II attraverso l’annuncio dell’allora Ministro della guerra Fanti che ”rende noto a tutte la Autorità, Corpi ed Uffici militari che d’ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l’antica denominazione d’Armata Sarda”.

 

anniversario esercito

 

Tante Iniziative Per Festeggiare L’Esercito

 

Ogni regione in questi giorni omaggerà l’esercito nazionale e i suoi componenti perché è proprio in momenti difficili come questo che stiamo attraversando che si percepisce l’importanza del ruolo che svolgono i militari. L’esercito italiano, superate due guerre e decine di missioni estere cruciali, attraversati scandali che ancora lo lacerano all’interno, collaborando durante catastrofi naturali che hanno devastato molte parti d’Italia, ha comunque saputo rinnovarsi, acquisendo responsabilità e competenze e sapendosi adattare ai cambiamenti storico politici che si sono susseguiti in questo secolo e più di storia.

Da Torino a Bologna a Verona a Trento a Roma. Ogni città ha organizzato eventi di ogni tipo per celebrare questo anniversario. A riprova del fatto l’esercito è parte integrante della nostra società. Tra le iniziative più diffuse c’è l’apertura al pubblico delle caserme, un modo concreto per avvicinare i civili al mondo militare e togliere quel muro che spesso ci separa e ci fa sentire parti distinte di uno stesso schieramento.

 

Esercito Italiano. Da Subito Sinonimo Di Coesione

 

È stato l’Esercito a mettere insieme per primo persone di diverse regioni che nella maggior parte dei casi neanche conoscevano la lingua italiana. E tante insieme sono morte per dare libertà al nostro Paese” con queste parole il capo di Stato maggiore, generale di divisione Amedeo Sperotto a Verona, durante l’apertura di questa due giorni interamente dedicata all’esercito ha dato il via alle iniziative in programma per i prossimi giorni.

E proprio per non dimenticare nessuno e rendere davvero speciale questo giorno, l’esercito italiano con la collaborazione di alcuni artisti all’auditorium “Parco della Musica “ di Roma ha organizzato un concerto per contribuire alla raccolta fondi dell’associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Lo spettacolo è stato trasmesso in streaming sul sito intranet dell’Esercito così anche  i nostri 6000 uomini e donne impegnati in missioni internazionali hanno potuto per un attimo sentirsi di nuovo a casa.

 

 

Fonte: esercito.difesa / larena / primapaginanews / paolacasoli