Archivi per gennaio, 2012

Sezioni dell’Esercito Italiano

31 gennaio 2012 inviato da Staff
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Sezioni dell’Esercito Italiano 3.17/5 (63.33%) 6 Vota questo articolos

L’Esercito Italiano (EI) è una delle quattro componenti delle Forze Armate Italiane, Allinea sei Armi, tre Corpi e una “Specialità dell’Esercito” .
Armi e corpi.

Nella sezione armi troveremo i seguenti nomi, che fanno parte della nostra storia e provengono naturalmente dal passato e sono i seguenti: Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Trasmissione e Trasporti e Materiali. Nella sezione corpi vi troveremo i seguenti nomi appartenenti ai propri rispettivi corpi: Corpo Sanitario, Corpo di Amministrazione e Commissariato, e Corpo degli Ingegneri.  Nella sezione specialità naturalmente vi troveremo l’Aviazione.

Difesa.it

Un accenno particolare va alla nostra Accademia che forma gli Ufficiali di comando per le varie sezioni e corpi, l’Accademia di Modena forma da oltre 100 anni gli Ufficiali dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare sottoponendo tutti gli allievi qualora lo vorranno a contrare una ferma volontaria di anni 3 assoggettandosi così alle leggi e i regolamenti militari. L’Accademia Militare di Modena, prestigioso ente universitario con sede nel Palazzo ducale in piazza Roma, centro storico di Modena, permetterà a tutti gli allievi di ricevere una solida preparazione culturale in uno degli istituti più antichi e prestigiosi del mondo.

Gli allievi che poi diventeranno ufficiali del nostro Esercito avranno la possibilità di un vasto profilo di materia di studio quale .: Scienze strategiche, Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Chimica, e Tecnologie farmaceutiche. Saranno inoltre praticati innumerevoli attività sportive tutto questo per far sì che oltre la mente deve vigere un corpo sano, anche l’indipendenza economica sarà immediata ricevendo uno stipendio iniziale di 900 euro al mese per i primi due anni e di 1.600 euro dal terzo anno, con incrementi in base al grado.

Da tenere presente che l’intensa attività di preparazione alla base didattica e diciamo quella più dura è rappresentata tra gli 8 e i 12 mesi, bisogna considerare inoltre che è necessario prepararsi a lungo per contare su una preparazione mirata. L’Esercito Italiano offre a tutti coloro che lo desiderano una cultura, un lavoro, un salario, ma non ci dobbiamo dimenticare le basi della storia dell’Esercito Italiano composto da persone con immenso spirito di abnegazione e dovere.

Come diventare un soldato?

24 gennaio 2012 inviato da Staff
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Come diventare un soldato? 4.60/5 (92.00%) 10 Vota questo articolos

L’esercito italiano è famoso nel mondo per il suo impegno internazionale, a volte discusso, ma sempre prezioso: i nostri militari servono il nostro paese e lo rendono orgoglioso in operazioni di pace, in circostanze di pericolo e in situazioni estere di crisi sociali ed economiche, nelle quali, per fornire un servizio, rischiano spesso, e in qualche caso perdono, la loro stesa vita, in nome degli ideali che hanno sposato con la loro divisa e in nome del Popolo Italiano che rappresentano.

Ma come si diventa membri dell’Esercito Italiano? Intanto va precisato che con la Legge 226 del 23 agosto 2004, oltre ad cancellare l’obbligatorietà della leva dal primo gennaio 2005, ha anche introdotto due nuove figure all’interno dell’esercito che lo rendono, al pari di quelli degli altri paesi europei, un corpo professionale e altamente specializzato: il volontario in ferma prefissata a un anno (VFP 1) e il volontario in ferma prefissata a 4 anni (VFP 4). Il primo passo quindi per entrare a far parte dell’esercito italiano è diventare VFP 1, attraverso un concorso pubblico a cui possono partecipare tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto la maggiore età, indipendentemente dal genere, che posseggano un diploma secondario di primo grado e che siano risultati idonei allo svolgimento di attività sportivo a livello agonistico.

 

Alla fine del primo anno i VFP possono partecipare all’arruolamento per diventare VFP 4 e risultano già regolarmente retribuiti, oltre a poter usufruire dell’accesso diretto ai concorsi per entrare nei corpi armati dello stato. Esiste però un piano intermedio che facilita l’entrata dell’esercito italiano: è l’accademia militare, una vera e propria scuola alla fine della quale, al superamento dell’esame finale, si acquisisce un titolo di studio specifico.

 

L’accademia militare fornisce una preparazione complessiva sotto tutti gli aspetti, militari e didattici, per diventare un professionista degno e capace di rappresentare degnamente il proprio paese all’estero. In accademia un’importanza strategica hanno anche le attività sportive e la conoscenza dell’inglese e dell’informatica, nonché lo sviluppo di capacità di problem solving e gestionali. Proprio per l’impegno forte che viene richiesto ai giovani che entrano in accademia, gli stessi percepiscono anche uno stipendio cheli rende parzialmente indipendenti. Oggi per i giovani, legati al proprio paese, entrare in accademia non è solo una scelta, ma un vero onore, l’inizio di un percorso professionale che sfocerà nella creazione di un comandante, di una guida, di uno stendardo italiano all’estero.

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Corpo Veterinario: 150 anni di storia

20 gennaio 2012 inviato da Staff
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Corpo Veterinario: 150 anni di storia 1.00/5 (20.00%) 1 Vota questo articolo

La Scuola di Veterinaria italiana fondata in Italia nel 1769, anche, se le origini risalgono solo al 27 giugno 1861, data in cui, un Regio Decreto ne sancì la nascita e la Costituzione del Corpo Veterinario Militare.  Inoltre sempre citando la storia nello stesso anno, il 17 marzo 1861 veniva sancita l’unità d’Italia e il 4 maggio quella dell’Esercito Italiano.

Il reparto nacque fondamentalmente nel sostegno logistico dell’Esercito Italiano che, all’epoca della sua Costituzione, basava l’intera sua forza sui reggimenti di Cavalleria e naturalmente sui reparti ippotrainati.  Sottolineiamo che per questa ragione, sin dagli inizi il Corpo Veterinario militare prese parte a tutte le campagne di guerra dell’Esercito Italiano, avendo meritato ben 4 medaglie d’oro al valore militare, numerose poi ricompense al Valore, onorificenze e attestazioni .  Inutile sottolineare che il Corpo Veterinario militare è certamente cambiato, basti pensare alla scomparsa del mulo del reparto Alpini, avvenuta non in tempi remoti ma ben sì agli inizi del 1990, ed alla forte contrazione numerica del cavalli dell’Esercito.

Oggi il Corpo Veterinario militare naturalmente, si occupa di altre cose con mansioni specifiche di medicina preventiva finalizzata alla salvaguardia del patrimonio zootecnico nazionale, mediante adeguate misure di profilassi, non dimentichiamo inoltre nelle mansioni del Corpo Veterinario militare la tutela della salute del militari italiani ed naturalmente alleati partiti in missione, nonché delle popolazioni indigene assistite.  Attraverso la Scuola di Mascalcia (Grosseto), il Corpo Veterinario militare forma i propri addestratori al binomio uomo/cane, ulteriore considerazione è appunto alla doma del cavallo per le numerose esigenze istituzionale delle Forze Armate una nota di merito va al Centro Veterinario militare di Grosseto, che dal 1996 ha ereditato le varie competenze della Scuola del Corpo Veterinario di Pinerolo.

Le discipline sportive dell’Esercito Italiano

18 gennaio 2012 inviato da Staff
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Come sappiamo il nostro Esercito dispone di tantissimi atleti che con spirito di sacrificio nelle varie discipline  sportive si sono distinti con il rilevamento di innumerevoli traguardi premiati da giurie internazionali.  Tutti coloro che nell’Esercito Italiano volessero iniziare un lungo cammino nelle varie attività sportive ed agonistiche devono prendere in seria considerazione di inoltrare la dovuta domanda tenendo sempre a mente che tale domanda ha una validità effettiva di anni 4 (Volontari Ferma Prefissata 4 anni-Atleti) .


Requisiti.
Gli aspiranti atleti devono aver conseguito nella disciplina e specialità prescelta, risultati agonistici almeno di livello nazionale  e certificati dal CONI o dalle federazioni sportive nazionali ovvero, nell’ambito delle discipline sportive non federate o affiliate al CONI, dal Comitato Sportivo Militare.  Il concorso per Atleti Militari, è aperto a uomini e donne, i requisiti primari sono l’aver compiuto il 17 anno di età e non aver superato il giorno di compimento del 35 anno di età.  Inutile sottolineare che i candidati devono possedere requisiti di moralità e condotta incensurabile e devono possedere un diploma di istruzione secondaria di primo grado (terza media) devono riportare l’esito negativo agli accertamenti diagnostici per l’abuso di alcool e per l’uso, anche saltuario o occasionale, di sostanze stupefacenti, nonché per l’utilizzo di sostanze psicotrope a scopo terapeutico e infine non devono aver avuto procedimenti di proscioglimento d’autorità o d’ufficio.
Figure richieste.
Attività agonistiche là dove sono richieste:Judo, Tuffi, Lotta, Nuoto, Atletica Leggera, Tiro a Volo, Scherma.  La domanda dovrà essere inoltrata al seguente indirizzo: Ministero della Difesa, Direzione Generale, Primo Reparto, 3 Divisione, 4 Sezione.  Viale dell’Esercito n.186-00143 Roma.
Il personale militare in servizio dovrà presentare la domanda presso il proprio Comando di appartenenza.

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Buonuscita (art 7/12), come è noto, è un ‘operazione per calcolare la liquidazione ed è molto più ricompensante rispetto al sistema di calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR).
Come tutti noi sappiamo con l’ultima manovra Economica (D.L. nr 78 del 31/05/2010 convertita in Legge nr 122/2010) ha previsto anche interventi mirati proprio nel settore pensionistico, ovvero seppur non modificandole attuali leggi vigenti di riferimento, a posto delle ulteriori penalizzazioni, che andremo a spiegare con questo breve articolo.

Nella manovra Finanziaria è stato previsto di abbassare il coefficiente di calcolo sulla buonuscita dall’attuale coeff-07,10%, portandolo al 06,91%, ovvero al pari di quello dell’altrettanto fine rapporto, questo tipo di calcolo è entrato in vigore dal primo gennaio 2011. Facendo due conti, questa tipologia di calcolo, vedrà la perdita di Euro 250,00 all’anno, per ogni anno che resta da lavorare prima della pensione.
I diritti acquisiti in tanti anni, sono stati modificati senza preavviso di sorte, ci domandiamo cosa succederà adesso. Tutti coloro che hanno o che maturano i requisiti previsti per la pensione (60 anni di età o 35+5 anni di servizio), teniamo presente che non avranno nessuna ripercussione negativa per la pensione, per meglio dire potranno in ogni momento chiedere il collocamento a riposo seguendo i normali canoni previsti oggi.
Di tutt’altro parametro invece il calcolo di oggi in data di legge del 2011, per tutto l’anno in corso 2012. Esempio di un carabiniere con anni 53 di età, con più di 38 anni di servizio maturati entro il 30 novembre 2011, può andare in pensione il 01/Dicembre 2012.
Ecco perché, la parola d’ordine è controllo approfondito e completo dei calcoli relativi alla nostra pensione, perché da qui vale il sostegno economico per noi e le nostre famiglie.

Fonte: Sindacato Unitario Personale in Uniforme

Argomenti correlati: Pensione tabellare

Tributo soldati Italiani

10 gennaio 2012 inviato da Staff
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Tributo soldati italiani su Youtube, di Lucalacerenza

Tagli alla difesa: giù stipendi e missioni

9 gennaio 2012 inviato da Staff
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Difesa.it

Se austerità deve essere , lo sia davvero senza -se o ma-, questo rimane l’obbiettivo con il quale il nostro ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola,  ha annunciato al Parlamento le prossime, possibili misure per contenere costi e sprechi di esercito italiano e forze dell’ordine. Teniamo presente che in uno scenario mondiale che tutti i giorni cambia, senza mezze misure in peggio, arrivare a tagliare in modo come verrà elencato la nostra difesa può sembrare avveniristico, ma veniamo ai numeri, se noi consideriamo, numeri alla mano che lo stipendio dei 180.000 effettivi del nostro Esercito, valgono il 62% dell’intero bilancio della difesa, per una cifra che si aggira intorno ai 23 Miliardi di euro complessivi, a cui vanno aggiunti i costi delle missioni all’estero.

Teniamo in seria considerazione che secondo il nostro Ministro il personale militare potrebbe essere ridotto addirittura di parecchie migliaia di unità, fino a  toccare quota 140.000 o, addirittura 90.000 unità. Secondo alcune indiscrezioni trapelate da autorevoli fonti vicino al ministro, questa piccola rivoluzione, dovrebbe snellire tutto il sistema della difesa e naturalmente abbatterne una grande fetta di costi.

L’altro grande tema, spinoso e controverso, riguarda il famigerato F-35, meglio conosciuto come il cacciabombardiere più costoso della storia militare, costo effettivo per aereo : 200 Milioni di euro, il nostro paese ne ha ordinati ben 131 esemplari. Rimane un punto interrogativo semplice da dover risolvere, ci auguriamo tutti di non doverne fare le spese tutti con i paesi che vantano tutti i giorni estremi religiosi, questo è l’augurio che ci facciamo noi che magari ascoltiamo tutti i giorni notizie di attentati e carneficine.

Argomenti correlati: pensioni e concorsi.

 

La pensione tabellare del militare di leva

5 gennaio 2012 inviato da Staff
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La pensione tabellare del militare di leva 3.55/5 (70.91%) 11 Vota questo articolos

La pensione privilegiata Tabellare può essere richiesta da tutte le persone che hanno svolto il servizio militare di leva obbligatorio o volontario in una delle Forze di Polizia, Forze Armate, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Servizio Civile e Volontario ed hanno riportato una malattia, infermità, ricovero ospedaliero, incidente, infortunio.  La possibilità di richiedere tale beneficio è previsto dal richiedente tramite gli articoli: 64 e 65 della Legge 1092-73.  I benefici economici derivanti dalla pensione privilegiata Tabellare corrispondono a un mensile che varia da 800,00 euro a oltre 1000,00 euro esentasse , vita natural durante, oltre gli eventuali arretrati spettanti.  Il diritto della presentazione della domanda di pensione Tabellare è imprescrittibile, e cioè, quando sussistono i presupposti si può richiedere senza limiti temporali.  L’altra possibilità è la richiesta, anche da parte dei soggetti che non hanno superato i 15 anni di servizio utile, di cui 12 effettivi.

 
Pensione privilegiata ordinaria dei militari.
Tutto il personale militare in servizio e in congedo che, in seguito di malattia o infermità, infortunio o malaugurato incidente può per riconoscimento anche a seguito di missioni all’Estero, e, con uso frequente a loro insaputa per uso di proiettili tipo “Uranio impoverito”, amianto ecc… , missioni coperte da segreto militare.  Teniamo presente che solo l’uso in missione di Uranio impoverito ha causato non pochi problemi alle Forze Speciali dell’Esercito Italiano che ne hanno fatto uso, ecco perché i militari possono fare richiesta della loro pensione privilegiata ordinaria, con tutti gli arretrati che gli spettano presentando l’attestato di servizio il quale con prova le missioni svolte dal militare stesso e in questo caso dal richiedente.  L’Istituto Di Previdenza  Militare ( analizzatore delle richieste ) organo ammesso a il controllo delle richieste che vengono effettuate per richiesta pensionistica e per avvenuta cessazione del servizio operativo deve nel suo compito riuscire nell’individuabilità tutti quei soggetti che hanno operato con armamenti bellici e tattici in teatri dove veniva richiesto armamento in supporto al completo disfacimento e alla totale distruzione di forze ostili, naturalmente tutto coperto da segreto militare.

Militare italiano ferito lieve in Afghanistan

5 gennaio 2012 inviato da Staff
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È lieve lo stato del militare italiano ferito ieri nell’esplosione di un ordigno in Afghanistan.

Secondo l’agenzia Reuters, un appartenente alla Marina Militare Italiana è risultato ferito ieri, verso le 13.00, dopo l’esplosione di un dispositivo nel sudest di Afghanistan.  Nel concreto si tratta di un soldato di fanteria del reggimento “San Marco”.
È stato il comando Italiano Isaf in Afghanistan a confermare i fatti, “un Veicolo Tattico Multiruolo Leggero Lince è stato coinvolto in un’esplosione di un ordigno improvvisato a seguito della quale un militare italiano è rimasto leggermente ferito”.
Il militare ferito sta lavorando nell’ambito di un’operazione volta a contrastare l’infiltrazione di insorgenti nella zona. Sul posto, fa sapere l’Isaf, sono intervenuti immediatamente i soccorsi che hanno trasportato il ferito nell’ospedale di campo di Farah.
Il giovane è rimasto sempre cosciente e ha informato telefonicamente i propri familiari, si legge nel comunicato.

L’Isaf è una forza d’intervenzione, presente in Afghanistan dal 2001, che il compito di garantire un ambiente sicuro a tutela delle autorità afghane. Dal 2003, l’Italia ha preso la responsabilità di uno dei cinque settori regionali, il Regional Command West, in cui l’Afghanistan è stato suddiviso.

Lo Staff

 

Prestiti per appartenenti all’Esercito Italiano

3 gennaio 2012 inviato da Staff
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L’Esercito Italiano, come tutti sappiamo è un ente statale appartenente  al Ministero della Difesa, i militari che ne fanno parte possono accedere ad innumerevoli forme di credito con tipologie di prestiti personali in modo agevole e semplice.  Come tutti sappiamo il mercato finanziario è in continua evoluzione, e tutti gli istituti di credito e finanziari si sono dedicati ai lavoratori dipendenti della difesa, come già detto tra le innumerevoli soluzioni al credito per i dipendenti dell’Esercito Italiano  che non dovranno giustificare con documenti il motivo di un qualsiasi prestito a loro concesso.  Consideriamo che la forma di prestito per i lavoratori della difesa è la famosa cessione del quinto dello stipendio, da restituire in modo rateale tramite la trattenuta mensile sulla busta paga del dipendente.


Agevolazioni.
Le agevolazioni riguardano soprattutto la durata del contratto di cessione del quinto che può variare tra i 48 e i 120 mesi, inoltre, per tutta la durata del finanziamento, sia la rata mensile che il tasso di interesse saranno fissi.  Per gli appartenenti all’Esercito Italiano, inoltre, è possibile estinguere il prestito in qualsiasi momento, e in questo modo andremo a risparmiare proprio sugli interessi.  Di primaria importanza e da sottolineare che questa forma finanziaria può essere utilizzata anche per realizzare un consolidamento dei debiti.  Ricordiamo inoltre che esistono proprio per i dipendenti della difesa tantissime altre forme di prestiti che alla richiesta dell’ente erogante verrà esposto al richiedente le varie tipologie per l’accesso al credito richiesto.
Modalità di richiesta.
Possono richiedere un prestito tutti i dipendenti dell’Esercito Italiano dagli Ufficiali, ai Sotto Ufficiali a ferma permanente e persino il richiedente con stanza di ferma breve, naturalmente per la ferma breve esistono altre forme di prestito ove le rate saranno in base alla durata della ferma stessa.  Cosa importante e che va sottolineata nelle rate che il richiedente andrà a pagare l’importo stesso è comprensivo per l’ammontare di due polizze assicurative: “rischio vita” e “rischio perdita impiego”.