Archivi per settembre, 2012

La fascia più nobile dell’Esercito Italiano

30 settembre 2012 inviato da Staff
Vota Questo Articolo

Ci sono persone che non capiranno mai quello che facciamo ne i motivi per i quali lo facciamo….

Marina Militare: il Capo di Stato avverte del rischio sull’operatività dell’istituzione 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Sulla Spending Review, parla la Marina Militare.
Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, considera che è stato raggiunto il limite in quello che riguarda risorse e tagli. Sotto di questo livello, secondo l’ammiraglio, non è possibile scendere in quanto sarebbe rischioso per l’operatività della propria istituzione. “Noi auspichiamo fortemente che il ddl delega presentato dal ministro Di Paola sia approvato rapidamente dal Parlamento e diventi operativo per poter poi intervenire in maniera sistematica sull’organizzazione, su tutta la struttura dello strumento militare, per renderlo sostenibile”.
Il rappresentate della Marina lamenta che oggi lo strumento militare “non è più sostenibile” e in questo senso aggiunge che l’unica soluzione per migliorare “è ridurre le spese per il personale e di destinare quello che rimane all’addestramento e alla manutenzione dei mezzi in servizio. La spending review – osserva – è un anticipo della legge delega per quanto riguarda le forze armate, quindi non ci preoccupa più di tanto. Quello che ci preoccupa sono i tagli intervenuti dal 2004 in poi”, che hanno messo a rischio ”la capacità di gestione day by day, l’addestramento, la manutenzione dei mezzi e l’efficacia dei nostri sistemi”.

 

 
 

Marina Militare: Missioni Internazionali a Rischio

La capacità della Marina Militare Italiana di essere competitiva nelle operazioni internazionali potrebbe essere a rischio se continueranno le riduzioni di risorse. “La qualità delle forze armate va sostenuta e lo stiamo facendo con l’addestramento degli anni precedenti. Se non potremo continuare questo trend – avverte Binelli Mantelli – noi decadremo di qualità e questo ci porterà fuori dalle missioni internazionali, da qualunque contesto internazionale”.
Alcune delle missioni all’estero che impegnano i nostri marinai sono le attività antipirateria, il mantenimento degli ordini in Afghanistan o le attività di sorveglianza nel Mediterraneo per questioni d’immigrazione clandestina.
Le previsioni della Marina Militare sono quelle di un aumento di lavoro grazie ad una maggior presenza nell’area dell’Oceano Indiano. “Il libero uso del mare – rileva l’ammiraglio Binelli Mantelli – è anche un elemento fondamentale di sostegno all’economia”.

 
 

La polemica dei caccia F-35

Per quel che riguarda la polemica dei cacciabombardieri F-35, l’ammiraglio Binelli Mantelli considera che si tratta di un investimento giustificato in quanto i velivoli serviranno per interagire con altri alleati e aumentare la capacità militare dell’Italia.
“Con l’acquisizione di una componente di F-35 a decollo corto imbarcabile sulla portaerei Cavour, noi ci poniamo in una condizione di interazione e sinergia europea. Questa capacità è importante, è chiaro che gli aerei costano ma saranno il segno di uno sviluppo di capacità che si protrarrà per i prossimi 40-50 anni”, sottolinea inoltre l’ammiraglio Binelli Mantelli, riferendosi al programma di acquisizione di 15 caccia F-35.
In questo senso avverte che una mancanza di queste risorse implicherebbe l’esclusione dell’Italia per assenza di capacità operativa. “Una capacità costosa ma nell’impiego è più efficace ed economica di altre tipologie, bisogna spendere risorse e mantenersi aggiornati, proprio per essere interoperabili con i nostri alleati”, dichiara il rappresentante delle Forze Armate.
 
 

Caso Marò trattenuti in India

L’ammiraglio Binelli Mantelli si è anche pronunciato sulla vicenda dei due marò italiani trattenuti in India, in attesa di giudizio per l’accusa di avere ucciso due pescatori indiani il mese di febbraio scorso. Si è mostrato ottimista e considera che “li rivedremo a casa, non so esattamente quando. La dilazione nel giudizio da parte di Delhi è un segno che interpreto in maniera parzialmente positiva”.
Inoltre, avverte che in questo caso, un atteggiamento negativo da parte dell’India potrebbe implicare delle conseguenze molto negative per quel che riguarda le missioni militari all’estero. “I militari devono essere tutelati dalle leggi e dal fatto che sono organi dello Stato mandati in missione per operare. Quindi i rischi che si corrono vanno gestiti dallo Stato di bandiera”.
Il rappresentante della Marina Militare lamenta le accuse di alcuni cittadini riguardo i marò: “Non sono d’accordo quando sento dire che ci siamo dimenticati dei Marò perché devo dire che non solo la Marina e la Difesa, ma tutto il governo è fortemente impegnato su questo problema. Credo che ci sia tutta una serie di interventi che sono stati messi in atto, in aderenza al diritto internazionale e alla convivenza pacifica tra le nazioni. E’ chiaro che non si può andare oltre certi livelli, spero che l’India sia consapevole di questo”.
 
 
Fonte: Adnkronos

 

Per Usare il Logo della Difesa, ora Bisogna Pagare!

27 settembre 2012 inviato da Staff
Vota Questo Articolo

Il ministero della Difesa difende il suo copyright su emblemi, insigne, distintive e denominazioni che riguardano le Forze Armate. Chi volesse usare questi stemmi, se non fa parte del Ministero, deve pagare.

 

Multe Uso Logo Difesa

Da 1.000 a 5.000 euro, questo è il prezzo che bisogna pagare d’ora in poi per usare denominazioni o stemmi del Ministero della Difesa. Si tratta di un nuovo regolamento pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale a disciplinare la materia: la Difesa avrà l’uso esclusivo del materiale d’identificazione delle Forze Armate Italiane.
Il decreto ministeriale ha il supporto dei ministri dell’Economia e dello Sviluppo e contiene, specificamente, l’elenco delle denominazioni, anche sotto forma di logo, di cui le forze armate esercitano il diritto all’uso esclusivo: ‘Forze armate’, ’Esercito’, ‘Esercito italiano’, ‘Marina militare’, ‘Aeronautica Militare’, ‘Frecce tricolori’, ‘Pattuglia acrobatica nazionale (PAN)’, ‘Arma dei carabinieri’, ‘Carabinieri’, ‘La Benemerita’.

 
In questo regolamento sono anche indicati gli stemmi ed emblemi dei diversi reparti delle Forze Armate, dai Granatieri di Sardegna al battaglione San Marco, che solo la Difesa può usare. Anche tramite la società Difesa Servizi Spa il ministero può consentire l’uso anche temporaneo di denominazioni e stemmi, indica il decreto, ”a titolo oneroso, in via convenzionale, attraverso la stipula di contratti di sponsorizzazione”.

 

Fonte: Analisi Difesa

 

 

Missioni Militari all’Estero: Oggi Cosa si Mangia?

26 settembre 2012 inviato da Staff
Vota Questo Articolo

Man mano passano gli anni, cambiano le esigenze per affrontare missioni all’estero. In questo modo, migliorano le arme, viene applicata la nuova tecnologia e si evolvono anche le necessità dei soldati. In questo senso, grazie ad un recente intervento della NATO, il fornelletto da campo e le bustine di liquore sono state sostituite dalle barrette energetiche che, apportano un maggior indice di calorie ma pesano meno. Queste formano la nuova versione della Razione K.
Con le nuove linee guida ogni paese dell’Alleanza Atlantica ha la possibilità di rispettare, più o meno, le abitudini alimentarie del personale.

 

Nell’ambito che interessa a noi italiani, sono stati creati 10 menu diversi, che apportano 4.000 calorie circa (calcolando un consumo medio di 2.500 calorie per soldato).
Il tenente colonnello Pierluigi Merola, del Corpo di Commissariato dell’Esercito, spiega che “la scelta di proporre menu più vari è connessa all’esigenza di fornire tutti gli apporti nutrizionali necessari alle determinate esigenze operative del personale. La varietà delle proposte offerte al militare può giocare poi un ruolo nell’evitare la possibile remora psicologia al consumo che potrebbe verificarsi trovandosi di fronte sempre gli stessi alimenti per lunghi periodi di tempo”.
Si tratta di una migliora importante in quanto le nuove confezioni pesano mezzo kilo meno di quelle precedenti. Inoltre, le razioni sono già pronte per il consumo e molto più facili di gestire.

 

Cosa si mangia nelle missioni all’estero?

 

Colazione (28 % delle calorie giornaliere):
-    Pane o cracker
-    Due porzioni di marmellata di frutta
-    Una barra di cioccolato
-    Una porzione di biscotti
-    Una barretta energetica

 
Pranzo (50% delle calorie giornaliere):
-    Un primo
-    Un secondo
-    Grissini
-    Dessert
-    Energy drink
-    Barrette energetiche

 
Cena ( 22 % delle calorie giornaliere):
-    Una proposta leggera con…
-    Cracker
-    Grissini
-    Cereali
-    Fruit bar

 
Inoltre, i soldati hanno a disposizione altri prodotti supplementari come il cappuccino, il caffe solubile e il the al limone. Gomme da masticare senza zucchero, compresse per purificare l’acqua, stuzzicadenti e salviette umidificate.

 

Fonte: Analisidifesa

 

 

Vota Questo Articolo

Il ministro di Difesa, Giampaolo di Paola, difende una riforma del comparto difesa in Italia, in caso contrario, assicura che non sarà possibile continuare con le missioni nell’estero.
Negli ultimi giorni, il ministro ha visitato i militari italiani che si trovano in diverse missioni nell’estero per “avere il polso della situazione” dei nostri soldati che, principalmente, stanno lavorando nell’addestramento e l’assistenza agli eserciti pagani per fare in modo che essi possano essere in grado di assicurare la gestione e la sicurezza del loro territorio il prima possibile.

 

In un’intervista rilasciata all’Agenzia Parlamentare, Agenparl, il ministro ha affermato essere consapevole dell’importanza delle missioni internazionali ma considera che senza una ristrutturazione e una riforma non sarà possibile mantenere l’operatività e la capacità necessarie nelle missioni di questo tipo. “Se noi oggi possiamo sostenere questo sforzo è perché chi ci ha preceduto ha calibrato gli investimenti e le strutture in maniera tale per cui noi oggi possiamo ereditare i frutti di quel lavoro e quindi gestire queste operazioni. Per lasciare un’eredità di altrettanta operatività a chi si dovrà impegnare tra cinque, dieci anni, in un contesto finanziario più difficile, bisogna ristrutturare, riformare, concentrarsi per mantenere operatività e capacità”.

 

Riforma dello Strumento Militare

La riforma dello strumento militare, che include i tagli di personale, la riduzione di risorse e le modifiche nel sistema previdenziale, si trova in questo momento alla commissione di Difesa del Senato che dovrà approvarla prima di mandarla alla Camera.

 

La polemica per gli F35

Negli ultimi mesi, dal momento in cui è iniziata la discussione sui tagli previsti per la difesa, sono molte le forze politiche e i sindacati che hanno manifestato un’opinione negativa riguardo l’acquisto di cacciabombardieri F35 da parte della difesa italiana in un momento di difficoltà economica. In questo senso, considerano che si tratta di una spesa inutile. Rispetto a questo argomento Di Paola considera che si tratta di un investimento importante per garantire che, nel futuro, i militari italiani “siano in grado di fare con onore quello che il parlamento dirà loro di fare, così come noi oggi usufruiamo dell’investimento fatto dieci, quindi anni fa”.

 

 

Caso Marò: scusa per un cambio della legge indiana?

25 settembre 2012 inviato da Staff
Caso Marò: scusa per un cambio della legge indiana? 5.00/5 (100.00%) 1 Vota questo articolo

Il caso dei nostri due marò, trattenuti ancora in India (dal 15 febbraio scorso) è diventato un’odissea. Una storia di avventure come quelle che leggevamo da piccoli, di quelle che ci facevano sognare e nelle quali gli eroi buoni vincevano sempre. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono i nostri eroi, ma vinceranno anche questa volta? Io voglio pensare di si, e cerco ogni giorni di convincermi di si. Solo che i cattivi, in questo caso, sono molto cattivi….indiani impegnati a trovare un colpevole per tutte le volte che non hanno controllato la situazione. Siete d’accordo?

 
Tra dilazioni, incoerenze, indagini incomplete e testimoni bugiardi, Latorre e Girone continuano in libertà sotto cauzione ma, alla fine, trattenuti in India. In attesa di un giudizio che sembra non arrivare mai….difatto non è ancora chiaro se questo processo sarà in Italia o in India.

 
Le ultime novità non sono molto ottimiste. Il caso dei nostri marò rischia di diventare una scusa per l’elaborazione di una nuova giurisprudenza in India in quanto sono sempre di più i casi di pescatori uccisi per errore, da personale militare impegnato in missioni anti pirateria. Come nel caso di Max e Salvatore, nel quale furono uccisi due pescatori indiani ai quali avrebbero scambiato per pirati.

 

Caso Marò: cosa dice l’Italia?

Il rappresentante legale dei due marò continua a difendere il diritto dei due soldati ad essere giudicati in Italia, il suo paese di origine, in quanto la vicenda è accaduta in acque internazionale ma questo significa che “ogni giorno, ogni nave che passa può tranquillamente aprire il fuoco e uccidere, a sua volontà, pescatori che si guadagnano da vivere: e poi andarsene via dicendo che è accaduto oltre le acque territoriali del paese interessato”? Secondo P.S. Gopinathan, giudice dell’Alta corte del Kerala, è così. Infatti queste sono le parole che il magistrato ha scritto nella sentenza dello scorso 29 maggio con cui ha invece autorizzato il proseguimento del procedimento in India contro Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. ”Una tale posizione non solo costituirebbe un precedente negativo, ma anche un precedente grossolanamente ingiusto”, ha aggiunto.

 

Pescatori indiani uccisi

Uno degli ultimi episodi di questo tipo è accaduto a luglio quando un pescatore indiano è stato ucciso da un militare americano. In quel caso, la marina americana ha già precisato che l’imbarcazione su cui si trovava la vittima aveva ignorato i segnali di avvertimento e che si stava oltre tutto avvicinando alla Rappahannock e assicurato che il rapporto conclusivo dell’inchiesta sarà messo a disposizione degli indiani una volta completato, come ha precisato un portavoce, Greg Raelson, in una mail inviata a Bloomberg, che ha dedicato alla questione un reportage approfondito dallo Yemen. Come ha poi ammesso il capo dello staff delle operazioni navali antipirateria dell’Unione europea, Philip Haslam, l’Oman ha denunciato che ”numerosi” pescatori omaniti sono stati colpiti da proiettili sparati da personale armato straniero inviato nella regione responsabile di azioni ‘colpisci e fuggi”’.

 

E i militari indiani…..?

Anche i militari indiani, a loro volta, hanno commesso questo tipo di errori. Infatti, hanno ferito due pescatori yemeniti in due incidenti separati, uno ferito all’addome e l’altro al ginocchio. Vittime che si aggiungono, sempre secondo la stessa fonte, ai quattro altri pescatori yemeniti, tutti provenienti dalla regione di Hadhramaut, uccisi nel Golfo di Aden fra il 2009 e il 2010 da militari di nazionalità rimasta non identificata. Lo Yemen ha chiesto al governo indiano di aprire un’inchiesta. Ma il portavoce del ministero della difesa indiano, Sitanshu Kar, ha preferito non commentare la notizia.
Come si può intendere da questi dati, si tratta di un argomento sempre più complesso nel quale sono implicati diversi paesi, non tutti appartenenti alle stessi leggi, e con perspettive sicuramente diverse. Noi, da parte nostra, continueremo ad avere fiducia nelle nostre autorità, anche per chè, non abbiamo altra scelta.

 

Fonte: Adnkronos

Pensioni: nuovo regolamento, bozza definitiva.

24 settembre 2012 inviato da Staff
Vota Questo Articolo

Schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale comparto difesa-sicurezza e comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico. Una volta approvata la nuova normativa, le modifiche saranno applicate dall’1 gennaio 2013:
 
 

Pensioni di Vecchiaia Militari e Forze dell’Ordine: Modifiche

 
 
 
 
 

Pensioni Anticipate

Secondo le nuove regole, la pensione anticipata è consentita se risulta maturata un’anzianità contributiva minima di 42 anni e tre mesi. Sulla quota retributiva di trattamento relativa alle anzianità contributive previste antecedentemente è applicata una riduzione del 1% per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 58 anni fino al 31 dicembre 2018 e rispetto all’età di 59 anni a decorrere dal 1 gennaio 2019.
Per ottenerla, è necessario:

- 2013-2015: Minimo di 58 anni e tre mesi ed un requisito contributivo di almeno 37 anni
- 2016-2018: Minimo di 58 anni e tre mesi ed un requisito contributivo di almeno 39 anni.
- 2019-2020: Minimo di 59 anni con un requisito contributivo di almeno 40 anni
- 2021: servono gli stessi requisiti compresi nel punto precedente ma saranno applicati gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni.
 
 

Aumento del Periodo di Servizio

Dal 1 gennaio 2013 gli aumenti del periodo di servizio, anche se eccedenti i due anni e sei mesi, maturati entro il 31 dicembre 2012, sono riconosciuti utili a fini pensionistici e se eccedenti a due anni e sei mesi non sono ulteriormente aumentabili.

 

 

Fonte: Forzearmate.org

 

 

 

 

Chip Sottopelle: sicurezza o controllo?

24 settembre 2012 inviato da Staff
Vota Questo Articolo

Per i militari, malattie e infezioni sono la prima causa di impossibilità a combattere – più ancora delle ferite riportate – e hanno avuto storicamente un effetto più deleterio delle morti in battaglia. Poter individuare in tempo reale i soggetti più a rischio, intervenendo rapidamente con cure e terapie rappresenterebbe un vantaggio non da poco…” Sembrerebbe così che un progetto come questo sia nato per il bene e la tutela dei soldati. (…) La sperimentazione di simili soluzioni su persone soggette a discipline particolari, come prigionieri e militari, è solo il primo passo verso un tracciamento degli individui più capillare ”.

 

Sono parole inquietanti quelle di  Katherine Albrecht, autrice del libro/denuncia “spychips”, un saggio sulle frontiere del tecno control. È in questo contesto che si inserisce la notizia su un progetto elaborato dall’agenzia per la ricerca scientifica del Pentagono, grazie al quale sarebbe possibile attraverso l’impianto di alcuni microchip monitorare la salute dei soldati. Nel dettaglio questi chip al silicio “possono diventare sensori che monitorano l’attività come l’arrivo di farmaci a cellule target o persino riparare delle strutture cellulari ”. Il pentagono non è nuovo a esperimenti di questo genere. basta ricordare infatti quello conosciuto come MK-Ultra, ovvero un progetto sul controllo mentale in ambito militare, con il quale pare che siano stati somministrati LSD, Fenciclidina e perfino elettroshock su personale militare della CIA, prostitute, soggetti affetti da disturbi psichici conclamati e persone comuni. Lo scopo era quello di controllare le loro menti e verificare le reazioni in questa direzione a seguito dei trattamenti appena elencati.

 

Il progetto dei microchip è già in uno stato avanzato di attuazione in quanto i ricercatori dell’università di Stanford stanno elaborando uno studio che prevede l’invio nel sangue di microchip che possano trasmettere via wireless i dati sulle condizioni di salute del paziente e somministrare anche in tempo reale farmaci. Intuitiva è l’importanza dell’attuazione concreto di un progetto simile per i soldati, soggetti a rischio contagio di malattie che possono inficiare la loro capacità professionale. Questo inquietante progetto in perfetto stile orwelliano oltre a preoccupare fortemente per i potenziali sviluppi che potrebbe ottenere, suscita preoccupazioni anche per la salute e l’incolumità dei soggetti che verrebbero in esso coinvolti:  negli esperimenti sugli animali domestici infatti è stato registrato un numero significativo di tumori. Non solo il microchip, essendo prima di tutto un apparecchio elettronico, è clonabile e la sua clonazione non garantirebbe affatto la sicurezza del soggetto che lo possiede sotto la propria pelle. Probabilmente Orwell avrebbe una spinta di orgoglio nel leggere di questi progetti e della loro potenziale attuazione nel mondo reale. Ma tutto sommato, anche lui, lo aveva previsto solo e soltanto sulle pagine bianche di un libro e all’interno di un mondo completamente irreale. Forse è lì che dovrebbe rimanere.

La tua opinione, come militare, è interessante per noi. Cosa ne pensi?

 

Fonti: Segnidalcielo, Wnd, Armysoftport.

 

 

 

Vota Questo Articolo

Dal 2006 lotta contro le gravissime malattie insorte dai vaccini che hanno introdotto nel suo colpo un concentrato di metalli pesanti.

 

Foto: Nuova Venezia

David Gomiero voleva fare il carabiniere, come suo padre, così segue questa traiettoria:

-       5 giugno 2006: si arruola nell’85 Reggimento “Verona” di Montorio Veronese in ferma volontaria prefissata di un anno

-       18 giugno 2006: risulta vincitore della maratona sul monte Bondone

-       19 giugno 2006: viene obbligato a un ciclo di vaccini dal medico militare

Lì finisce il sogno. David aveva 24 anni.

-       27 giugno 2006: viene mandato a casa in licenza per convalescenza

-       31 ottobre 2006: viene congedato

 

A raccontare la storia è stata sua madre, Silvana Miotto, che ieri ha portato il caso al Senato.

“Tutta colpa dei vaccini somministrati all’inizio della leva: vaccinazioni multiple e, per di più irregolari”. Silvana ricorda come dopo la somministrazione dei vaccini David si sentiva sempre più male, con nausea, astenia e fotosensibilità.

Da quel momento David non è più tornato ad essere quello di prima, in quanto “risulta invalido al 90 %”.

Ma la cosa peggiore, secondo racconta la madre, è che David viene accusato di abbandono del corpo militare da parte dalla propria amministrazione. Un delitto per il quale viene assolto il 3 marzo 2009 “perché il fatto non sussiste”.

 

 

Vaccini ai militari: Chi è il responsabile?

 

Per la famiglia di David, ovviamente, non è sufficiente la sua assoluzione per un reato che sembrava non avere molto senso. Come ben dice la mamma Silvana, è necessario sapere la verità sulle cause che hanno messo David in una situazione del genere. David “è giunto qui in tribunale in carrozzella e deambulante con le stampelle, apparendo in condizioni smagrite e ben più precarie di quelle evidenziate dalle fotografie del recente passato”.

Sono molti gli analisi, in Italia e all’estero, a cui si è sottoposto il corpo di David. Un corpo che, secondo Silvana Miotto, è un concentrato di metalli pesanti. Gli analisi evidenziano la presenza di alti livelli di mercurio, arsenico, alluminio e piombo, l’iperattività della tiroide, un deficit del sistema immunitario con tendenza a malattie virali.

Non è possibile che nessuno risponda per questa situazione. Chi si prende la responsabilità dei vaccini procurati ai soldati? Vengono informati sui diritti a dire NO ai vaccini? Qualcuno spiega a loro a cosa consistono questi vaccini?

 

La parola a voi.

 

 

Fonti: Affaritaliani.it, La Nuova di Venezia e Mestre, Il Corriere della Sera.

 

 

 

Militari in Congedo: Nuove Opportunità Lavorative

20 settembre 2012 inviato da Staff
Vota Questo Articolo

Nuove opportunità lavorative per i militari in congedo.

Fonte: Paola Casoli

Via alla Convenzione Operativa per l’Attuazione del Progetto sbocchi occupazionali. Ieri, presso la caserma “Pepe-Bettoia” di Catanzaro è stato firmato il documento per la collaborazione.  Il Comandante del Comando Militare Esercito “Calabria”, Colonnello Liborio Volpe, e il dottor Domenico Zumbo, amministratore del Centro Informatico Servizi e Formazione “CISEF” accreditato presso il Dipartimento Lavoro e Formazione Professionale della Regione Calabria hanno provveduto ad avviare il progetto.

 
L’obiettivo di questa convenzione è aumentare le opportunità lavorative per i militari in congedo. Infatti, con l’approvazione del documento, il CISEF si impegna a riservare il 30 % dei posti disponibili, nei bandi pubblici di partecipazione alle attività formative, di tirocinio e di inserimento lavorativo, in favore dei militari congedati senza demerito e aderenti al Sistema Informativo Lavoro Difesa (SILD).